In libreria: La morte. Quattro variazioni sul tema

di Antonia Cavicchia Scalamonti

Antonio Cavicchia Scalamonti, La morte. Quattro variazioni sul tema, Ipermedium libri, pp 216,euro 15,00

Quattro "variazioni" dedicate, rispettivamente, all'individuo, al tempo, alla memoria e alla morte: così si presenta l'ultimo libro di Antonio Cavicchia Scalamonti, sociologo che da decenni ha fatto della Nera Signora - oggi corteggiatissima, forse più per dongiovannismo intellettuale che per solido interesse - il centro delle sue ricerche. E infatti più ancora delle variazioni conta il tema che ad esse soggiace, e il libro vuole farlo risuonare ad ogni pagina, come un memento. Al centro dell'affresco c'è l'immagine orgogliosa e spaurita dell'uomo occidentale che scopre la sua finitudine e ne atterrisce; e quanto più atterrisce, tanto più tenta di rianimare i pantheon perduti; ma nell'inarcare di nuovo su di sé la sacra volta - che sia per mezzo di restaurazioni clericali o di avventure totalitarie - scopre che essa ormai è poco più che un fondale teatrale; e tuttavia si sforza, con un misto di candore e malafede, di affidarvisi surrogando la fede antica. Un libro che riafferma le ragioni della civiltà individualista, laica e liberale proprio mentre porta alla luce il fondo di disperazione su cui quest'ultima ha eretto la sua precaria dimora. Cavicchia Scalamonti accetta il rischio di credere che forse nelle civiltà arcaiche si vivesse in uno stato psicologico più tollerabile e meno angoscioso; ma è tra i pochi ancora convinti, in questo clima di revival religioso alquanto spurio, che il processo di secolarizzazione sia, malgrado le apparenze, irreversibile; e che quando una società si è aperta, pensare di richiuderla è una pericolosa illusione.

Lunedì, 18 giugno, 2007 - 12:41

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