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Intervento del co-Presidente Piergiorgio Strata


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Innanzitutto saluto tutti coloro che partecipano al Congresso Online organizzato dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. Vorrei anche dire perché oggi sono qui e perché ho deciso di dedicare un po’ del mio tempo a questa associazione. In realtà il mio collegamento con l’Associazione Luca Coscioni è nato nel momento del famoso referendum per utilizzare le cellule embrionali umane congelate e quindi destinate alla distruzione e per poterle recuperare per uno dei temi più importanti al mondo nel campo della scienza della vita. Le cellule embrionali congelate per poter sperimentare liberamente almeno su quelle cellule che erano state congelate che sono destinate all’inceneritore. Naturalmente il referendum fallì per noti motivi, ma almeno mi sento con la coscienza a posto ad essere uno dei 100 firmatari della proposta referendaria per il si e anche di essere stato il primo firmatario della stessa mozione che abbiamo presentato come Associazione Coscioni al Parlamento europeo dove le cose sono andate bene perché anche se non con grandissima maggioranza, con una netta vittoria di voti a nostro favore. Io credo che sia un dovere morale di ciascuno, nonostante i troppi impegni, trovare un minimo spazio di tempo per dibattere di problemi di etica, di organizzazione della ricerca anche dei limiti che spesso vengono imposti alla ricerca. Lasciando a ciascuno la libertà, perché io non ho mai criticato chi ritiene che una determinata cosa si riconduca a dettami religiosi; ho pieno rispetto per chi la pensa in un differente modo, ma l’importante è lo spirito laico di sapere che è un limite all’invasione che è un limite in cui certi problemi non possono essere ricondotti a dei problemi non negoziabili; da questo punto di vista credo che il nostro intervento sia doveroso e utile.
Un altro dibattito molto interessante che si svolge nell’ambito dell’associazione Coscioni è un problema molto generale che riguarda i rapporti tra scienza e fede, naturalmente anche qui ci vuole la buona volontà di avere rispetto l’uno con l’altro, ci vuole libertà di essere ancora dualisti cartesiani, di credere che oltre un ammasso di molecole che costituiscono il nostro cervello ci sia anche qualche cosa che noi definiamo mente e che qualcuno definisce anima, un qualcosa che pur definendo collegato con la materia nello stesso tempo può avere una sua autonomia, sia un’autonomia causale, sia anche un’autonomia di poter sopravvivere quando eventualmente queste molecole non esistono più. Naturalmente questo concetto è accettabilissimo e io ho grande rispetto per chi la pensa così dal punto di vista strettamente scientifico. Le ricerche di questi ultimi 10,20 anni e in quelle in corso che incalzano ci danno una visione di un correlazione tra il fenomeno mentale e il fenomeno fisico e le molecole che non lasciando più spazi di indipendenza tra le due cose. Cioè in altre parole il mentale può essere causa di quello che fanno le molecole, nello stesso modo, come ho già detto ,può essere la geometria di una ruota che non è materia può influenzare la molecole della ruota perché il percorso che fa una ruota lanciata lungo un pendio dipende dalla geometria pur non essendo materia. Quindi la mente può essere vista come una proprietà della materia immersa nella complessità; quindi pur nel rispetto di credenze, in cui si può anche pensare che un anima sopravvive la ricerca scientifica ci dice che senza un substrato molecolare non può esistere nulla e credo che questo vada discusso serenamente lasciando a ciascuno la libertà ma senza però imporre dei limiti e devo dire che sulle ricerche della mente-cervello e con le analisi che si fanno ormai tutti i giorni di vedere cosa succede in alcune parti del cervello quando una persona pensa qui di ostacoli non ne troviamo e la ricerca scientifica per il momento è stata rispettata.
 

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