Giuseppe Saro, Senatore. Biotestamento: «Io, del Pdl, non sono d'accordo con la legge»


Gli Altri
04/03/2011
Lorenzo Misuraca

 La bomba del biotestamento lanciata dalla maggioranza tra le file dell'opposizione, potrebbe avere ripercussioni anche sulla stessa compagine di governo. Il disegno di legge, tirato fuori ad arte dal Pdl, dopo due anni di giacenza al Parlamento, ha tutta l'aria di una mossa ad hoc per spaccare laici e cattolici all'interno del Pd e del nascituro e ancora malfermo Terzo polo, incassando contemporaneamente l'approvazione del Vaticano, tanto utile in questi giorni di scandali. Quello che forse sta sottovalutando Berlusconi sono i mal di pancia dei drappello di deputati e senatori laici presenti nella sua coalizione. Il ddl, pensato dopo il caso Englaro, prevede che i medici possano continuare a idratare e nutrire una persona, anche se questa si è espressa in precedenza contro l'accanimento terapeutico. Voci di dissenso, all'interno del centrodestra, sono state sollevate da Capezzone e Bondi, supportate da un editoriale di Giuliano Ferrara sul Foglio. Tra i laici del Pdl contrari all'attuale versione del testo, anche Giuseppe Saro, senatore friuliano, che con Beppino Englaro, padre di Eluana, condivide la terra d'origine e un rapporto d'amicizia. Senatore Saro, dopo due anni il testo sul biotestamento torna alle Camere. Cosa la divide dalla posizione ufficiale del Pdl? Rimango dell'idea che ci sono sempre gli stessi problemi aperti. Vedremo il testo che arriverà in Senato. Io spero che tenga conto del principio dì autodeterminazione. Capisco che la scelta venga realizzata in un contesto rappresentato da familiari e medici, ma non può essere un soggetto diverso dallo stesso individuo a scegliere. A cosa si riferisce in particolare? Alla parte relativa all'idratazione e nutrizione. Non possono essere fatte a prescindere dalla volontà della persona, con la scusa che non sono "accanimento terapeutico", ma "sostegno vitale". Se non risolviamo questi nodi, la legge sul biotestamento sarà una legge contro il principio di libertà. Che margine c'è per migliorarla? Si sta muovendo qualcosa, c'è un certo dibattito nel centrodestra. Ma se non fosse possibile migliorarla, questa legge sarebbe meglio non farla. I suoi colleghi favorevoli al testo sostengono che sia necessaria per evitare che sia un giudice a decidere della vita o della morte di una persona, come nel caso di Eluana. Se c'è una volontà espressa precedentemente dal cittadino che si viene a trovare in questa situazione estrema e non è più in grado di decidere, non si può affidare a un soggetto terzo, che sia un medico o lo Stato, il ruolo di scegliere diversamente. Come invece sostiene il ddl rispetto all'idratazione e alla nutrizione. In quanti la pensano come lei all'interno del Pdl? Parecchi. Il problema è vedere quanti avranno il coraggio di esporsi quando il testo andrà in Senato. Ancora una volta l'approccio laico ai diritti civili si dimostra un tabù per il centrodestra. Io credo che ci sia bisogno di un provvedimento che abbia al centro la libertà, che rispetti le scelte che si fanno in base alla propria cultura. Se un cristiano vuol fare una scelta e un non cristiano vuol farne un'altra, devono essere entrambi rispettate. È molto meglio fare una legge che tiene conto dei diversi modi di sentire. Oppure è meglio non farla. Dunque, come voterà quando il ddl arriverà in Senato? Se rimane così, tornerò a dargli un voto negativo come ho già fatto. Rischia di inimicarsi il mondo cattolico. Non sono anticattolico. Ho una visione laica delle cose, e lo Stato non può non essere laico quando esercita le sue funzioni.

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Venerdì, 4 marzo, 2011 - 11:46

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