Il filosofo, scienziato e religioso Panikkar

La Relazione Reciproca Radicale

di Guido Biancardi

Quando la posta in gioco sono le verità non si deve passare la mano ma occorre andare a "vedere" il punto degli altri. Alla scoperta di Panikkar

Ciò che unifica senza confondere coloro che cercano non è il risultato, ma il percorso. E' la via piuttosto della meta, o della mappa, o del libro. E dovrebbero essere i principi invece dei valori. È, ormai, "l'argomento privilegiato" anche se non sempre del tutto esplicitato di molti editoriali dei quotidiani (vedi B. Spinelli su La Stampa del 6 aprile), e oggetto di contributi che da diverse competenze ed epistemi confluiscono su tale petizione, quello della necessità che scienza, filosofia e religione possano confrontarsi non con l'intento della reciproca sopraffazione ed esclusione (anche se nel merito si dovrebbe parlare di ricerca della verità) nel tentativo, sembrerebbe, di superare una tradizione che ha visto troppo spesso ricorrere piuttosto a reciproci anatemi e censure.

Nel solo inserto di "Domenica" del "Sole-24 ore" dello stesso 6 aprile, infatti, in prima pagina, Chiaberge invitava a intitolare l'anno internazionale galileiano del prossimo 2009, incentrato sui temi dell'evoluzione, a un prelato e scienziato del ‘600, il beato Stenone, (in danese Steensen) in odore se non della più piena dignità degli altari di quella, equivalente e laica, di un Premio Nobel ante litteram e proprio per marcare la non irriducibilità fra gli apporti, speculari, dei rappresentanti di una fede sorretta dalla razionalità con la razionalità, di altri, che induce alla fede; e contemporaneamente, all'interno dello stesso inserto, ma nello spazio delle "Letture" si commentava l'opera, un misto di narrativa esoterica e di scienza divulgata, di un giornalista televisivo che al modo di Dan Brown ha scritto il best seller "Einstein e la formula di Dio". In esso si fa riferimento a un presunto sconosciuto testo del sommo fisico in cui si sosterrebbe l'esistenza di un "Piano Cosmico iscritto nell'universo e finalizzato alla creazione di Dio" di cui sarebbero indispensabili testimoni ed interpreti, con le teorie scientifiche, anche le narrazioni sapienziali delle religioni.

Negli spazi del giornale dedicati a "Scienza e filosofia", inoltre, la biologia e la teologia venivano chiamate direttamente ad essere i campioni della "grande disputa fra fede e ragione" sull'evoluzione. Davvero una grande sfida, ma interna a quella ben più vasta sulla ricerca e sulla sua liceità! E parteciparvi, rivendicandone la libertà, è la ragione stessa dell'esistenza dell'Associazione Luca Coscioni. In questa sfida anche il rischio e le responsabilità sono grandi. Non possiamo sottrarci, però, ad assumerceli. Ci può essere alleato Raimon Panikkar che è, al tempo stesso, uno scienziato (è anche un chimico) un monaco "cattolico" e un "prete" indù, ed è citato persino già (pur se novantenne è ancora vivente e attivo) nella Garzantina della Filosofia come, appunto, filosofo; ma anche come teologo e storico delle religioni (oltre ad essere un prolifico scrittore in materia è anche colui che ha tradotto i Veda).

Ci propone (da scienziato? da teologo? da filosofo di cultura indiana e anche buddista, oltre che cristiana?) una prospettiva "Cosmoteandrica" (riferita cioè contemporaneamente al Cosmo a Dio e all'Uomo in una relazione necessaria fra loro per la comprensione piena della realtà, cioè), in cui Dio viene definito come la Relazione Reciproca Radicale fra tutto ciò che esiste "animato" ed inanimato. Egli è fautore della necessità di un confronto davvero aperto e il più possibile libero da pregiudizi in merito a questa visione. Diabàllein e synbàllein sono, per lui, i verbi greci che rappresentano le due facce o meglio le due direzioni del moto pendolare fra cui oscilla la ricerca umana sulla conoscenza: dal tentativo di sottrarsi, (a mezzo del diaballein/separare), alla genericità della confusione e dell'approssimazione, che inevitabilmente, però porta con sé e conduce al "Diavolo", ovvero al percepirsi reciprocamente come il Calunniatore, ovvero il critico senza rispetto, cioè il dissacratore che afferma un'altra verità (o nega l'Unica), alla prospettiva opposta, (del synballein/unire assieme), di una possibile visione comune (univoca e plurisemantica) ma non unica, nel simbolo. Secondo la sua visione, l'affermazione differenziativo-contrappositiva delle infinite specializzazioni e delle conseguenti e severe delimitazioni di campo e con l'identità di ciascuno conquistata per contrasto fra il "noi" e un necessario "loro", sono il prodotto del diaballein; mentre il sinballein conduce alla necessità, da riconoscere da chi sia libero, di andare "al di là" delle parole proprietarie di ciascuno, del Logos di ciascuno, per conquistare reciprocamente l'accesso al Mito di ognuno, sino a quello comune.

Servono per questo percorso "tutte le grandi narrazioni" (e tutti i linguaggi che permettono di seguirle "dialogicamente"): il mito, la religione, la filosofia, la scienza, ciascuno da concepire rigorosamente, come equivalentemente, plurale. Per questo un apporto può non essere men vero anche se proviene da un campo "altro", addirittura avverso. O, forse, solo per questa diversa provenienza diviene "creativo". A conferma della legittimità dell'approccio, sempre maggiori tracce si scoprono di quanto la visione cosmologica dei Veda e del buddismo non si sottragga a un confronto con le teorie più recenti della Fisica moderna che con la Relatività, il Big Bang e il Big Crunch e le Superstringhe, ci propongono quella dell'universo (o, meglio, forse degli universi) che si espande e contrae ciclicamente; come il respiro nei nostri polmoni (in una epifania continuamente trasfigurante dell' Eterno Essere) sembrano confermare le cosmologie orientali, indiane e buddiste in particolare. Così possono "dialogare " tra loro personaggi storici e viventi come Einstein e Hawkins, Kant e Severino (con il suo Impossibile Nulla), Gandhi con il Dalai Lama, e Panikkar, e più mitici come Buddha, Mahavira, Gesù di Nazareth e, quasi danzanti ritualmente in cerchio al modo espressionista; con i trinitari (non monisti né dualisti) Brahma, Dio padre, o un "Non Necessario", benigni, ad assistere.

La libertà di ricerca quindi, concepita come ricerca della verità "pretesa" dalla stessa natura umana come sua precipua responsabilità nel Cosmo, ne è proiezione assolutamente necessaria oltre che "prudente". Il Partito Radicale Nonviolento e Transnazionale e Transpartito ha già sentito la necessità di chiamare a consulto e confronto sulla libertà di ricerca religiosa i teologi. E il satyagraha mondiale è a sua volta un'altra formula, straordinaria, d'intervento in merito. La convocazione del prossimo convegno mondiale "per la libertà di ricerca" che l'Associazione Luca Coscioni ha come progetto, secondo Panikkar, condivida la speranza e senta la responsabilità piena del suo destino di uomo pur in ruoli diversi. È indispensabile, proprio nonviolentemente, non passare la mano nell'attesa sempre frustrata di una ridotta estraneità sempre da attendere, ma andare a "vedere" tutte le puntate per conquistare assieme la posta in quanto essa è davvero grande per l'umanità. Nell'intento non di vincerla per sé, ma per arricchirla ulteriormente. È l'unica reale forma di "disarmo culturale", quella in grado di far vincere tutti. Occorrerebbe, sin da oggi e dichiaratamente, operare per questo. Propongo perciò di prendere visione di quanto il filosofo, teologo e scienziato espone aprendo il prossimo appuntamento internazionale anche a lui, ed altri, eventualmente come lui.

Un approccio "aperto" è indispensabile e fondamentale per la ricerca della pace. E oltretutto sarebbe proprio dal corpo di un altro malato (Panikkar) che perverrebbe un nuovo contributo prezioso al cuore della politica della ricerca. La Galassia Radicale ha la possibilità non solo di espandersi attraversi i suoi "sistemi solari" nella loro traettoria inerziale, ma deve saper far tesoro della sua necessità che questi si influenzino in modo decisivo tra loro ottimizzandola ulteriormente oltre il limite ordinario, in una sorta di modello "sinaptico" in cui ogni relazione fra terminali diversi di una comune entità collettiva (l'intellettuale collettivo del Partito/ Galassia) generino l' accrescimento del potenziale della sua "mente".

Giovedì, 10 luglio, 2008 - 17:33

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