“Questo accanimento nel tenermi in vita mi sembra assurdo, ipocrita, inutile”

Nuvoli: "ho trovato il medico, voglio morire senza soffrire"

di La Repubblica

Nel pomeriggio del 24 aprile scorso la conferenza stampa dell'ex arbitro di 53 anni che da sette combatte con la sclerosi. Alto un metro e 83, pesa 20 chili

"Non ho mai cambiato idea e voglio morire senza soffrire, addormentato. Abbiamo già trovato il medico". Lo ha detto Giovanni Nuvoli, l'ex arbitro di 53 anni affetto da sei anni dalla sclerosi laterale amiotrofica. L'uomo, presentato come un "nuovo caso Welby", ha ribadito la sua volontà - utilizzando il sintetizzatore vocale - dal letto della sua abitazione. Nuvoli ha convocato nel pomeriggio (del 24 aprile scorso, ndr) i giornalisti nella sua casa alla periferia di Alghero per annunciare la sua volontà di morire. Dopo 14 mesi trascorsi nel reparto di rianimazione dell'ospedale civile Santissima Annunziata di Sassari, il 6 aprile scorso Nuvoli aveva fatto rientro nella sua abitazione dove è assistito da medici, infermieri e volontari. Nuvoli ha parlato dal suo letto con il sintetizzatore. L'ex arbitro ha 53 anni, è alto un metro e 85 e pesa venti chili. Il resto è stato consumato in sette anni dalla sclerosi laterale amiotrofica. E lui ha deciso da febbraio che quel mucchio di ossa costretto in un letto, gli occhi che spuntano fuori da un viso che ha perso ogni contorno, un tubo che esce dal collo, "è un involucro che non riconosco più come mio corpo". Il 7 aprile, come si legge sul sito a lui dedicato, Nuvoli ha racconta la sua vicenda umana e clinica. "Se l'embrione non può essere manipolato dall'uomo, perché allora l'uomo adulto può essere manipolato dagli uomini? Il 4 gennaio mi fu pronosticata una morte entro pochi giorni se avessi rifiutato i farmaci contro le infezioni. È passato un mese, le infezioni ci sono e la somministrazione è stata sospesa: ma io sono vivo, se vita si può chiamare questa mia permanenza in un involucro che non riconosco più come il mio corpo. Questo accanimento nel tenermi in vita mi sembra assurdo, ipocrita, inutile. E non economico, anche da un punto di vista cattolico. Papa Wojtyla rifiutò altre cure e chiese "lasciatemi morire". Ho chiesto al primario Demetrio Vidili un intervento come quello effettuato da Mario Riccio su Welby: interruzione di ogni terapia. Mi ha risposto che lui non è un assassino. Chi mi uccide non sarebbe il medico, ma la sclerosi laterale amiotrofica. I medici, poiché consapevoli di non essere padreterni, devono saper accettare la morte. Non come sconfitta professionale, ma come fatto naturale". Nuvoli, parlando con i giornalisti, vicino agli infermieri e di fronte alla moglie, ha annunciato che, finalmente, quel medico è stato trovato. Si è poi rifiutato di rivelarne il nome. Si sta profilando un altro caso Welby? Una conferenza stampa per annunciare la morte? Di sicuro da Natale, quando Piergiorgio Welby fu prima sedato e poi distaccato dalle macchine che lo tenevano in vita, il ddl sul testamento bioetico non ha fatto mezzo passo avanti in Commissione Sanità. Il dottor Riccio è stato di recente indagato dalla procura di Roma per il reato di omicidio del consenziente. Dal fronte Radicale parlano Silvio Viale, membro della direzione della Rosa nel Pugno e l'europarlamentare e segretario della Associazione Coscioni Marco Cappato. "Non possiamo negare a Nuvoli ciò che si è fatti per Welby" scrive Viale in una nota. E Marco Cappato, da Bruxelles: "Si rispetti la volontà di Nuvoli senza ulteriori torture". E la volontà dell'ex arbitro è quella di morire.

Lunedì, 14 maggio, 2007 - 16:02

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