Pillola del giorno dopo

Obiezione di incoscienza

di Alessandro Gerardi

Come difendersi dal sabotaggio illegale della pillola del giorno dopo. A Roma e in tutta Italia.

[IVSTITIA](Immagine fornita da Flickr)

Il fenomeno della mancata prescrizione della pillola del giorno dopo causa "obiezione di coscienza" va assumendo aspetti sempre più inquietanti oltre che paradossali. Basti pensare al fatto che oramai in molte strutture sanitarie pubbliche i ginecologi si spingono fino al punto di appendere all'entrata del loro reparto cartelli con la scritta "qui non si prescrive la pillola del giorno", ciò che finisce inevitabilmente col non garantire alle pazienti il godimento dei loro diritti stabilito per legge. Vista la situazione, come Associazione RadicaliRoma, abbiamo dunque deciso di sollevare il problema sottoponendo all'attenzione dell'Autorità Giudiziaria romana due casi di donne alle quali il personale medicosanitario non ha appunto prescritto il Levonorgestrel appellandosi alla obiezione di coscienza.

CONSIGLI CONTRO
L’OSTRUZIONISMO
OSPEDALIERO:

1. innanzitutto, fatevi sempre registrare all’entrata del Pronto Soccorso
2. chiedete poi al personale medico infermieristico con cui venite in contatto di qualificarsi
3. se vi viene detto che il ginecologo di turno non vi può ricevere, chiedete il motivo e, soprattutto, le sue generalità
4. fatevi sempre rilasciare una cartella di Pronto Soccorso contenente i motivi del rifiuto della prestazione
5. se all’Ospedale si rifiutano di aderire a tutte queste vostre legittime pretese
allontanandovi senza giustificato motivo, chiamate subito le forze dell’ordine e denunciate il tutto sul posto ed in loro
presenza.
Tutte le info sul portale dell'Associazione Coscioni: www.lucacoscioni.it/soccorsocivile

Le due vicende, anche se distinte, presentano aspetti abbastanza simili se non identici: durante il finesettimana, con i consultori chiusi, due ragazze, F.C. e S.P., dopo aver avuto un rapporto sessuale non protetto (la prima) ed uno conclusosi con la rottura del profilattico (la seconda), si rivolgono presso alcuni ospedali romani chiedendo ai medici di poter accedere alla contraccezione d'emergenza onde evitare il rischio di una eventuale gravidanza indesiderata.

Nella circostanza le due richiedenti, il cui passaggio nel Pronto Soccorso non è stato nemmeno registrato, non sono riuscite a parlare con il ginecologo di turno e sono state respinte dal personale infermieristico con un eloquente "è inutile, tanto qui quella pillola non la prescriviamo, i medici sono obiettori di coscienza", il tutto senza che venisse rilasciata loro una cartella di Pronto Soccorso contenente l'indicazione per iscritto del motivo del rifiuto della prestazione.

A seguito delle nostre denunce (quella di F.C. è stata depositata in data 01/06/2006, l'altra, quella di S.P. in data 12/07/2006), la Procura di Roma ha aperto due procedimenti ipotizzando a carico dei medici obiettori di coscienza i reati di omissione di atti d'ufficio, abuso d'ufficio ed omissione di soccorso; per uno di questi (il primo, quello che riguarda la vicenda di F.C.), il PM, dott. Angelantonio Racanelli, dopo aver svolto le indagini preliminari, ha presentato, in data 28/07/06, richiesta di archiviazione al GIP sulla base del fatto che: a) dalle indagini espletate risulterebbe che l'omesso rilascio di idonea ricetta medica necessaria all'assunzione del farmaco in questione non possa essere ascritto, nel caso di specie, ad una precisa e diretta responsabilità dei medici in quel momento di turno nel reparto di Ginecologia del Policlinico Umberto I e del San Giovanni di Roma, bensì ad una decisione presa dal personale paramedico (la cui identità è rimasta ignota) al quale F.C. si era in quel momento rivolta; b) anche qualora il rifiuto della prescrizione fosse riconducibile al medico di turno in persona e pur in presenza, quindi, di tutti gli elementi costitutivi della fattispecie di cui all'art. 328 c.p. (omissione d'atti d'ufficio), il comportamento del personale medico-sanitario non sarebbe comunque punibile atteso che, allo stato attuale, la scienza medica non può in alcun modo escludere con assoluta certezza un eventuale effetto abortivo riconducibile all'assunzione della c.d. "pillola del giorno dopo" sicché il richiamo alla obiezione di coscienza così come disciplinata dalla legge sull'aborto (194/78) rappresenterebbe il legittimo esercizio di un diritto, perlomeno sotto il profilo putativo.

Le conclusioni alle quali è giunta la pubblica accusa sono state da noi prontamente censurate con l'opposizione alla richiesta di archiviazione depositata in procura in data 29 agosto 2006. Con il predetto atto di opposizione abbiamo innanzitutto eccepito come appaia poco o per nulla verosimile che una infermiera, nel decidere di allontanare di sua sponte una paziente con il pretesto che il medico in quel momento in servizio non prescrive quel tipo di farmaco causa "obiezione di coscienza", lo faccia senza aver ricevuto delle precise e dettagliate disposizioni in proposito dai suoi diretti superiori; di tal che sarebbe magari opportuno, prima di giungere all'archiviazione, interrogare tutti i ginecologi in servizio quel giorno, cosa che non è stata fatta dalla procura. Anche l'altra conclusione a cui è giunto il PM ossia che il comportamento omissivo dei medici rappresenterebbe comunque il legittimo esercizio di un diritto non potendosi escludere allo stato attuale della scienza medica un eventuale effetto abortivo della pillola del giorno dopo, è stata da noi fermamente respinta e contestata, il tutto anche grazie all'ausilio del documentato parere tecnico redatto dal dott. Silvio Viale (e allegato agli atti) nel quale il ginecologo del Sant'Anna spiega, prove alla mano, come allo stato attuale delle conoscenze scientifiche "non vi sia alcuna evidenza di un effetto del Levonorgestrel dopo la fecondazione" anche perché "le modificazioni sull'endometrio e sulla fase luteale, osservate in alcuni studi, non provano una riduzione della recettività endometriale o della percentuale di ovuli fecondati che si impiantano".

Conclusione: nel caso di specie il richiamo all'obiezione di coscienza operato dai medici che si dicono convinti che la gravidanza inizi con la fecondazione, è del tutto privo di giustificazioni in quanto il farmaco in questione non ha nessun effetto postfertilizzazione. Ora non ci resta che attendere quale sarà sul punto la decisione del Giudice delle indagini Preliminari; ovviamente noi speriamo che i nostri argomenti lo inducano a non archiviare e ad andare avanti nelle indagini o magari, perché no, ad "obbligare" il PM a rinviare a giudizio i medici obiettori di coscienza. Staremo a vedere. Parimenti rimaniamo in attesa di sapere quali saranno gli esiti dell'altra indagine, quella relativa ai fatti accaduti al Sant'Eugenio e che è stata avviata dal procuratore M.C. Palaia su denuncia di S.P.: anche su questo fronte infatti sono previsti sviluppi a breve, considerato che le indagini preliminari sono pressoché terminate e che la denunciante è già stata sentita insieme al suo ragazzo dal pubblico ministero.

Venerdì, 11 aprile, 2008 - 15:28

commenti

Per Chiara Lalli

Ma tu cara Chiara Lalli sei davvero una radicale? Io nel mio ambiente familiare e di lavoro sento parlare molto male dei radicali e francamente non mi è mai capitato di parlare con un radicale in vita mia, però mi interesserebbe farlo, com'è che sei diventata radicale? Sei davvero favorevole come dicono all'aborto libero fino al nono mese di gravidanza? Tendi davvero a considerare omosessualità e prostituzione come attività onorevoli e dignitose? Approversti ancora la candidatura di una pornostar come Ilona Staller?

Cosa intendi precisamente per

Cosa intendi precisamente per attivita'? Se intendi "dedicare il proprio tempo a fare" credo che questo non si applichi al termine omosessualita'... Dicono che sia uno stato di cose, come essere uomo o donna o alto o basso. A parte una eclatante non ho mai visto persone svolgere l'attivita' di alto pur non essendolo.

Per Marcovaldo

Ma tu Marcovaldo sei davvero dotato di materia grigia? Io nel mio ambiente familiare e di lavoro sento parlare molto male di chi non ne è provvisto e francamente non mi è mai capitato di parlare con un avente segatura nella scatola cranica in vita mia, però mi interesserebbe farlo, com'è che sei diventato così? Sei davvero contro come dicono al diritto delle donne di fare quello che gli pare con il loro corpo? Tendi ancora a mettere, nel 2008, OMOSESSUALITA' e PROSTITUZIONE nella stessa domanda come se si stesse parlando della stessa cosa? Credi davvero che le persone siano ancora così stupide? Mardovaldo, caro il mio puccino, lo sai che Ilona Staller come attirce hard ( prima ) e fonte di provocazione ( dopo ) non se la fila più nessuno da dieci anni almeno?

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it