Marina:La malattia sulla punta dell' ago

Mi chiamo Marina, sono malata da quattro anni di sclerosi multipla, ma me lo ricordo solo quando devo fare la puntura. Il resto della settimana mi tengo impegnata con dodici ore di lavoro il giorno (ho un centro stampa che fa orario continuato) e mi stanco fino allo svenimento. Ma se il Signore mi ha messo davanti dei paletti mi conosce bene perché sa che più si cerca di fermarmi e più io corro! Quando mi sono ammalata ero lavoratrice dipendente e, nonostante la mia salute avesse avuto solo una spallata, sono stata pesantemente discriminata dal mio datore di lavoro, che mi rendeva la vita impossibile. Evidentemente, nella sua ignoranza, pensava che da un giorno all'altro si sarebbe trovato a spingere la mia sedia a rotelle. Allora me ne sono andata e ho deciso che non sarei più stata trattata in quel modo da nessuno. Mi sono messa in proprio, con gli oneri che una decisione del genere comporta. Non esiste più mutua, non esistono diritti. Nessuna assicurazione vuole farmi una polizza infortuni e quando racconto del mio piccolo "problema" se la danno tutti a gambe levate! Ma è la sfida quotidiana che mi dà la forza e le energie per andare avanti. In tutto quello che faccio ci metto l'anima e il mio spirito ne trae beneficio. Ho un bambino che adesso ha compiuto dodici anni. Mio figlio sa della mia malattia e quando il suo papà mi fa la puntura, lui viene a vedere e mi sorride. Quando era più piccolo gli ho spiegato che ci sono delle cellule birichine che invece di fare il loro lavoro attaccano i fili della corrente che fanno funzionare la centralina del mio corpo, e lui si è messo a ridere. Adesso che è un po' più grande è consapevole del problema e cerca di rendersi sempre più indipendente per non pesare su di me. Ogni giorno spero che succeda il "miracolo" e che si trovi il modo perché si possano rigenerare cellule sane dalle nostre stesse cellule, perché malattie oggi inguaribili non lo siano più, ma credo, e ne sono convinta, che molte aziende farmaceutiche non abbiano interesse affinché questo accada e facciano di tutto per ostacolare la ricerca. Ogni scatola di iniezioni che mi passa l'ospedale costa oltre 1.300 euro! Purtroppo siamo in un mondo sbagliato che gira tutto intorno agli interessi dei potenti.

 

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Lunedì, 18 giugno, 2007 - 13:05

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