"Cari ecologisti solo nucleare e Ogm salveranno la terra”


03/11/2010
Gabriele Beccaria

Stewart Brand è non solo uno dei padri dell’ambientalismo, è anche un intellettuale e un visionario ed è considerato tra gli antesignani di Internet e Google.


Il suo ultimo saggio, “Una cura per la Terra”, butta all’aria molti stereotipi “verdi”. Lei si dichiara favorevole al nucleare e agli Ogm: che cosa risponde a chi la accusa di un clamoroso voltafaccia?
“Sono da sempre un ambientalista, e "Una cura per la Terra" è il culmine di tutto questo. Penso che nel nostro secolo i verdi dovranno agire sempre più in sintonia con i contenuti del mio saggio. Ma la mia vera "conversione a U" è il passaggio dall’ostilità all’appoggio per il nucleare”.

 

Perché oggi lo considera una fonte “verde”?
“Il nucleare è verde perché fornisce molta elettricità senza emissioni di gas serra e perché ha un impatto ambientale drasticamente minore del suo diretto competitore, vale a dire gli impianti a carbone”.


E il problema delle scorie radioattive?
“Ad avermi sorpreso è il fatto di quanto piccolo sia oggi il problema. C’è già un deposito di scorie negli Usa e altri sono in fase di realizzazione in Finlandia, Svezia e Francia. Intanto l’attuale sistema "dry cask" nei pressi dei maggiori reattori funzionerà ancora per almeno un secolo e avremo tempo per decidere se usare questo materiale come carburante della prossima generazione di impianti, quelli "veloci"”.


Lei dice sì anche agli Ogm: il motivo?
“I raccolti transgenici aiutano gli agricoltori da almeno 14 anni, riducendo i danni dovuti ai pesticidi e alle erbe infestanti. Ora alcuni Ogm in corso di sperimentazione producono cibi più nutrienti o garantiscono vantaggi inediti per la salute. Il "Golden Rice", per esempio, contiene vitamina A, che salverà milioni di bambini dalla cecità e perfino dalla morte”.


Terzo punto: lei confida nelle tecniche di “geoengineering” per restaurare gli habitat e salvare le specie: non è una prospettiva troppo futuribile?
“Ingegnerizzare il clima potrebbe essere necessario per guadagnare tempo - forse qualche decennio - mentre ridurremo le emissioni di gas serra a zero. E intanto la ricostruzione degli habitat naturali aiuterà la Terra a ribilanciarsi”.


Come hanno reagito gli ambientalisti alle sue idee?
“Nel complesso mi hanno abbastanza sostenuto”.


Lei è catastrofista o ottimista? Come sta il Pianeta?
“Io sono ottimista. Ho visto tantissime iniziative "verdi" funzionare bene e ho visto come una tecnologia in continua accelerazione smentisca i critici. Alla fine il pianeta ce la farà e così tutte le forme di vita. Ma è anche vero che, se il cambiamento climatico continua al ritmo attuale, perderemo tutte le foreste e vaste fette di biodiversità e, probabilmente, anche buona parte della nostra civiltà”.


Finora chi si è comportato peggio? Gli ecologisti o i governi?
“Gli ecologisti hanno fatto bene a diffondere l’allarme. I governi, invece, devono ancora capire la vera posta in gioco e tassare con decisione i combustibili fossili, in particolare il carbone”.

 

Il suo “ecopragmatismo” pretende di sbarazzarsi dei cascami ideologici: è così?
“Il programma tradizionale dell’ambientalismo consiste nel lasciare che la natura faccia il suo corso. Ma non possiamo più permetterci di continuare così. Stiamo alterando la Terra in modo grave e non siamo in grado di bloccare tutte le attività che condizionano il clima e la vita. La nostra unica possibilità è quindi trasformare - direi "terraformare " - il pianeta in modo intelligente”.


Lei vive in barca nella baia di San Francisco: così rispetta l’ambiente?
“Abbastanza. Mia moglie e io stiamo in meno di 50 metri quadrati e, quindi, non c’è bisogno di molta energia”.

 

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Mercoledì, 3 novembre, 2010 - 12:40

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