In libreria: A sinistra del PCI. Interventi parlmentari di Marco Pannella 1976-1979

di Valter Vecellio

A sinistra del PCI. Interventi parlamentari di Marco Pannella 1976-1979

Marco Pannella certamente esprimerà una bonaria doglianza, nel rigirarsi tra le mani questo poderoso, prezioso volume che raccoglie la quasi totalità dei suoi interventi parlamentari tra il 1976 e il 1979: gli anni della prima legislatura che ha visto una presenza radicale a Montecitorio: quattro "moschettieri", con Pannella, Emma Bonino, Adele Faccio, Mauro Mellini. Il volume "A sinistra del PCI", è stato curato da Lanfranco Palazzolo, voce conosciuta di "Radio Radicale"; oltre cinquecento pagine (23 euro; benissimo spesi) pubblicate dall'editore Kaos, cui dobbiamo altre meritorie pubblicazioni: "Leonardo Sciascia, deputato radicale" e "Enzo Tortora, per una giustizia giusta", sempre curati da Palazzolo; e alcuni libri di Ernesto Rossi: "Il manganello e l'aspersorio", "I padroni del vapore", "Nuove pagine anticlericali", "Il sillabo e dopo", "Un democratico ribelle", "Settimo non rubare". Per tornare alla bonaria doglianza di Pannella. Si ha ragione di credere che consista in questo: che un lettore frettoloso e un po' distratto possa essere indotto a credere che sia un libro di Pannella, mentre invece è "solo" un libro che raccoglie interventi di Pannella. E' una bonaria doglianza che ha un suo fondamento: Pannella, piaccia o no (e certamente a noi non piace) in vita sua non ha mai scritto un libro, e sembra di capire che ancora gli interessi più "l'azione pratica", quella quotidiana e militante. In vita sua ha scritto una quantità incalcolabile di articoli firmati da lui o da altri, o pubblicati anonimi; note, comunicati, dichiarazioni, testi di volantini, commenti. Ma un libro nel senso che comunemente si dà a questo termine, chissà se mai lo farà; e sì che di cose da raccontare e ricordarci, ne avrebbe...Ma tant'è. Dunque, non ci sono libri di Pannella; semmai libri con testi di Pannella, da altri curati, come questo di Palazzolo. A noi va benissimo ugualmente. Aver "salvato" dai polverosi archivi della Camera dei Deputati questi interventi; averli depurati dagli errori commessi dai pur bravissimi stenografi; aver corredato questi interventi da un pregevole apparato di note esplicative (a voler cercare il pelo nell'uovo: non siamo del tutto sicuri che don Marco Bisceglie sia morto nell'anno in cui si attribuisce il decesso; ma si cerca il pelo perché l'uovo c'è), aver fatto tutto questo, è azione altamente meritoria. A noi, infatti, importa soprattutto di poter disporre di un volume che racconta "fatti", e leggendo di "ieri" molto di comprende dell' "oggi". Ecco che sfilano dinanzi a noi pagine relative a fatti che alcuni di noi hanno vissuto in prima persona: il 12 maggio del 1974, con gli incidenti voluti e provocati da agenti di polizia travestiti da autonomi, e nel corso dei quali una ragazza, Giorgiana Masi, venne uccisa; ma anche le pagine dove si racconta del generale Enrico Mino, morto in un "incidente" a bordo di un elicottero che si schianta sulla Sila, lui che aveva giurato a se stesso di non prenderne, di elicotteri...("...uno dei rischi maggiori e più gravi, dai quali dovremmo premunirci, per quanto riguarda le alte sfere militari del nostro Stato, da qualche tempo a questa parte, dal generale Ciglieri al generale Mino, è rappresentato dagli incidenti, stradali o aerei, o dagli inspiegabili suicidi..." (pag.446). C'è davvero tutto il Pannella che conosciamo: il Pannella che oggi parla di Antonio Rosmini e di Romolo Murri, di Tommaso Campanella e di Vincenzo Gioberti, della "destra" radicale di Antonio Salandra, del movimento "Le Sillon", che ricorda una dozzina e più volte Ernesto Rossi, ma anche Mario Pannunzio, Guido Calogero, Piero Calamandrei, Leopoldo Piccardi, Gaetano Salvemini: perché almeno negli atti parlamentari ne resti una traccia, i loro nomi - spesso epurati dai cataloghi degli editori "importanti" - non scompaiano del tutto. C'era già allora, come ora, la denuncia del complesso militar-industriale (pag.105), ma anche successivamente: "...Quali erano gli interessi se non quelli di quel complesso militar-industriale che il generale presidente Eisenhower già vent'anni fa indicava come il terribile, concreto pericolo che si stava affermando nel mondo?..." (pag.268). Insomma, per capirci: il Pannella che molti rimpiangono e contrappongono a quello di "oggi", sostenendo che quello di "ieri" era il Pannella "buono", mentre "oggi"... Oggi Pannella è semplicemente uguale a quello di ieri: batte in fin dei conti sempre sugli stessi chiodi, vive e lotta per gli stessi ideali e obiettivi: vita del diritto, diritto alla vita; unità laica delle forze da contrapporre all'unità delle forze laiche... Giorgio Galli, nella nota introduttiva, coglie molte delle buone ragioni che consigliano l'acquisto di questo libro e la sua lettura. Libro da leggere, per ricordare e per cercare di capire. Leggi quel che Pannella diceva trent'anni fa, e ti chiedi: aveva, ha ragione; ma allora come mai è stato ed è così difficile riconoscerlo? Perché mai sono condannati, Pannella e i radicali, a un eterno ruolo di minoranza? Che strano, bizzarro paese è mai questo che tiene fuori dalle istituzioni Pannella, e le cui università, così prodighe di lauree, a lui non si sognano di dargliela? Possibile che ora come allora, pur essendo tra i pochi (e forse l'unico) che non ha nulla di che rimproverarsi, come dice Giorgio Galli nella sua prefazione, Pannella debba patire un ostracismo odioso e intollerabile da parte dei mezzi di comunicazione e di molta parte della classe politica? Beh, leggendo il libro curato da Palazzolo, qualche spiegazione si trova, qualche interrogativo si scioglie...

Lunedì, 18 giugno, 2007 - 12:50

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