Il Papa: Non cedete alla tentazione di abbandonare i malati inguaribili



papapapaCittà del Vaticano - Impedire che la tecnologia riduca il malato a «cosa», rispettare l'autodeterminazione della persona evitando che l'individualismo assoluto finisca per condurre il paziente in un vicolo cieco. Benedetto XVI parla al congresso della Società italiana di chirurgia e interviene sulla materia dolorosa dei malati senza speranza. «Nei contesti altamente tecnologizzati dell'odierna società - afferma il pontefice - il paziente rischia di essere in qualche misura "cosificato". Dominato da regole e pratiche spesso completamente estranee al suo modo di essere». Per di più c'è il rischio che arrivati ad un certo punto, i medici siano tentati di decidere per «l'abbandono terapeutico».
L'intervento di Benedetto XVI cade in un momento caldo del processo legislativo italiano. Il Parlamento si sta misurando nuovamente con il tentativo di varare una legge sul testamento terapeutico e la Conferenza episcopale, seguita in coro dallo schieramento governativo, ha già deciso che la volontà del malato non conti in assoluto e che l'ultima parola spetti al medico. Papa Ratzinger, tuttavia, si muove con maggiore cautela e, conscio di affrontare un argomento estremamente delicato, le sue parole più che esprimere un diktat sembrano piuttosto ispirate a fare riflettere. In passato, spiega, ci si accontentava di alleviare le sofferenze accompagnando il decorso di un male su cui non si poteva influire. Ma gli enormi progressi scientifici e tecnici del Novecento hanno permesso guarigioni prima impensabili.
Un nuovo rischio, avverte il Papa, si presenta però oggi: «Quello di abbandonare il paziente nel momento in cui si avverte l'impossibilità di ottenere risultati apprezzabili». Invece, anche se la guarigione è impossibile, si può ancora fare molto per il malato, migliorando la qualità della sua vita nella fase terminale e accompagnandolo nel suo cammino. Infatti ogni singolo paziente ha diritto al «rispetto incondizionato, in qualunque condizione si trovi».
Benedetto XVI ha toccato anche la questione dell'autodeterminazione, scegliendo accuratamente le parole, quasi alla ricerca di un punto mediano fra chi sostiene il diritto assoluto del malato a disporre della propria vita e chi affida il potere finale di decisione al medico. «E innegabile - ha sottolineato Ratzinger - che si debba rispettare l'autodeterminazione del paziente». E tuttavia non va dimenticato che «l'esaltazione individualistica dell'autonomia finisce per portare aduna lettura non realistica, e certamente impoverita, della realtà umana». Secondo il Papa bisogna mirare a «un'alleanzaterapeutica» tra medico e paziente, scongiurando qualsiasi tentativo di intromissione dall'esterno nel delicato rapporto fra i due.
Solo all'interno del rapporto di fiducia tra medico e paziente, ha proseguito Benedetto XVI, entrambi saranno in grado di definire il «piano terapeutico». Un piano che può orientarsi ad «arditi interventi salvavita oppure alla decisione di accontentarsi dei mezzi ordinari che la medicina offre». Benché il Papa abbia volutamente lasciata impregiudicata la questione della sospensione delle cure, il centro-destra considera il suo discorso un placet ai progetti di legge, che negano il vero testamento biologico. Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella definisce l'intervento papale un conforto per la linea governativa orientata a fare una legge sulla libertà di cura, rispettosa dell'autonomia del paziente, del diritto alla cura e della relazione particolare medico-paziente».

La Repubblica

di Marco Politi
Martedì, 21 ottobre, 2008 - 09:53

commenti

il papa a un congresso di chirurgia

povera italia metastatizzata dal clero in ogni cellula e in ogni fibra... che credenziali avrà mai il papa per partecipare a un congresso di chirurgia? e poi, a prescindere dalle solite prevedibili e banali sciocchezze volte a forzare i significati delle parole (dopo la sana laicità avremo la sana autodeterminazione? secondo b16 welby era un esaltato individualista? non è stata proprio la chiesa attraverso i suoi massimi rappresentanti a intromettersi nel rapporto medico paziente che ora finge di voler valorizzare?), a prescindere dal paradosso per cui sarebbe la libera volontà (e non la credenza superstiziosa di cui egli è massimo rappresentante e propalatore) a minare e a impoverire il realismo dell'esistenza umana, per quale motivo al mondo la roccella dovrebbe trovare conforto dalle indicazioni del papa anzichè dalla volontà dei cittadini italiani? perchè non ha tratto conforto ad esempio dalle parole di piergiorgio, o di tutti gli altri che reclamano il diritto e incontrano solo le orecchie tappate dei moralisti e degli aguzzini?

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