L’opposizione: «Un ricatto». Roccella: «Falso»


Corriere della sera
Margherita De Bac

Beppino EnglaroBeppino EnglaroRoma - Una parola sola, tagliente. Ricatto. Il «ricatto» che avrebbe costretto la clinica Città di Udine a negare accoglienza a Eluana Englaro. E compatta e dura l’opposizione nel gridare questa accusa, diretta principalmente al ministro del Welfare Maurizio Sacconi e a chi assieme a lui ha studiato e formulato l’atto di indirizzo contro la sospensione delle cure alle persone con disabilità, quindi anche quelle in stato vegetativo.

«L’Italia arretra sul terreno dei diritti sotto le minacce del governo. Al di là delle decisioni prese dalla clinica va fatta una valutazione generale sul clima che si sta instaurando nel nostro Paese. Stanno davvero superando ogni limite accettabile», attacca con la consueta severità il senatore Ignazio Marino che all’interno del Pd sta sostenendo il diritto dell’individuo all’autodeterminazione. E si chiede, il chirurgo prestato alla politica, «cosa farà Sacconi se una persona rifiuterà l’alimentazione artificiale. Manderà i carabinieri?».
 

Si esprime con la stessa parola anche Maria Antonietta Coscioni, dei Radicali. «È un ricatto, è un oltraggio al diritto», incalza sostenuta ancora più pesantemente da Marco Cappato: «Ora il ministro dovrà rispondere penalmente del suo ricatto eversivo». Proprio ieri l’associazione ha aperto una petizione per la raccolta di firme a sostegno di testamento biologico, eutanasia e autodeterminazione. Domani, insieme ai radicali, sarà a Lecco per una fiaccolata alla quale parteciperà anche Beppino Englaro. Traccia un quadro molto grave il presidente dei liberal del Pd, Enzo Bianco: «Con la insopportabile invasione della politica nella sfera delle libertà individuali il caso Englaro dimostra come oggi in Italia siano a rischio anche le elementari libertà di scelta su come costruire la propria vita».
Il rifiuto della «Città di Udine» arroventa il dibattito a pochi giorni (il 27 gennaio) dalla presentazione in commissione Sanità del Senato del disegno di legge sulle dichiarazioni di fine vita, relatore Raffaele Calabrò. Il Pd sta cercando al suo interno una posizione comune da contrapporre alla maggioranza di governo durante la discussione del provvedimento e quando si arriverà al voto. Martedì prossimo, un nuovo seminario, il terzo della serie sul testamento biologico, dal quale potrebbe uscire un documento.
 

E chissà che le novità giunte ieri da Udine non contribuiscano a creare compattezza, ad appianare la strada verso la ricerca dell’auspicata convergenza tra le diverse posizioni dei partito, con i teodem più vicini al Pdl per quanto riguarda il modo di ragionare su alimentazione e idratazione artificiale.
Respinge una per una le accuse dell’opposizione il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, che ha lavorato con Sacconi sull’atto di indirizzo e ha nominato.una commissione di esperti sugli stati vegetativi: «Non c’è nessun intento di intimidazione o ritorsione. Abbiamo semplicemente chiesto alle Regioni di applicare una normativa internazionale a tutela dei disabili. In uno degli articoli si afferma che l’alimentazione non va negata. Non potevamo lavarcene le mani. Ricordo inoltre che l’unico ad aver ventilato un ricorso alla forza pubblica è stato il procuratore Matera per far applicare la sentenza». Roccella chiarisce infine che «non c’è alcuna opposizione alla magistratura perché il decreto su Eluana non comporta obbligo di esecuzione». Sostiene l’iniziativa del Welfare Gabriella Carlucci, deputata Pdl: «Hanno giustamente bloccato l’esecuzione della condanna a morte di Eluana Englaro, emessa dalla Corte di Cassazione. La scelta della clinica di non procedere al distacco del sondino è saggia e opportuna».

Lunedì, 19 gennaio, 2009 - 11:38

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