Proposte di riforma

Le nuove proposte per superare la disabilità

di Marco Cappato

Questa riunione, che Pancalli ha voluto chiamare "la Cernobio della disabilità", nasce dall'idea di un ragionamento libero che ci auguriamo abbia come esito un nuovo appuntamento congressuale; un appuntamento che coinvolga i cittadini, disabili e non, che abbiano interesse, per passione politica e/o per esigenza personale, ad occuparsi di questi temi.
Vorremmo presentare in Parlamento e al Governo, nelle regioni e negli enti locali, un pacchetto di proposte, attraverso cui ottenere delle risposte e delle riforme. Non vorremmo però che le nostre proposte vengono continuamente spezzettate e rimandate, con quelle tecniche dilatorie che conosciamo bene su tanti fronti. Maria Antonietta Coscioni ha già fatto un quadro di prime idee di iniziative parlamentari, alcune che richiamavano cose che sono state dette qui, per esempio sulla questione della ratifica della convenzione Onu sulla disabilità. Anche a livello locale, con la costituenda cellula Coscioni vorremmo avviare delle proposte di iniziativa popolare per superare le disabilità; abbiamo deciso di portare a livello comunale, attraverso una serie di interrogazioni d'iniziativa popolare, delle delibere di iniziativa popolare, magari un domani anche proporre un referendum di iniziativa popolare, cercando di radicare e declinare sul territorio alcune delle questioni sulla disabilità.
Dobbiamo acquisire una capacità di pressione e di governo del problema in modo tale da coinvolgere l'opinione pubblica e le persone disabili innanzitutto. Il problema non si risolve né con una tattica da lobby più compiacente né con una da lobby più incazzata. A livello comunale a Roma una delle proposte su cui stiamo lavorando è proprio quella di iniziativa popolare sulla gestione delle risorse, e quindi sull'autodeterminazione e l'autogestione delle risorse anche a livello comunale. Ritengo sia utile collegare la questione della disabilità alla questione della gestione sanitaria generale, cioè legare tutto ad un'impostazione comune di riforma.
Noi abbiamo un grandissimo bisogno di investire sulla tecnologia che cerca di superare la disabilità perché significa investire su tutti, non su una minoranza esigua da proteggere, sia perché è sempre meno esigua, sia perché è sempre meno minoranza, sia perché il confine con le facoltà nel senso fisico, corporeo, le funzioni, le facoltà di qualsiasi cittadino, sono questioni che si intrecciano. Allora, noi abbiamo anche bisogno di trovare elementi di sintesi e di chiarezza.
Credo che la mobilitazione sulla Convenzione Onu, per esempio, possa essere un gancio addirittura transnazionale con dei principi di libertà, di liberazione delle persone disabili oltre che di non discriminazione e che possa essere utile per poi andare a riformare una serie di leggi e di pratiche a livello nazionale e regionale.

Mercoledì, 6 agosto, 2008 - 12:35

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