L'Ausl deve smettere di essere passiva e tutelare la salute


Voce di Rimini
07/07/2011

La questione della balneazione è innanzitutto una questione sanitaria.

A sostegno di ciò l’esposto alla procura del 2010 che riguarda 2 sportivi nuotatori che si sono ammalati in mare con l'assistenza di "Soccorso Civile", e ancora prima, nel1995, una sentenza del tribunale di Rimini che indicava il possibile reato di attentato alla salute pubblica ma che non ha visto seguito. Inoltre lo squalificante panorama di persone (adulti,anziani e bambini) che si bagnano in acque vietate nella indifferenza delle istituzioni non può essere più tollerato per la gravità del fatto e si evidenzia l’illegalità in cui si trova la costa riminese.

La norma vigente, legge 116/2008 prevede precisi e specifiche azioni a tutela della incolumità dei cittadini riguardo le acque di balneazione vietate. Infatti tra le altre cosa prevede chiara informazione sul posto e ostacoli alla possibilità di immergersi.

Il disattendere queste specifiche porta gravi rischi alla salute dei bagnati. Cadendo sempre più il muro di ignoranza costruito in questi decenni ci si deve aspettare rivalse nei confronti di chi è preposto e responsabile delle acque di balneazione.

L’Azienda Sanitaria dovrebbe cambiare il suo ruolo di spettatore passivo e promuovere specifici indagini per valutare le reali conseguenze delle acqua inquinate sulla salute della popolazione e su queste indagini specifiche esprimere le risultanze del caso e promuovere iniziative mirate di tutela alla salute pubblica.

In caso di problemi le ragioni saranno innanzitutto da imputarsi verso il Comune di Rimini nella Persona del sindaco, massimo responsabile sanitari della città, nei confronti dell’AUSL e di tutti quegli organi istituzionali indicati come responsabili. Il sito dell’arpa individua: Comune di Rimini, Provincia di Rimini, Prefettura di Rimini, AUSL di Rimini, ARPA Emilia Romagna, Capitaneria di porto.

Non solo. Si devono considerare come diretti responsabili dell’incolumità dei bagnati anche Salvataggi e Bagnini.

Il fatto che i salvataggi sono esentati dall’intervenire nel vietare la balneazione in caso di inquinamento, ma informati del divieto, non li protegge da responsabilità che potrebbero esse avanzate da future vittime della disinformazione. Un mansionario che non prevede di intervenire sembra debole come scudo, oltre che anacronistico nella condizione attuale della realtà riminese.

I bagnini portano poi importanti responsabilità in quanto diretti titolari delle aree interessate ai divieti e responsabili delle persone che accedono alla aree date a loro in concessione.

A febbraio si è tenuto un convegno promosso dalla Associazione Luca Coscioni in cui si è costituito il coordinamento cittadino riminese Soccorso Civili. Solo dopo questo convegno sono state pubblicate sul sito di Arpa le nuove schede sulla balneazione come previsto della legge.

Gli obiettivi coordinamento Soccorso Civile sono:

il sostegno e l’assistenza alle persone che rivendicano il loro diritto alla salute in particolare per quanto riguarda le acque di balneazione;

l’attivazione delle norme della legge 116/2008 con particolare riguardo alla informazione pubblica;

l’attivazione di un percorso partecipato che veda cittadini,associazioni e istituzioni ad un tavolo sulle questioni della balneazione,tavolo espressamente previsto dalla legge 116/2008.

Già a inizio aprile è stato richiesto un incontro per attivare questo tavolo, richiesta a cui non vi è stato seguito da parte delle istituzioni interessate. Richiesta di attivazione nuovamente inviata a inizio luglio agli organi in precedenza indicati.

Gli avvenimenti di queste ultime settimane evidenziano la necessità di affrontare il problema non sono da un punto di vista tecnico che vedrà soluzioni fra alcuni lustri, ma innanzitutto da un punto di vista sanitario su cui si può e si deve intervenire da ora. L’invito è di non continuare a ignorare le richieste dei cittadini aspettando nuovi casi per cambiare qualcosa, ma di intraprendere da subito un percorso partecipato per ridurre al mino i danni garantendo quanto previsto dalla legge a tutela della salute e delle informazione pubblica.

Ivan Innocenti
Associazione Luca Coscioni nucleo promotori di Rimini
http://www.lucacoscioni.it/balneazione-rischio-salute

AllegatoDimensione
LAuslDeveSmettereDiEsserePAssivaETutelareLaSaluteVoceRimini08072011.jpg276.04 KB
Venerdì, 8 luglio, 2011 - 13:14

1 commento

cheap air jordan 8 jordan 8

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it