Consultori, quattro consiglieri Pd ritirano la firma dalla proposta di legge


Il Messaggero
10/09/2010

 «La riqualificazione dei Consultori non può prescindere da un forte impegno, anche finanziario che miri a garantire le risorse umane ed economiche necessarie ad assicurare ai cittadini qualità e quantità delle prestazioni».

Con queste parole, in una lettera indirizzata al presidente del consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, quattro consiglieri regionali del Pd, di area cattolica, hanno ritirato la loro firma dal progetto di legge presentato dall’esponente di maggioranza, Olimpia Tarzia, sui consultori. Il fatto che i quattro esponenti del Partito democratico - Bruno Astorre, Mario Mei, Claudio Moscardelli e Francesco Scalia - avessero firmato la proposta di legge della Tarzia (fra i fondatori del Movimento per la Vita) aveva creato perplessità nel centrosinistra.

Alcuni stralci del testo: si parla di sostegno alla famiglia «fondata sul matrimonio», si aprono i consultori alle associazioni private «portatrici della cultura familiare», si definiscono i consultori come strutture che devono «attuare servizi alle famiglie, alla vita e al figlio concepito (già considerato membro della famiglia)». La proposta di legge, firmata da esponenti del centro destra e appunto dai quattro consiglieri del Partito democratico, è datata 26 maggio.

I quattro consiglieri del Pd hanno deciso di ritirare la loro firma, spiegano nella lettera inviata ad Abbruzzese, dopo l’esito dell’approvazione dell’assestamento di bilancio in cui c’è stato un taglio ai finanziamenti di 1,5 milioni di euro, e a causa «della mancata presa in considerazione degli emendamenti presentati da alcuni consiglieri del Partito democratico nei quali si chiedeva di aumentare la dotazione finanziaria per interventi relativi alla prevenzione, formazione e aggiornamento nell’area dell’assistenza alla donna, al bambino e alla famiglia».

«Riteniamo infatti che una riqualificazione dei Consultori non possa prescindere da un forte impegno anche finanziario che miri a garantire le risorse umane ed economiche necessarie ad assicurare ai cittadini qualità e quantità delle prestazioni».

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Venerdì, 10 settembre, 2010 - 10:54

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