Per chi cerca i bebè la “nuova Spagna” ora è la Toscana

infografica eterologa agosto 2014
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il venerdì di Repubblica
Michele Bocci

I telefoni che squillano a tutte le ore, le caselle di posta in arrivo che si riempiono. Non c’è agosto che tenga per chi vuole fare un figlio e, da quando è uscita la delibera toscana che dà il via alla fecondazione eterologa, i centri regionali sono stati presi d’assalto dalle coppie. Anche se finora si è lavorato a scartamento ridotto. Almeno la metà delle oltre mille richieste di informazioni su prezzo e tempi delle prime visite sono arrivate da altre zone del Paese. Del resto nessun governatore ha preso un provvedimento come quello di Enrico Rossi: dopo lo stop al decreto preparato dal ministro Lorenzin, è rimasto l’unico ad aver legiferato sulla base della sentenza della Corte Costituzionale che ha definitivamente mandato in cantina la legge 40 e tutti i suoi divieti. Così solo in Toscana, per ora, si può fare l’eterologa nei centri pubblici e in quelli convenzionati e la regione sta diventando la nuova Spagna, dove per dieci anni – tanto è rimasta in vigore la legge sulla fecondazione – si recavano la maggior parte di coloro i quali cercavano un figlio grazie al patrimonio genetico di almeno una persona esterna alla coppia. Nelle altre regioni si muovono solo i privati, alcuni con grande veemenza anche attraverso pubblicità sui media.

Nelle venti strutture che si occupano di pma (procreazione medicalmente assisitita) in Toscana, i trattamenti inizieranno a giorni. Al momento vengono preparate le liste di attesa e anche in pieno agosto si sono fatte visite e offerte consulenze. Molte strutture stanno interpellando le coppie che in passato hanno tentato la fecondazione omologa presso di loro senza successo: ora infatti avrebbero una nuova chance. A queste si aggiungono di giorno in giorno altre coppie, che sono state all’estero per la fecondazione eterologa senza risultati.

Rossi ha più volte ribadito che la Toscana «non vuole essere come la Spagna ma come il resto d’Europa», dove la tecnica che prevede l’utilizzo di gameti maschili o ovociti di donatori è diffusa quasi ovunque. E ha aggiunto che la delibera toscana è «cedevole», cioè con meno vincoli, rispetto alle leggi che verranno varate a Roma. Ma questo lo si capirà prossimamente.

Infografica a cura de “il venerdì di Repubblica”