Bresso, attenta ai temi etici


La stampa
01/03/2010
Alessandro Mondo

«Cara Mercedes, concentriamo il tiro sulle priorità che interessano il Piemonte senza fare il gioco di Cota. Tanto più che sui temi etici, specie quelli da noi considerati non negoziabili, non si muoverà foglia che l’Udc non voglia».
In sintesi, è questo il messaggio lanciato dal partito di Casini nella persona di Alberto Goffi, segretario regionale con un futuro da assessore nella nuova giunta Bresso (ovviamente in caso di vittoria). A far drizzare le antenne all’Udc, il baldanzoso comunicato diramato dalla Lista Bonino-Pannella: «Mercedes Bresso conferma di voler istituire l’anagrafe degli eletti e firma la petizione per abolire l’obbligo di ricetta per la pillola del giorno dopo».

Il doppio impegno è stato preso ieri mattina, durante una visita-lampo al banchetto dei radicali. Su invito dei presenti, «Bresso ha sottoscritto con convinzione la petizione dell’Associazione Luca Coscioni che richiede l’abolizione dell’obbligo di ricetta per la pillola del giorno dopo, contraccettivo la cui efficacia diminuisce con il passare delle ore dal rapporto sessuale». E ancora: «La pillola del giorno dopo, da non confondere con la pillola abortiva RU486, è farmaco da banco negli Stati Uniti, in Francia e Gran Bretagna». Le firme saranno consegnate al Ministero della Salute durante la Festa della Donna.
Una presa di posizione legittima, peraltro non pubblicizzata dall’interessata, che però non entusiasma l’Udc. Non è un caso se Goffi rispolvera il primo punto dell’accordo-elettorale sottoscritto con Bresso: «Ciascuno è libero di assumere la posizione che crede. Restando al Piemonte, ricordo che ogni impegno di carattere normativo incompatibile con i valori etici, specie quelli considerati non negoziabili dall’Udc, non potrà essere portato all’attenzione del Consiglio regionale».
Resta un certa «perplessità», mascherata sotto forma di consiglio: «Vorrei discutere sui problemi delle imprese e delle famiglie, invece la campagna elettorale si sia avvitando sui temi etici». Per questo, ammonisce Goffi, «credo che la coalizione, Bresso in particolare, faccia bene ad affrontare altre questioni evitando di porgere il fianco a Cota: «Sapendo poco o nulla del Piemonte, non gli pare vero di buttarla sull’etica».
Intanto tiene banco la «querelle» sulle liste. Per il Tribunale quella di Renzo Rabellino, tra i candidati alla presidenza della Regione, è «sub iudice». L’interessato assicura che oggi presenterà un nuovo simbolo sulla «Lista Grillo», contestata perché troppo simile a quello del «Movimento Beppe Grillo», e ricorso sulle altre presunte irregolarità (firme e candidati).
Buio completo sui prossimi faccia a faccia Bresso-Cota. Dopo il confronto-scontro di sabato nella parrocchia di San Secondo, l’entourage della «zarina» prende tempo: «Decideremo caso per caso». In compenso, ieri Bresso ha minacciato di querelare lo sfidante «se continuerà a raccontare falsità». Nello specifico, il presunto uso dell’auto di servizio per le elezioni. «Ho sempre fatto i miei spostamenti con una Lancia Thesis prestatami da un militante del Pd - precisa -. Oggi (ieri per chi legge), con il blocco del traffico, ho usato la mia personale Panda a metano». La campagna elettorale rischia di diventare pane per avvocati.

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Lunedì, 1 marzo, 2010 - 20:10

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