Per un nuovo diritto di famiglia

diego galli2

Il 12 maggio del 1974 gli italiani approvavano con un referendum la legge sul divorzio, sugellando con il proprio voto il principio per cui la famiglia non rappresentava più l'imposizione di un ordine naturale, figlio della tradizione o del sacramento, ma una libera scelta d'amore. Creazione degli uomini e delle donne, poteva da loro essere conclusa. Il voto del 12 maggio accellerò anche in Italia quella rivoluzione culturale che attraversava tutta l'Europa e il mondo occidentale. Da allora socialmente e culturalmente la famiglia non è più uno strumento funzionale alla riproduzione della specie, ma un luogo in cui si arricchisce, mettendola in comune con chi si ama, la propria intimità e la propria vita. La famiglia tradizionale non rappresenta l'ordine naturale della società. L'uomo è per natura un essere di cultura e la famiglia ha accompagnato le sue trasformazioni adattandosi in un'infinità di modi. Il progresso della società è sempre stato guidato dall'affermazione di valori in grado di unire le persone oltre i ristretti legami di sangue.

Tra le battaglie che, nella storia italiana recente, sono state vinte dalle forze del progresso, vi è quella per la riforma del diritto di famiglia, avvenuta nel 1975. Quella lotta, indissolubilmente legata all'introduzione del divorzio, consentì di affermare il principio di parità tra uomo e donna nel matrimonio e di allargare gli spazi di libertà, e conseguente possibile ricerca della felicità, a disposizione di ogni individuo. Quella riforma è tuttavia rimasta a metà. L'opera del 1975 deve essere completata con completa parificazione dei diritti di uomini e donne e dei diritti dei figli nati nel matrimonio e dei figli nati fuori di esso. Il procedimento di divorzio deve essere modificato, sostituendo la burocraticità e l'etero-direttività, che ancora lo caratterizzano, con gli strumenti moderni della mediazione e dell'auto-determinazione.

Il procedimento di separazione deve essere radicalmente trasformato, se non abolito. Gli spazi di libertà individuale devono essere ampliati, nel rispetto dei diritti del partner e, in modo particolare, dei figli. E poi il diritto di ciascuno di avere un compagno e di costituire con lui una famiglia, senza discriminazioni di sesso o di comportamenti sessuali, il diritto delle coppie che desiderano avere un figlio con l'aiuto della procreazione assistita di valersi di essa, senza limitazioni che non abbiano razionale giustificazione, il diritto dei single di adottare un bambino, senza che questa adozione sia svalutata o minimizzata dalla legge, il diritto delle coppie di fatto di vedersi riconosciuta dignità e tutela giuridica, il diritto di ciascun componente di una comunità familiare di non subire violenza e di realizzare pienamente la propria personalità. Amore civile significa mettere al centro non la forma, ma la qualità delle relazioni affettive. Amore civile è l'antidoto all'amore fatale come passione travolgente assoluta incapace di risconoscere l'autonomia dell'altro. Amore civile è convivenza basata sui criteri della democrazia, del rispetto e del dialogo.

Amore civile è anche accoglienza delle diversità, riconoscere che oggi la famiglia è composta da tante diverse normalità e che in questo è rintracciabile la sua vitalità e ricchezza. Significa rivendicare che amore non è sinonimo di riproduzione, e che la civiltà dell'amor richiede sforzo, consapevolezza e anche aiuto, non il baratto di tutele in cambio di imposizioni di una morale di Stato. L'Italia cattolica e del Family day è il paese caratterizzato da record europei per assenza di asili nido, iniqua distribuzione del lavoro domestico tra uomo e donna, bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro, numero di figli per donna, tempi e costi per l'adozione. E' anche caratterizzata per un record di proibizioni. Il 10, 11 e 12 maggio 2008 "Amore civile" si propone di tornare a unire studiosi della famiglia con i diretti interessati a una modifica della legislazione vigente.

Sabato 10 maggio Convegno organizzato da Radio Radicale e Associazione Luca Coscioni su: "Amore Civile" - Per un nuovo diritto di famiglia. Roma, Sala del Garante per la Privacy Piazza Monte Citorio n.123/a dalle ore 9.30

Lunedì, 5 maggio, 2008 - 17:59

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