La cautela è doverosa va accettata la volontà di chi non può esprimersi


la Repubblica
M. Cavallieri

_MG_2538.JPGMina Welby, una donna vuole avere un figlio dal marito in coma, chiede di poter effettuare la procreazione assistita ma i giudici dicono no alla richiesta. E una sentenza giusta?
«È difficile dirlo senza aver letto le motivazioni con cui il tribunale ha negato questa possibilità».
La richiesta è stata respinta anche perché, in seguito alle testimonianze di familiari e medici, non è stato possibile ricostruire la volontà dell’uomo, per i giudici non ci sono testimonianze sufficienti.


«La cautela mi sembra giusta. Un dovere. Dovrebbe essere sicura la volontà della persona che non può più esprimersi. Non è possibile su una questione così delicata non avere certezze e affidarsi ai desideri degli altri . Non so se la valutazione dei giudici è corretta, non sta a me stabilirlo in questo momento, ma trovo giusto il principio che la volontà va accertata».
Non basta la volontà della moglie e dei familiari?
«Bisogna essere sicuri che corrisponde anche alla volontà dell’uomo tanto più in un caso come questo dove c’è di mezzo la vita di un eventuale bambino. Posso capire il desiderio della moglie»
Lei sarebbe d’accordo a far nascere un bambino in questo modo, anche sapendo che non avrebbe un padre?
«SÌ, sono d’accordo, lo trovo umanamente legittimo, lecito però ribadisco deve corrispondere anche alla volontà del padre che in questo momento non si può esprimere. Il padre avrebbe dovuto lasciare scritto qualcosa. Certo, non siamo ancora attrezzati a ragionare in termini di testamento biologico, di lasciare le nostre volontà per quando non saremo in grado di manifestarle».
Il testamento biologico dovrebbe riguardare anche casi come questi, anche questioni riguardanti la procreazione, la fertilità?
«Sì, certamente. Il testamento biologico è un fatto che riguarda la nostra vita, le nostre scelte, si fa per noi ma anche per chi ci sta vicino».
Pensa che questo sia un caso simile a quella di Eluana Englaro?
«Nel caso di Eluana la volontà era certa. In questo caso personalmente non lo so. Ribadisco però il principio che è importante che non ci siano dubbi».
 

Giovedì, 4 giugno, 2009 - 12:03

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