La relazione sulla legge 40 è una dichiarazione di fallimento

"Una dichiarazione di fallimento".  Così Carlo Flamigni,  componente del Comitato  nazionale di bioetica  e consigliere Generale  dell'associazione Luca Coscioni,  interpreta i dati  emersi dalla relazione del  ministero della Salute sullo  stato di attuazione della  legge 40/2004, che disciplina  la procreazione medicalmente  assistita (Pma). Il  documento, trasmesso oggi  ai presidenti del Senato  Franco Marini e della Camera  Fausto Bertinotti, e'  segno che "la legge 40 e'  sostanzialmente fallita", ha  spiega il professore. "Basta  guardare - prosegue - alla  perdita di oltre mille gravidanze  segnalata dall'Istituto  superiore di sanità (Iss),  che mostra un aumento  dei fallimenti e, di conseguenza,  un calo di successo  delle tecniche. Per non  parlare dei parti plurimi.  Troppi. Sono tutti segnali  che con queste norme ottenere  risultati positivi è  difficile". Si tratta di "dati  cattivi", secondo Flamigni,  soprattutto perché "la casistica  dei centri italiani e'  selezionata. Le donne in  condizioni più difficili e  quelle in età più avanzata  infatti si rivolgono ancora  ai centri di fecondazione  esteri". Flamigni lamenta  "l'immobilismo" del ministro  della Salute Livia Turco.  "Prenda coraggio - ribadisce  - e assuma una posizione  decisa. Le sue dichiarazioni  somigliano a  quello che direbbe la mia  bisnonna. Cosa vuol dire  "riflettere con grande rigore  e sobrietà"? Il ministro  deve già sapere cosa fare. Il  tempo delle riflessioni è finito".  Auspicabile sarebbe  un intervento tempestivo,  aggiunge l'esperto, "altrimenti  non ci resta che pregare  affinché i politici di  oggi vengano colti da Alzheimer  e sostituiti da una  nuova generazione. L'unica  via per salvare le coppie  sterili, ed evitare che i più  abbienti continuino ad andare  all'estero e i poveracci  restino in Italia senza alternative". 

Martedì, 31 luglio, 2007 - 13:41

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