Parto cesareo, Goretti virtuoso


Latina Oggi
Anna Maria De Blasio

Complicazioni da parto e    conseguenze spesso gravi su neonati    e madri. Cesarei praticati    troppo spesso oppure negati. La    cronaca nazionale porta alla ribalta    casi di malasanità sparsi in    tutta Italia mentre il Ministero    della Salute cerca di far rientrare    il parto chirurgico negli standard    internazionali. Eppure l`ostetricia    italiana rimane tra le migliori.    A parlarne e a fare chiarezza    sull`uso appropriato del taglio    cesareo, con tutti i pro e i contro,    è Francesco Maneschi, primario    di Ostetricia e Ginecologia del    Santa Maria Goretti di Latina.    Reparto che ha registrato nel    2009 circa 2.000 parti con una    percentuale "virtuosa" di cesarei    che si attesta intorno al 28 per    cento.    L`Organizzazione mondiale    della sanità vorrebbe riportare la    soglia dei parti cesarei tra il 15 e    il 20 per cento. Pensa che questi    parametri di riferimento siano attuabili    nel nostro Paese?    Iniziamo cole dire che il taglio    cesareo è una modalità di parto,    in Italia c`è una tendenza nei    confronti di questa pratica probabilmente    superiore a quello che    dovrebbe essere di fatto. Per    quanto riguarda la soglia del 15%    è una percentuale che nasce da    un`osservazione scientifica: se i    tagli cesarei sono minori del 15%       il sistema sanitario non è adeguato,    se sono maggiori è adeguato.    Questo perché i paesi con cesarei    minori del 15% sono in genere    paesi del terzo mondo dove non    ci sono medici e strutture adeguate    per fare l`intervento e quindi    c`è una mortalità materna maggiore.    Ma non è un dato assoluto,    deve essere contestualizzato nel    territorio. Ad esempio. in Italia    esistono piccole realtà perfettamente    funzionanti con pazienti    "selezionati" dove i cesarei sono    minori del 15%. Più in generale    `nel nostro paese si passa da percentuali    intorno al 20% in alcuni    regioni del Nord al 60% della    Campania: è evidente che da    qualche parte c` è un problema. A    mio avviso riportare il taglio cesareo    intorno al 15% -20% in    Italia non è attuabile. Uno dei    fattori che incide moltissimo è ad    esempio la "precesarizzazione".    Negli ultimi dieci anni è aumentata    sensibilmente la popolazione    di donne che hanno partorito con    il bisturi il primo figlio e che    quindi a una seconda o terza gravidanza    andranno incontro quasi    sicuramente a un altro cesareo.    Basti pensare che in Italia solo    una donna precesarizzata su cinque    partorisce in modo naturale.    Qual è la situazione al Santa    Maria Goretti?    Abbiamo una media di cesarei       che va dal 28,al 30 per cento. Una    dato positivo insieme a quello di    Viterbo (sempre sotto al` 30%),    soprattutto se confrontato con    quello nazionale del 38% e quello    del Lazio, dove la percentuale    dei tagli cesarei lo scorso anno e    stata del 43%. Ovviamente la nascita    con il bisturi se ci sono    motivi medici e di salute viene    praticata senza problemi, ma da    circa dieci anni cerchiamo di incentivare    il parto naturale.    Da Messina a Roma. Liti tra    medici in sala parto. Cosa pensa    dei fatti di cronaca degli ultimi    giorni?    Penso che talvolta possano verificarsi    situazioni non prevedibili.    Anche divergenze: di vedute. Ma    stando attenti, lavorando con professionalità    credo si possano evitare    e prevenire errori. Nel nostro    reparto abbiamo adottato da tempo    un "protocollo di comportamento"    che viene seguito scrupolosamente    e che permette di rendere-    il modo di lavorare    omogeneo. Aggiungendo alla    professionalità anche un altro    aspetto non meno rilevante: la    comunicazione con il paziente,    che deve sentirsi al sicuro, protetto.    Ultimamente si tende a "demonizzare"    il parto cesareo. Quali    sono i rischi, reali?       Vorrei chiarire che il parto cesareo    ha salvato moltissime donne e    molti bambini in condizioni difficili.    Ma è pur vero che espone    maggiormente le donne a rischi    seri, con una mortalità maggiore.    Lo` scorso anno nel Lazio su    55mila parti ci sono stati 4 decessi    e 3 di queste donne avevano    fatto un parto cesareo: Al cesareo    sono legati inoltre, eventi patologici    indotti, come l`embolia polmonare    che si può manifestare    anche 20 giorni dopo il parto, ei    cosiddetti rischi tardivi soprattutto    nelle successive gravidanze.    Tra cui difetti di placentazione: la    placenta previa e la placenta accreta    che invade l`utero con conseguenze    molto gravi.    E allora perché si pratica spesso    senza indicazioni mediche?    Per molti medici il parto cesareo    è un intervento veloce, ripetibile,    semplice e sicuro. Ci sono inoltre,    motivi medico legali: sono    moltissime le sentenze per mancato cesareo    a carico dei professionisti.    Oppure la richiesta da    parte delle donne che pensano    così di soffrire meno.    E` possibile invertire il trend?    Nei prossimi anni la percentuale    potrebbe stabilizzarsi con l`impegno    di tutti intorno a una soglia    del 25 per cento. Per il resto credo    che la soluzione ideale sia semplicemente    evitare di praticare    cesarei inutili.    

Martedì, 19 ottobre, 2010 - 10:39

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it