Libertà di movimento


Sommario: 
La sperimentazione di un ricercatore in una Cellula Coscioni
Testo Intervento: 

 

Sul dibattito generale circa il futuro della nostra Associazione non ho particolari osservazioni. L’intervento di apertura di Corbellini e i commenti successivi (di Emma, Mina e Mirella) ha suscitato in me un pressante desiderio, non nel partecipare alla discussione politico-culturale sulla quale non sono esercitato, ma semplicemente di operare, di mostrare il già operato, di invitare altri ad allargare gli ambiti di interesse e di applicazione alle tematiche più disparate della ricerca e della sua applicazione nel territorio, al servizio della libertà di ciascuno.

Nel 2003, saputo dell’esistenza dell’Associazione, non ho avuto dubbi sulla naturale mia iscrizione anche perché mi sembrava ovvio che un docente e ricercatore universitario dovesse aver cura della propria libertà. Mi chiesi se il mio ambito di ricerca (il restauro architettonico apparentemente lontano dalle tematiche fondamentali dell’associazione) poteva essere in qualche modo utile alle finalità della nostra Associazione. Per alcuni anni mi sentivo comunque a posto con la coscienza versando la mia quota utile a sostenere l’operato di persone capaci.

Costituita la “Cellula disabili Roma” (con l’eccezionale spinta di Mina, il movimentismo di Staderini, la passione di Luisa, Luisella, Gustavo, Cristiano) ho trovato finalmente il mio ruolo: raccolta di dati sperimentali, elaborazione dei dati raccolti, proposta semplice e razionale del problema. Possiamo anche dire che mi sono posto come tramite tecnico-scientifico per riconoscere ed utilizzare una delle infinite strade possibili che consentono il passaggio “dal corpo dei malati, al cuore della politica”.

Il problema specifico che ci siamo posti è il seguente: come fare in modo che i politici locali possano far qualcosa per rendere accessibili ai cittadini disabili le 460 fermate di autobus presenti nel centro storico di Roma.

(Iniziativa parallela a quella di Gustavo Fraticelli ci cui all’intervento congressuale NO-ESCORT)

Un tema tecnicamente semplice ma posto in una città terribilmente complessa per stratificazione e aggregazione di storia urbana e architettonica in un territorio molto variegato da punto di vista geomorfologico.  La nostra convinzione à che se ciò è possibile nel centro storico di Roma, molto più facilmente lo potrà essere in quasi tutte le altre città italiane.  Da qui l’invito a tutti di porre in atto in altri luoghi ciò che stiamo sperimentando a Roma, partendo dal nostro spunto per sperimentare in altri contesti gli adattamenti necessari.

È questo un ambito di ricerca particolare perché affronta il tema della trasformazione della città del XX secolo (quella con l’automobile “futurista” che corre in città, subito intasata, affumicata, assordata)  in città del XXI secolo, pedonalizzata, carrellata e carrozzellata, disinquinata, molto più vicina alla città barocca.

Come esperienza personale posso dire che il semplice passeggiare per la propria città con una specifica finalità “coscioniana”è stata per me una attività di ricerca eccezionale. Ho acquisito nuove conoscenze che altrimenti non avrei potuto raccogliere.

Nella prassi  non ho messo al servizio le mie conoscenze all’Associazione (com’erano gli intellettuali organici). È stata l’Associazione che mi ha messo al servizio un tema tramite il quale ho potuto ampliare le mie conoscenze di ricercatore.

Non nascondo poi il fatto che, essendo il mondo diviso in due: coloro che sono già disabili e coloro che ancora non lo sono, il mio egoistico istinto si preoccupa fin da oggi di abbattete tutte le barriere architettoniche perché, se tutto va bene, quando sarò anziano, voglio essere libero di raggiungere autonomamente tutti gli angoli della mia città.

Come “Cellula” in tre giorni abbiamo messo facilmente in evidenza sui media un lavoro preparato da un anno e che credevo diventato troppo complesso per essere spendibile operativamente.

È stato sufficiente per la nostra “esposizione mediatica” giungere con tre carrozzina armate di dati sperimentali ed elaborazioni poco confutabili, in luoghi simbolo come via del Plebiscito (sotto casa di Berlusconi) piazza dell’Ara Coeli (sotto il Campidoglio di Alemanno), a Largo Chigi, sotto il Governo e dimostrare la discriminazione, l’illegalità, la strafottenza del potere.

In ultimo, da questa esperienza, vorrei mettere in evidenza tre aspetti.

Il primo riguarda la possibilità di ampliamento delle tematiche per così dire “Coscioniane” alle quali possono concorrere ambiti di ricerca i più disparati.

Il secondo riguarda la possibilità di comunicazione fra le diverse cellule locali in modo da poter trasmettere l’un l’altre, le diverse esperienze di ciascuna senza gravare sul livello centrale dell’Associazione, già troppo occupato.

Il terzo riguarda la sperimentazione di funzionamento di una “Cellula Coscioni” che non cerca una sua specificità tematica ma consente di mette assieme persone diverse, e molto diverse fra loro, accumunate dalla volontà, divertendosi, di operare con scienza, amore e fantasia.

Proposte: 

Favorire l'attività delle cellule e il loro reciproco scambio di esperienza.

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it