Nessun dottor morte per Nuvoli


Avvenire
05/04/2007
di Pier Luigi Fornari

Per evitare una strumentalizzazione politico-mediatica analoga a quella del caso di Piergiorgio Welby, il Senato sulla vicenda di Giovanni Nuvoli, ricoverato in rianimazione all'ospedale di Sassari perché affetto da sclerosi laterale amiotrofica, indica la strada «preferenziale» del ricovero in una struttura di residenza sanitario-assistenziale (Rsa). La ospedalizzazione domiciliare richiesta dal paziente, date «le criticità riscontrate» nel sopralluogo a Sassari, infatti è ritenuta praticabile solo con «un'adeguata sorveglianza sia dal punto di vista sanitario che bioetico». E’ quanto afferma la relazione, predisposta dal relatori Sandra Monacelli dell'Udc e Daniele Bosone della Margherita, approvata ieri dalla commissione di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale di Palazzo Madama.

Nell'ambito del filone di indagine che riguarda i malati terminali, le lungodegenze, e gli affetti da coma neurovegetativo, la commissione ha effettuato un sopralluogo a Sassari. Ieri ha approvato all'unanimità, ad eccezione del Prc, la relazione di cui la prima parte è segretata per ragioni di privacy. «Nella risposta al caso -spiega Bosone- si è tenuto conto di elementi di valutazione più complessiva per le ospedalizzazioni domiciliari che possono divenire sempre più diffuse». «Sulla vicenda di Nuvoli si è sviluppato un accanimento mediatico -commenta la Monacelli-, con l'ingresso a gamba tesa di alcuni soggetti come i radicali, che non avevano nessun titolo per intervenire. C'è stato perfino chi, da medico, si è detto disposto a staccare la spina. Non era possibile lavarsi le mani sulla sicurezza del paziente, ma si doveva assumere una decisione che la garantisse insieme alla corretta manifestazione della sua volontà». Bosone qualifica le raccomandazioni della relazione come «spunti di riflessione al Parlamento e alle istituzioni territoriali interessate». Il senatore della Margherita, comunque, esprime rammarico che non vi sia stato sulla relazione il consenso anche di Rifondazione. «Maggiore disponibilità di tempo di discussione avrebbe forse consentito una decisione unanime», afferma Bosone. Nella prima parte delle note conclusive la commissione esprime la preoccupazione di tutelare «la piena libertà delle volontà espresse dal paziente da una parte», e garantire «l'adeguatezza della continuità assistenziale anche a domicilio dall' altra». La relazione ricorda che Nuvoli “ha chiesto ripetutamente di poter tornare a casa proseguendo le terapie necessarie alla sopravvivenza”. Tuttavia, aggiungono le note conclusive, l'ospedalizzazione domiciliare «è stata sconsigliata dai sanitari che lo hanno oggi in cura per le difficili condizioni di tipo ambientale in cui si verrebbe a trovare, non tanto con riferimento all'aspetto tecnico-logistico, ma proprio per quanto riguarda le garanzie assistenziali fornite dal caregivers e il difficile rapporto gia riscontrato fra questi e il personale via via selezionato per le funzioni sanitarie e più puramente assistenziali». Per la commissione infatti i caregivers (familiari o altre persone che si dedicano al malato) «per essere tali devono sottoscrivere un impegno di assistenza continuativa, di condivisione delle strategie di cura e di collaborazione con le strutture sanitarie competenti». Il rapporto del Senato dopo il sopralluogo a Sassari, non manca di sottolineare che sebbene Nuvoli «sia stato riconosciuto capace d'intendere e di volere», ha manifestato, «soprattutto nel corso dell'ultimo anno, un atteggiamento oscillante circa la volontà di prosecuzione delle cure o interruzione, causato altresì da possibili condizionamenti esterni alla sua libera volontà, verosimilmente anche di tipo mediatico». La commissione indica, perciò, la strada «preferenziale» dell'accoglienza in una struttura di Rsa (residenza sanitario-assistenziale). «La ipotesi della ospedalizzazione domiciliare è ritenuta praticabile -spiega la Monacelli- solo a condizione che sia garantita assistenza 24 ore su 24, ciò riguarda anche il ruolo dei caregivers. Deve essere assicurata allo stesso tempo la capacità professionale del personale sanitario e assistenziale coinvolto». Per garantire la sicurezza sanitaria e bioetica la relazione indica l'ipotesi di una commissione che controlli il quadro complessivo dell'assistenza e della cura prestata e anche il ruolo dei caregivers. Si richiede inoltre il recupero della figura del medico curante. La relazione approvata raccomanda infine la costituzione, riferisce la Monacelli, di “un comitato di bioetica, per interpretare in modo attendibile le volontà di Nuvoli, presieduto dal pm che conduce l'inchiesta sul caso”. Le raccomandazioni della commissione, argomenta Bosone, esprimono «la necessità della massima sicurezza da un punto di vista assistenziale e la tutela dell'autodeterminazione del paziente senza condizionamenti di terzi».

Giovedì, 5 aprile, 2007 - 14:47

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