Prospettive per il futuro

Le risorse, la salute, l'informazione

di marcello crivellini

Il primo punto su cui voglio soffermarmi è quello della definizione di disabilità, in questo ambito, va, senza dubbio, presa in considerazione la disabilità legata all'invecchiamento, che definirei disabilità di successo, nel senso che essa è legata al successo che alcuni paesi hanno ottenuto per ciò che concerne l'allungamento delle prospettive di vita dei cittadini.
Ora, se teniamo in considerazione che questo tipo di disabilità ha acquistato consistenza numerica negli ultimi anni, risulta ovvio come nel nostro paese siamo in presenza di una organizzazione sanitaria inadeguata, in quanto questa si rapporta ad un modello di tutela della salute che non ha alcun senso di fronte all'innalzarsi dell'età media della popolazione e, dunque, rispetto a quelle che sono le esigenze dei cittadini.
Proprio con riferimento a questa situazione, vorrei fare una prima riflessione, esternando la mia perplessità circa la necessità di richiedere un aumento delle risorse destinate al sistema sanitario, in quanto tale aumento avrebbe il demerito di incentivare un sistema sanitario, che ho appena descritto come un sistema obsoleto, sono, invece, favorevole ad allocare diversamente le risorse disponibili che, diversamente da quanto si pensa, sono consistenti.
Dobbiamo, infatti, tenere in considerazione che nel nostro paese, così come avviene nella maggior parte dei paesi europei, la sanità occupa il 9 % del prodotto interno lordo, tuttavia, tali risorse sono impiegate in maniera totalmente sbagliata, ad esempio, l'Italia investe circa la metà delle risorse disponibili nelle vecchie strutture ospedaliere, questa spesa è, senza dubbio, eccessiva, bisognerebbe, a mio avviso, diminuirla di un 10 % che potrebbe essere rinvestito nelle nuove esigenze di tutela della salute che si sono presentate negli ultimi anni.
Detto questo, vorrei fare una seconda riflessione con riferimento alla opportunità di ricostituire il ministero della salute, a ciò io sono contrario, in quanto, nonostante dal duemila si parli, giustamente, di ministero della salute, questo è, di fatto, rimasto il ministero della sanità, cioè il referente di tutti gli ordini dei medici, delle corporazioni, delle centinaia di sigle sindacali e di tutti gli operatori della sanità in generale, i quali si rivolgevano ad esso esclusivamente per ragioni contrattuali.
Per questa ragione, devo dire, a malincuore, che, oggi, l'assenza del ministero della salute, può essere l'occasione per far capire agli operatori del settore che ciò che tale istituzione dovrebbe tutelare non è la sanità, bensì, la salute dei cittadini.
Infine, la mia ultima riflessione, riguarda la necessità dell'informazione, ora, dobbiamo tenere in considerazione che, oggi, il cittadino che vuole accedere ad un servizio sanitario deve farlo autonomamente, ciò è impensabile in un paese come il nostro, dove, invece, dovrebbero essere i servizi sanitari che vanno a cercare i singoli cittadini, soprattutto se disabili, attraverso una adeguata informazione su cosa è possibile fruire in una determinata situazione.

Mercoledì, 6 agosto, 2008 - 12:14

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