Due temi sociali sono emersi in particolare dal confronto: il superamento dei PACS e l'eutanasia

Il vaso di Pandora della corsa all' Eliseo

di Flavien Deltort

Dalle unioni civili all’eutanasia, i temi etici d’improvviso sono stati messi da parte per fare spazio ad una campagna elettorale incentrata su sicurezza, identità e paura della globalizzazione. Ma, ormai, i candidati hanno parlato e le questioni sociali del XXI secolo presto o tardi torneranno nell’agenda politica. Il dado sembra tratto.

Il 6 maggio prossimo sapremo definitivamente quale candidato avrà conquistato la carica suprema in Francia. Il nuovo Presidente verrà eletto con scrutinio uninominale diretto: nel caso in cui nessun candidato ottenga la maggioranza assoluta dei voti espressi al primo turno, si andrà al secondo turno con il quale si eleggerà uno dei due candidati che hanno ottenuto i migliori risultati al primo turno. Per le presidenziali, la cui campagna è stata ufficialmente lanciata l'8 aprile, al primo turno erano in lizza 12 candidati. Guardando ai programmi in generale, alcuni sono arrivati a presentare delle proposte ambiziose su questioni sociali e di bioetica, come ad esempio il matrimonio gay. Tuttavia tra tante promesse ben poche sono divenute oggetto di un impegno fermo e concreto da parte dei candidati. Effettivamente il dibattito si è cristallizzato su alcune questioni sociali (lotta alla disoccupazione, sicurezza, ecc.) con inquietanti sentori nazionalisti (bandiere tricolori nelle case, creazione di un ministero dell'identità nazionale...). Il risultato è stato quello di occultare l'insieme delle proposte, proprio nel momento in cui i media prevedevano che alcune di esse sarebbero state centrali nel dibattito politico che si apriva. E' il caso, per esempio, della legalizzazione del matrimonio e dell'adozione da parte di coppie omosessuali, temi che sono andati completamente persi nel corso della campagna. Prenderò in considerazione le proposte dei soli primi tre candidati, che insieme hanno totalizzato il 75% dei voti al primo turno: Nicolas Sarkozy, Presidente dell'Unione per un Movimento Popolare (UMP) a destra, Ségolène Royal, candidata del Partito Socialista e François Bayrou, Presidente dell'Unione per la Democrazia Francese (UDF). Non parlerò del candidato del Fronte Nazionale (FN), Jean-Marie Le Pen, le cui proposte non hanno alcuna possibilità d'influenzare le scelte del futuro capo dell'esecutivo. Due temi sociali sono emersi in particolare dal confronto: il superamento dei PACS verso un vero e proprio matrimonio, con il suo corollario, l'adozione, e l'eutanasia, rilanciata da un manifesto giornalistico e da un processo giudiziario. Nel 2004 un deputato-sindaco verde aveva celebrato un matrimonio omosessuale, ma lo scorso marzo il Consiglio di Stato, la più alta giurisdizione amministrativa, ha annullato in via definitiva il matrimonio affermando che, attualmente, il matrimonio tra due persone dello stesso sesso non è consentito dalla legge. Il procuratore generale ha stabilito che è compito del legislatore e non del giudice pronunciarsi su questa questione sociale. Allo stesso modo, il 20 febbraio, la Corte di Cassazione aveva dichiarato illegale l'adozione per le coppie omosessuali, ritenendola contraria ai diritti del bambino, poiché non esiste il matrimonio tra omosessuali. Il potere giudiziario è vincolato dal legislatore. La risposta della politica si farà attendere. L'eliminazione al primo turno del candidato socialista Hollande in occasione delle precedenti elezioni presidenziali a vantaggio del candidato di estrema destra (Le Pen) nel 2002, assieme ai dissensi interni sul trattato costituzionale nel 2005, hanno sbriciolato il Partito Socialista, che ha dovuto ricostruirsi e misurarsi con la voglia di conquista del potere. Questa lunga gestazione ha partorito un programma che è un vero sincretismo tra tutte le correnti di un partito atomizzato. Il programma anticipa la legalizzazione del matrimonio e dell'adozione da parte dei gay. La candidata designata, che è riuscita a lanciare una vera OPA sul Partito Socialista con il favore dei sondaggi, ha deciso di smarcarsi dal progetto presentando il suo "patto presidenziale". Da allora, capire quali proposte contenute nel testo iniziale potranno essere riprese è stata un'impresa ardua. L'espressione sibillina contenuta nel patto di Royal, "garantire l'uguaglianza dei diritti per le coppie dello stesso sesso" non ha trovato conforto nelle dichiarazioni della candidata stessa. La Royal non ha riaffermato il proprio sostegno in favore di una legge per il matrimonio

Venerdì, 15 giugno, 2007 - 16:41

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