Il Nobel che scoprì le metamorfosi (cellulari) del male


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21/02/2012
Gilberto Corbellini

 Con Renato Dulbecco scompare un protagonista di primo piano della ricerca biomedica fondamentale nel secondo Dopoguerra e uno dei padri della virologia molecolare. Senza dimenticare che in assenza del suo sostegno e aiuto il Progetto Genoma Umano non sarebbe stato varato così rapidamente e che egli ha fatto il possibile per aiutare il suo Paese d'origine, l'Italia, a riorganizzare la ricerca biomedica in base a criteri di qualità ed efficienza.

Sarebbe opportuno evitare di dire, per mera retorica nazionalistica, che Dulbecco era italiano: nello stesso anno in cui gli fu assegnato il Nobel (1975), lo scienziato perdeva infatti la cittadinanza italiana. Alla fine del 2005 Dulbecco decideva di lasciare per sempre l'Europa e l'Italia, cioè di non dividersi più tra la California e la sua casa di Lugano, per sentirsi definitivamente americano. Dulbecco era nato a Catanzaro il 22 febbraio 1914 – domani avrebbe festeggiato il 98° compleanno - e, malgrado... (continua a leggere qui)

 

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Martedì, 21 Febbraio, 2012 - 13:02

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