Le staminali adulte guariscono dall’Hiv


È Vita (Avvenire)
16/12/2010
Alessandra Turchetti

Una notizia molto promettente nel campo dell’ematologia e stata pubblicata ieri sulla rivista scientifica Blood: un uomo affetto da leucemia e Aids è completamente guarito grazie a un trapianto di staminali midollari da donatore compatibile a distanza di quattro anni dall’operazione. Sarebbe il primo caso di guarigione completa da Hiv, e per merito di cellule staminali adulte. Il donatore era portatore di una rara mutazione genetica, posseduta dall’1% della popolazione mondiale di razza caucasica: il fattore determina una resistenza al virus dell’Hiv, e l’ipotesi che le cellule staminali trasferissero al paziente questa virtù genetica s’è rivelata corretta.

Tanto che il paziente, sieropositivo e affetto da leucemia mieloide acuta, a meno di quattro anni dall’intervento non ha più tracce nel proprio sangue e nel liquido spinale del virus e il suo sistema immunitario ha ripreso perfettamente a funzionare. Gli stessi autori della sperimentazione invitano alla cautela, così come alla prudenza sono improntati i primi commenti degli esperti: “Attenzione a non considerare questo caso per ora isolato runa possibile via terapeutica contro l’Aids”, commenta Sergio Romagnani, professore emerito dell’Università di Firenze e immunologo conosciuto a livello internazionale per i suoi studi sulle staminali del sangue.

“Non possiamo parlare, infatti, di alcuna rilevanza applicativa: il paziente è stato sottoposto a trapianto in quanto leucemico ed evidentemente si è instaurata attraverso questa via anche un’azione protettiva nei confronti dell’infezione da Hiv. Ma è inimmaginabile ipotizzare un trattamento (li questo tipo contro il virus dell’immunodeficienza umana: ogni trapianto comporta un’immunosoppressione non priva di effetti collaterali anche pericolosi come il rigetto, e inoltre, come strategia di cura, presenterebbe dei costi altissimi. Mi limito per ora a definire per ora questo caso come una curiosità scientifica”. La strada insomma è ancora lunga: ma il primo risultato è incoraggiante.

 

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Giovedì, 16 dicembre, 2010 - 12:20

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