Cure palliative, sì unanime di Montecitorio - Il Ddl va al Senato


l'Unità
F. Fan.

terapia del doloreSì unanime della Camera dei Deputati al testo che garantisce e regola l’accesso alle cure palliative e alla terapia anti-dolore per i malati terminali. Ieri mattina Montecitorio ha dato via libera al disegno di legge bipartisan che, stralciato dal testamento biologico, ha avuto un iter molto più breve e semplice oltre che condiviso.

Adesso il testo passa all’esame del Senato. Soddisfatte, una volta tanto, maggioranza e opposizione. Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio garantisce l’«omogeneità» delle strutture su tutto il territorio (oggi dei circa 120 hospice esistenti, la maggior parte è situata al Centro-Nord Italia) e lo stanziamento delle risorse avvenuto già a luglio: 50 milioni di euro subito disponibili e 100 all’anno per il futuro. Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella sottolinea la «sensibilità del governo». Nel Pd, canta vittoria Livia Turco, in prima linea sul ddl: «E un testo a cui ci siamo dedicati intensamente e abbiamo conquistato risultati importanti. Una volta tanto su una legge di iniziativa parlamentare il governo non si è messo di mezzo. Speriamo sia un buon viatico per la discussione sul biotestamento». Mentre Paola Binetti nota che la legge «non fa cenno a possibili forme di eutanasia». In Italia sono circa 250mila i malati in fase terminale, di cui 160mila per neoplasie. Il nuovo testo istituisce una rete nazionale di servizi e semplifica l’accesso ai farmaci come oppiacei e cannabinoidi che non saranno più inseriti in un ricettario speciale. Prevede il commissariamento delle regioni inadempienti. Viene disciplinata anche la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario specializzato, con specifici percorsi universitari e l’istituzione di master. Infine la legge istituisce uno specifico Osservatorio nazionale permanente, incaricato di redigere un rapporto annuale sull’andamento delle prescrizioni.

Giovedì, 17 settembre, 2009 - 09:30

3 commenti

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le cure palliative utilizzano

le cure palliative utilizzano farmaci "particolari" per alleviare il dolore. Si tratta di dolori acuti dovuti ad uno stato della malattia che non consente guarigione. l'adoperabilità pertanto di oppiacei e derivati appare essere necessaria. non capisco cosa significhi la domanda " e per chi non è terminale ? deve soffrire? " . ma quando mai...il malato non terminale ha buone aspettative di guarigione per cui non si vede perchè non si possano continuare ad utilizzare medicinali idonei non solo ad alleviare il dolore ma anche e soprattutto a portare ad una guarigione. Forse non sai che le cure palliative migliorano la qualità della vita ma non curano...sono necessarie quando non c'è più niente da fare.

E per chi non è terminale?

E per chi non è terminale? deve soffrire?

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