Procreazione, legge 40 bocciata


Il Mattino
04/02/2011
Valentina Arcovio

A QUESTO PUNTO è solo questione di tempo. Per sapere se nel nostro paese non sarà più vietata la fecondazione eterologa, bisognerà aspettare probabilmente la primavera quando si pronuncerà la Corte Costituzionale chiamata per la terza volta a esprimersi sulla questione.

Ieri infatti il Tribunale di Milano ha accolto il reclamo di una giovane coppia di Parma e ha eccepito
l'incostituzionalità della legge 40, trasmettendo così gli atti alla Corte Costituzionale. Il provvedimento ha sospeso la causa avviata dai coniugi che si erano già visti respingere dai magistrati la richiesta di ordinare, in via d'urgenza, al ginecologo a cui si erano rivolti di effettuare la fecondazione eterologa per via della «completa e irreversibile infertilità» del marito di quarant'anni affetto da azoospermia.
I giudici hanno infatti rilevato che la norma laddove vieta la fecondazione eterologa e prevede
sanzioni alle strutture che dovessero praticarla «non garantisce alle coppie cui viene diagnosticato un quadro clinico di sterilità irreversibile il diritto fondamentale alla piena realizzazione della vita privata familiare», sottolinea l'avvocato Sebastiano Papandrea di Catania che fa parte del pool di legali che hanno dichiarato battaglia alla Legge 40 con il sostegno della Fondazione Hera.

I giudici, tra l'altro, hanno anche rilevato che con il divieto di fecondazione eterologa, che è invece
consentita in molti paesi europei, «si rischia di non tutelare l'integrità fisica e psichica delle coppie». Inoltre la normativa, ad avviso dei magistrati, violando il principio dell'eguaglianza giuridica,
cela un profilo di «natura discriminatoria» in quanto sarebbero trattate in modo opposto coppie
con limiti di procreazione, risultando differenziate solo in virtù del tipo di patologia che affligge
l'uno e l'altro dei coniugi.

A breve si esprimerà sulla questione anche il tribunale di Bologna. Ai giudici emiliani si sono infatti
rivolte altre due coppie sterili. «Si tratta di una coppia siciliana e di una bolognese, entrambe composte da persone molto giovani e in cui il marito è sterile», ricorda l'avvocato Maria Paola Costantini, curatrice del ricorso.
Le intenzioni dei legali sono chiare: far cadere l'ultimo tassello, quello più spinoso, della Legge
40. Già nel 2009 la Corte Costituzionale ha cancellato alcuni dei divieti più severi, come 1'obbligo di impianto di tutti gli embrioni, il loro congelamento e la diagnosi preimpianto. Il 23 febbraio, invece, la Corte europea dei diritti dell'uomo sarà chiamata a pronunciarsi in via definitiva sulla conformità alla Convenzione dei diritti dell'uomo della disciplina austriaca che pone un divieto analogo a quello italiano.

Ed il tribunale di Milano è il terzo, dopo quello di Firenze e quello di Catania, ad aver inviato la legge sulla procreazione medicalmente assistita alla Corte Costituzionale sul divieto di eterologa.
«Spero che la Corte Costituzionale si sbrighi e ponga fine al calvario attraversato da tutte quelle coppie che come unica possibilità per diventare genitori hanno la sola fecondazione eterologa», commenta Severino Antinori, presidente dell'Associazione mondiale della medicina riproduttiva. Di tutt'altro avviso è Dorina Bianchi, responsabile dell'Ufficio sanità dell'Udc, secondo cui «nel caso
della procreazione medicalmente assistita l'interesse principale dovrebbe essere la tutela del nascituro, senza nessuna eccezione».

Pensa invece alle coppie costrette ad andare all'estero per aver un figlio, Antonio Palagianò, capogruppo dell'Italia dei Valori nella Commissione Affari Sociali, secondo cui «la fecondazione eterologa dovrebbe essere un'opzione fruibile anche in Italia». E afferma Marco Cappato, segretario
dell'associazione Luca Coscioni: «Oltre alle giurisdizioni nazionali siamo pronti ad attivare tutte quelle internazionali perché giustizia sia fatta. L'Italia si distingue per avere la legge in materia più antiscientifica e lesiva dei diritti delle persone, dovrebbe finalmente porre in agenda politica il rispetto del diritto alla salute e all'uguaglianza, del rispetto della libertà di ricerca scientifica e intervenire sulla legge 40».

 

© 2011 Associazione Luca Coscioni. Tutti i diritti riservati

Venerdì, 4 Febbraio, 2011 - 11:43

1 commento

Vorrei dire alla S.ra Bianchi

Vorrei dire alla S.ra Bianchi e a chi la pensa come lei,che al contrario di come credete,la fecondazione assistita e più esattamente l'eterologa è un autentico atto d'amore,maggiore di chi ha la fortuna di concepire un figlio nel proprio nido

Per questo vorrei esortarvi a riflettere chiedendovi se per voi l'amore ha per caso dei limiti??

Una coppia che vive il dramma della sterilità che solo per amore vorrebbe, ma a causa della legge non può fomarsi una famiglia,è giusto che debbano privarsi solo perchè voi pensate che tali limiti debbano essere imposti? E al diritto alla salute in quanto esseri umani nel pieno diritto ad accedere alle cure necessarie, chi lo dà loro? Per questo mi inchino davanti a quanti stanno lottando per abbattere questi limiti e lo fanno solo per il bene di tante persone.

Mai dare nulla per scontato,ricordate, oggi a me ma domani potrebbe toccare a te o a un tuo caro!

 

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