Un gruppo di Senatori propone che un comitato bioetica sia depositario “unico” e “ultimo” della volontà di Nuvoli

Il tribunale delle coscienze

di Documento commissione parlamentare di inchiesta

Vi proponiamo alcuni stralci della relazione approvata dalla commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale del 4 aprile 2007.Al centro dell’attenzione il sopralluogo svolto il 9 marzo in provincia di Sassari all’ospedale in cui allora era ricoverato Giovanni Nuvoli. Nello scorso numero di Agenda Coscioni ci siamo soffermati sulla scelta vaticana di far decidere ad una macchina sulla fine della vita degli esseri umani (“Deus est machina?”). Ora il Senato della Repubblica propone “all’Azienda sanitaria in accordo con il Comune di residenza e con la Procura competente l’istituzione di un Comitato territoriale di bioetica depositario unico ed ultimo delle volontà del paziente”.

”Il sopralluogo e le audizioni sono avvenute nell’ambito del filone di inchiesta sui coma neurovegetativi, sull’assistenza domiciliare ed il Servizio sanitario nazionale nelle diverse realtà regionali e hanno contribuito a fare chiarezza sulle modalità di assistenza previste in regione Sardegna per casi di malattie croniche progressive. In particolare l’attenzione si è concentrata sulla storia clinica e umana del signor Giovanni Nuvoli affetto da sclerosi laterale amiotrofica, ricoverato da lungo tempo presso il reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Sassari. La preoccupazione che qui viene espressa è quindi relativa alla tutela della piena libertà delle volontà espresse dal paziente da una parte, e all’adeguatezza della continuità assistenziale anche a domicilio dall’altra. Bisogna infatti sicuramente tutelare la volontà, ma anche la sicurezza del paziente che ha chiesto ripetutamente di poter tornare a casa proseguendo le terapie necessarie alla sopravvivenza. […] È necessario inoltre ricordare che, sebbene il paziente sia stato riconosciuto capace d'intendere e di volere, egli abbia manifestato, soprattutto nel corso dell’ultimo anno, un atteggiamento oscillante circa la volontà di prosecuzione delle cure o interruzione, causato altresì da possibili condizionamenti esterni alla sua libera volontà, verosimilmente anche di tipo mediatico. […] Per quanto riguarda, invece, la garanzia dell’espressione delle volontà del signor Nuvoli e la tutela di manifestazione della sua libertà di autodeterminazione terapeutica, che non deve essere minata, si suggerisce, sempre all’Azienda sanitaria in accordo con il Comune di residenza e con la Procura competente l’istituzione di un Comitato territoriale di bioetica depositario unico ed ultimo delle volontà del paziente. Si propone che tale Comitato sia presieduto dal sostituto procuratore detentore dell’inchiesta”.

Lunedì, 14 maggio, 2007 - 16:16

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