Legge sul divorzio breve e un libro-manifesto. Fini sulle orme di Sarko

Legge sul divorzio breve e un libro-manifesto. Fini sulle orme di Sarko

Libero Quotidiano
Salvatore Dama

divorzio breveIl presidente della Camera prepara un volume con Paolo Mieli E fa presentare dai suoi una legge per accelerare le separazioni
Si sa poco dell’estate di Gianfranco Fini. L’uomo, già discreto di suo, ad agosto evapora. Dalle magre cronache in arrivo da Ansedonia trapela che il presidente della Camera è in villa con la compagna Elisabetta Tulliani (di nuovo in dolce attesa) e la piccola Carolina. Nulla più. Ma che ha fatto la terza carica dello Stato sotto l’ombrellone? Riposo, immersioni, famiglia, tintarella. Ok, ma c’è pure dell’altro. Viene fuori che, per tutto il suo soggiorno estivo, il presidente della Camera ha lavorato alla stesura dì un libro. Non solo. Frugando negli archivi del Palazzo viene fuori anche una proposta di legge, presentata dai finiani, per l’introduzione del divorzio breve.

Insomma: un estate tranquilla, ma una ripresa che si prevede col botto.
IL FINI SCRITTORE Con ordine, prima notizia: il libro del presidente della Camera sarà pronto per settembre e stampato in autunno. L’argomento è tabù, dallo staff presidenziale soltanto bocche cucite. Dal muro di discrezione trapelano dettagli, però. E si capisce che è un progetto al quale Fini tiene tantissimo. Una sorta di libro-manifesto, frullato del Gianfranco pensiero che finora l’alta carica dello Stato aveva distillato in piccole dosi e che adesso prende forma, nero su bianco, in maniera compiuta ed estesa. Similitudini? Chi poco poco ha capito le intenzioni dell`ex presidente di Alleanza Nazionale accosta il suo manoscritto all’opera di Nicolas Sarkozy ("La République, les religions, l’espérance") o all’ultima fatica di Giulio Tremonti ("La paura e la speranza"). Qualcosa sul modello anamnesi-cura: analisi e osservazione della società italiana seguite dalla ricetta politica dell’autore per governare una Paese in evoluzione.

C’E’ MIELI Nell’operazione è coinvolto Paolo Mieli. A che titolo? Bella domanda. L’ex direttore del Corriere della Sera, più volte avvistato ai piani alti dì Montecitorio negli ultimi mesi, adesso è il presidente di Rcs Libri. Non è detto che Mieli ci metta la firma: non sarà un libro intervista e forse lo storico giornalista si limiterà a compilare la prefazione del volume finiano. Per certo, raccontano, è lui il deus ex machina dell’operazione editoriale. D’altronde Mieli non ha mai fatto mistero della sua stima verso Fini e l’evoluzione compiuta dall’ex presidente di An da Fíuggí in poi. È semmai Silvio Berlusconi il politico che l’ex direttore del Corriere ha sempre considerato un’anomalia. Ecco allora la strategia di Gianfranco: una battaglia culturale che prelude quella politica. Quirinale? Palazzo Chigi? Leadership del PdL? Chi vivrà, vedrà.

PDL DE ANGELIS Nel frattempo Fini continua a posare mattoncini. L’ultimo in ordine di tempo riguarda il divorzio breve. Dagli archivi della Camera viene fuori una proposta di legge in materia di "scioglimento e cessazione degli effetti civili del matrimonio". Porta la firma di Marcello De Angelis, deputato ex An tra i più ascoltati da Fini. L’idea? Quella di accelerare i tempi del divorzio. Adesso occorrono tre anni di separazione, con la proposta De Angelis ne basterà uno. Sei mesi in assenza di figli minori di 14 anni. La pdl parte dal principio che «la fine del matrimonio è la separazione». Farla durare tre anni o più significa infliggere agli ex coniugi «una pena aggiuntiva». Non è una proposta contro il matrimonio, precisa la relazione abbinata all’articolato, ma «in favore delle famiglie che funzionano». Il divorzio breve è un’idea che a destra fa breccia. L’iniziativa legislativa di De Angelis riprende pari pari un testo presentato la scorsa legislatura dal senatore di An Antonino Caruso. Un progetto che già allora ebbe l’autorizzazione scritta di Fini quando era il leader della destra. Cos’è: guerra totale alla Chiesa? L’apparenza a volte inganna. Perché ci sono temi su cui il presidente della Camera è in sintonia con il Vaticano. Molto più dei papisti del PdL. Prendiamo il tema della cittadinanza e dell`integrazione degli immigrati. Argomento che ha permesso un riavvicinamento tra Gianfranco e la Santa Sede. Non a caso, la prossima settimana Fini sarà a Perugia per un convegno delle Acli. Mangiapreti? E chi l’ha detto.