Pannella è uno anche se è bino


Il Riformista
09/08/2007
di Angiolo Bandinelli, Direzione Nazionale Rosa nel Pugno, Consigliere Generale Ass. Coscioni

 Alcune considerazioni utili, speriamo, per tenere aperto il dibattito sollevato da Marco Pannella con la richiesta di partecipazione alle primarie per l`indicazione del segretario del Partito democratico. È stato un grande dibattito democratico, su questo non ci piove e, tutto sommato, il Pd ne ha anche guadagnato. Vale la pena ritornarci.

Molti hanno ritenuto di potere e dovere rilevare, con toni critici, una grave contraddizione tra il Pannella che ancora strenuamente difende il progetto della Rosa nel Pugno e il Pannella che forza le porte del Pd per entrarvi. Ma come: la Rnp era nata per contrapporre a un progetto - quello del Pd - nel cui perimetro sembravano del tutto assenti le ragioni della laicità, della ricerca scientifica, dei temi sensibili, un altro che su questi  temi fondava la propria identità e credibilità, e adesso Pannella si va a buttare nelle braccia di quel Pd che i temi in questione continua a ignorare ed anzi a schivare? L`obiezione viene spontanea. Proprio per questo va analizzata: basterà poco per accorgersi che è infondata (anche se a sollevarla ancora dovessero essere i compagni dello Sdi, che al Pd hanno frapposto barriere dichiarate insormontabili, persino arcigne).

La richiesta di Pannella è stata sostenuta con un dossier i cui contenuti erano stati anticipati da Emma Bonino all`ultimo Consiglio generale di Radicali Italiani: Radicali Italiani, ha detto Bonino, può essere sciolto perché è di per sé biodegradabile; non sono invece biodegradabili le sue lotte, i suoi valori, il bagaglio della sua storia. È facile constatare che quelle lotte, quei  valori, quel bagaglio sono, sì, l`essenza della storia di Radicali Italiani, ma sono anche, nel loro nocciolo centrale, le fondamenta su cui venne costruita la Rnp nel 2005. Vi è insomma continuità, non discrepanza o lontananza, tra la pannelliana richiesta di ingresso nel Pd e la lunga,non ancora conclusa, battaglia per la Rnp. Una continuità né ideologica né meramente, astrattamente, ideale.

E la continuità delle idee e dei programmi che i radicali e i socialisti dello Sdi ritengono necessari per promuovere una valida alternativa alla crisi della politica che tutti, con accenti diversi ma confluenti, lamentano e paventano. È o non è vero che da più di un decennio il paese è travagliato da una crisi che è crisi delle istituzioni, della «forma», ma anche dei contenuti della politica in cui esso viene forza- tamente costretto? Ed è o non è vero che negli ultimi anni la crisi sta sfiorando pericolosamente l`orlo del disastro e potrebbe tracimare da un momento all`altro per travolgere tutto e tutti in una ondata di sarkozismo (sia pure all`italiana)? Chi può illudersi che la crisi possa essere evitata con poche riforme di taglio economicistico, incapaci di determinare una scossa, una rottura (rupture?) nel blocco sociale e culturale che immobilizza il paese? Non c`è nessuno che ritenga che il Pd possa essere sufficiente a restituire alla politica e alle istituzioni italiane la indispensabile credibilità. I dubbi dilagano.

Noi della Coscioni, che ogni giorno constatiamo la portata, le potenzialità, la congruità, l`urgenza delle questioni etiche, "culturali", sociali, su cui l`Associazione opera, non possiamo non seguire con trepidazione una vicenda che temiamo possa concludersi, invece che con la crescita della società italiana, con un disastro forse irreparabile, che allontanerebbe il paese dal consorzio dei paesi civili. E i compagni dello Sdi devono capire che la sfida di Pannella li coinvolge fino in fondo e che non possono, anzi non devono, rimanerle estranei o assenti.  

Giovedì, 9 agosto, 2007 - 11:39

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