Disabilità e vita indipendente

La priorità: ratificare la convenzione ONU

di Bruno Tescari

Mi concentrerò sul tema disabilità e vita indipendente. Il ruolo della Coscioni, attraverso questo seminario, è quello di avviare una riflessione sul problema handicap. È vero che l'associazionismo è già molto avanti perché ha elaborato da decenni tante esperienze, ma l'associazionismo organizzato deve affrontare quotidianamente una varietà enorme di problemi tutti importanti. Le associazioni sono impegnate in tantissimi settori, quindi tutti i giorni noi ci impegniamo sulla scuola, sull'assistenza, sulla mobilità al lavoro, insomma in problemi di tutti i generi. Poi ogni volta all'appuntamento con la finanziaria, a partire dalla seconda metà di settembre, capite che problemi abbiamo. Allora in questo senso, la Coscioni potrebbe avere un ruolo a mio avviso molto importante, in collaborazione con le associazioni, trattando le questioni essenziali del problema che sono 2 o 3 proprio centrali e che se risolte rappresenterebbero una battaglia di libertà. Un'altra cosa che mi piacerebbe riprendere è che sento parlare molto di quante sono le persone con disabilità. A me non importa e questa è già una riflessione, so che sono alcune migliaia di persone, si parlava del 15 per cento della popolazione. Una richiesta che faccio ai politici e ai parlamentari è sulla questione della ratifica da parte del Parlamento italiano sulla Convenzione Onu sapendo che una volta che la Convenzione è ratificata, scatta immediatamente la necessità della rivisitazione dell'intera normativa nazionale, regionale, provinciale e comunale per vedersi adeguata alla Convenzione, ma questo tipo di lavoro già ci sta portando alla libertà dall'handicap. In questa prospettiva, il primo obiettivo della Coscioni deve essere la ratifica della Convenzione Onu, deve scattare immediatamente l'analisi e la valutazione dell'intera normativa. Altra questione è la mobilità, mi riferisco non solo alle barriere architettoniche, ma ai trasporti e alla mobilità. È un diritto degno dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo. È un problema enorme perché qualunque sia il tipo di disabilità, la libertà di muoversi consente di andare a lavorare, di giocare, persino di amare persone che abitano al terzo piano. L'altra questione di fondo sulla mobilità sono i costi degli strumenti per la vita indipendente. Per la vita indipendente occorre una rete di servizi, occorre una cultura che consenta il diritto di scelta e l'autodeterminazione. C'è un problema quindi di cultura che nasce da un problema di costi. I soldi ci sono, ma sono sprecati o comunque non spesi per la libertà. Occorre una proposta legislativa perché non è che la vita indipendente la si faccia così. Il sistema attuale dell'assistenza affida ad una parte delle persone con disabilità l'assistenza diretta, tra l'altro nel Lazio su oltre 300 comuni poco più di cento non hanno nemmeno l'assessore alle politiche sociali. Ma oltre a questo, ci sono anche problemi di partito. Mi ricordo a suo tempo le battaglie a Roma per ottenere assistenza con Rifondazione comunista, secondo loro con l'assistenza indiretta si dava la libertà di scelta alla persona e alla famiglia dell'operatore con un contratto nazionale. Con la diretta, invece, viene dato un servizio per cui è la cooperativa che ti manda a casa l'operatore. Si tratta di una cultura completamente diversa e che costa enormemente. Ma c'è un ultimo punto, ho parlato di autodeterminazione. Oggi dobbiamo affrontare la questione per le persone con disabilità psichica, nel senso ampio della parola. Ci sono, in questo caso, dei risvolti giuridici da affrontare. In sostanza, credo che i tre punti su cui concentrarci e da realizzare sono: la convenzione Onu, la vita indipendente e la questione della mobilità.

 

Mercoledì, 6 agosto, 2008 - 11:41

commenti

ce la faranno????????

speriamo che dopo quasi 2 anni, anzi senza quasi, approvino il Decreto di ratifica della Convenzione ONU del 6/12/06 che noi abbiamo tradotto e pubblicato con il Comune e grazie all'ANMIC in 15.000 copie nel 2007 , che abbiamo distribuito a Telethon 2007 e nel Salone dell'Orientamento della mia Università a Maggio 07, nei 2 Festival Fantasy e della Creatività giovanile del Comune di Parma, alla Consulta delle politiche per le persone con disabilità, in tutti i Convegni, nei miei 4 corsi: LIS, di assertività per studenti e di asseetività per genitori, di Psicodramma . Stiamo presentando con l'Advisor Griffo alle scuole la Convenzione. La abbiamo distribuita anche nelle 2 Biblioteche viventi fatte con i miei ragazzi, alle 3 mostre di "Per educare un fanciullo ci vuole un intero villaggio", e la distribuiremo a Telethon 08 e al Corso Braille che parte a gennaio. Emilia Caronna, Delegata del Rettore dell'Università di Parma ad "Iniziative per studentesse e studenti disabili e fasce deboli", lg.17/99 emiliawanda.caronna@unipr.it www.unipr.it dis-abile@unipr.it ww.dis-abile.unipr.it 0521/033554 329/0189240

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