Decisioni di fine vita

La “Carta di Vita” per il tuo testamento biologico

di Luigi Manconi e Marco Cappato

Prima che venga proibito ecco perché è utile scrivere il proprio testamento biologico.

Cara amica, caro amico, troverai allegata a questa lettera una Biocard: la "Carta di Vita" per il tuo Testamento biologico. Di cosa si tratta? E' quel documento che chiamiamo anche Testamento di Vita o Dichiarazioni Anticipate di Volontà, che permette, a chi si trovi in condizioni di intendere e di volere, di disporre per quando non lo sarà più: di decidere quali trattamenti sanitari in futuro vorrà accettare o rifiutare, qualora non fosse più in grado di comunicare direttamente la propria volontà. Si tratta, dunque, della applicazione concreta, attraverso un documento dotato di forza giuridica, dei principi del consenso informato e dell'autodeterminazione del paziente. Come sapete, le vicende di Piero Welby e di Eluana Englaro hanno riproposto con forza la questione: ne sono nati un intenso e appassionato dibattito, che continua, con grande consenso dell'opinione pubblica per il rispetto della libertà e responsabilità individuale, e la decisione del Parlamento di arrivare a una normativa in materia. Abbiamo ragione di temere che l'esito legislativo possa essere negativo, dal momento che una maggioranza Parlamentare intende porre divieti e restrizioni molto rigide. In particolare, sembra prevalere l'orientamento a privilegiare, in caso di conflitto tra volontà del paziente e valutazione del medico l'opinione di quest'ultimo; e a escludere dall'ambito delle decisioni assumibili quella relativa a nutrizione e idratazione artificiali e alla loro possibile sospensione. Se così accadesse, la legge risulterebbe fatalmente più arretrata rispetto all'attuale situazione: oggi, infatti, dettato costituzionale e giurisprudenza (in particolare, la sentenza della Corte d'Appello del Tribunale Civile di Milano sulla vicenda Englaro, confermata dalla corte di cassazione) consentono di affermare, e di vedere giuridicamente protetto il principio dell'autodeterminazione del paziente. Per contribuire a che la norma accolga questo fondamentale principio, e che non sia dunque un legge "contro" il Testamento biologico abbiamo ritenuto utile ‘'anticiparne'' la sua affermazione pratica attraverso un atto individuale, capace di avere un rilievo giuridico: inferiore a quello che assicurerebbe una legge, ma certamente dotato di efficacia e riconoscibile in sede giurisdizionale. È possibile compilare la "Carta di Vita" allegata o nella sua interezza o nelle sole parti che interessano, per poi affidarla - meglio se prima dell'approvazione della nuova legge - ad un notaio o ad altro pubblico ufficiale (segretario comunale), che certifichi l'autenticità della firma e della data.

Lunedì, 22 dicembre, 2008 - 15:41

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