"Biotestamento,illegittimi i registi comunali" Il governo: sprecato denaro I sindaci paghino i danni. Englaro: diritti violati


la Repubblica
20/11/2010
Caterina Pasolini

Per il governo sono ufficialmente  carta straccia, fogli privi  di effetti giuridici, illegittimi.  Sono le ultime volontà di migliaia  di italiani che in settanta comuni,  dove sono stati creati i registri per  il testamento biologico, hanno  lasciato scritto come vogliono essere  curati, quali interventi accettano  e quali rifiutano. Perché  venga rispettata la loro scelta anche  il giorno in cui, incoscienti,  non potranno dirla.   A pochi giorni dalle parole di  Beppino e Englaro e Mina Welby  in televisione sulla libertà di decidere  sulle cure di fine vita, tre ministri  Maroni, Fazio e Sacconi rispettivamente  all`Interno, alla  Salute e Politiche sociali hanno  firmato una circolare che boccia  senza appello i registri. «In base  alla Costituzione spetta allo Stato  e non ai comuni la materia del fine  vita e quindi ogni iniziativa dei  comuni in questo senso è priva di  valore legale». In pratica, i registri  sono «illegittimi». Non solo: i comuni  che li hanno fatti rischiano  di pagare, caro. «Si può ipotizzare  un uso distorto delle risorse umane  e finanziare con possibili responsabilità  dei promotori», scrivono  i ministri. Tra i promotori ci  sono i Radicali, l`associazione  Luca Coscioni che per voce di  Marco Cappato parla di «strategia  ricattatoria», ma soprattutto  decine di piccoli e grandi comuni  che hanno accolto le volontà dei  loro cittadini. Con l`Emilia Romagna  regione-record a quota  23.   Le reazioni non si sono fatte attendere:  Torino ha annunciato  che applicherà la delibera, il X  municipio di Roma che ricorrerà  mentre l`Idv parla di «circolare ricattatoria,  tra intimidazione e atto  di genuflessione verso il Vaticano».  Il Pd duro ironizza su «tre  ministri e un sottosegretario per  scrivere una circolare che non ha  un fondamento giuridico». Dubbioso  anche Benedetto Della Vedova,  del Fli, visto che «le circolari  e una guerra ai comuni non  cancellano una sensibilità diffusa».   Plaude invece il cardinale Elio  Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia,  perché«i  Comuni hanno altri problemi:  come far vivere la gente e procurare lavoro e non farla morire. E  poi non c`è una legge». Peccato  che un disegno di legge della  maggioranza aspetti da mesi di  essere votato alla Camera, come  sottolinea il senatore Pd Ignazio  Marino parlando di «stravagante  destra che evita di portare al voto  la legge e poi scrive ai comuni dicendo  che la dichiarazioni di volontà  non hanno valore legale».   Pacato come sempre Beppino  Englaro, che ha lottato 16 anni nei  tribunali per vedere riconosciuto  il volere della figlia Eluana. «Se i  registri non hanno valore, dicano  cosa lo ha, purché la volontà dei  cittadini sia rispettata anche nel  momento in cui non possono più  difendersi e dire esattamente cosa vogliono.  Perché ognuno di noi  ha il diritto di disporre della propria  vita anche nel momento in  cui non sarà più in grado di farlo.  Nessuno deve sopportare quello  che ha sopportato mia figlia». 

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Sabato, 20 novembre, 2010 - 10:59

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