Il mito della famiglia naturale:la rivoluzione dell' amore civile

di Diego Galli

Abbiamo deciso di aprire questa giornata dedicata al 33° anniversario del referendum sul divorzio con questo convegno, perché riteniamo che il significato di quel referendum non riguardi tanto la fine delle famiglie, ma le ragioni che le tengono unite. Fu con quel voto, infatti, che gli italiani sancirono il principio per cui la famiglia doveva essere basata sull'amore e non su un'imposizione di legge. Subito dopo il referendum, nel 1975, si ottenne la riforma del diritto di famiglia, che giaceva da anni nei cassetti del parlamento. La riforma stabilì la fine della patria potestà, l'innalzamento dell'età per contrarre matrimonio, la scomparsa dell'istituto della dote, la parità giuridica tra i coniugi, l'equiparazione dei figli nati fuori dal matrimonio, la previsione dell'intervento del giudice in alcuni casi di contrasto tra coniugi nella direzione della vita familiare. Ricordare quella riforma serve forse a dimostrare il fatto che non sempre quello che storicamente è stato indicato come famiglia tradizionale rappresenta qualcosa di immutabile o di necessariamente positivo. Da allora la famiglia è ulteriormente cambiata. Sono aumentati i matrimoni civili, le convivenze di fatto, i figli nati fuori dal matrimonio, le famiglie ricostituite. Sono diminuite le nascite, le famiglie con figli, i matrimoni. Molti di questi cambiamenti sono positivi. Sono il segno di quella trasformazione dell'intimità di cui parla Giddens, che pone al centro della famiglia la qualità delle relazioni affettive invece della tradizione o dell'imperativo biologico della riproduzione della specie. Giddens sostiene, come sentiremo dalla lettura del suo intervento, il fatto che gli omosessuali sono stati gli apripista di questa trasformazione nella direzione della democrazia delle emozioni, cioè di rapporti basati sulla parità, sul dialogo, la condivisione dell'intimità, l'autonomia e la contrattazione. Non a caso i radicali negli anni '70, subito dopo la vittoria sul divorzio, sostennero il movimento di liberazione della donna e il primo movimento omosessuale italiano, il Fuori, non solo per garantire diritti a settori della società, più o meno minoritari, ma perché rappresentavano forze di emancipazione in grado di mutare in meglio tutta la società. La famiglia che oggi verrà sacralizzata al Family Day semplicemente non esiste più. La famiglia basata sulla riproduzione non esiste più a prescindere dal riconoscimento della unioni omosessuali, se è vero che l'Italia è il paese con il più basso tasso di natalità al mondo, e se è vero che soltanto il 40% della famiglie è rappresentato da una coppia con figli. Roberto Volpi, uno statistico che ha pubblicato da poco un libro che si intitola "La fine della famiglia", sottolinea come ad essere in crisi è anzitutto la coppia giovane. Aiutare la formazione delle famiglie, nelle loro diverse normalità, come le ha definite Laura Fruggeri nel titolo del suo libro, significa affrontare problemi spinosi che nelle loro proclamazioni ideologiche i convocatori del Family Day neanche sfiorano. La permanenza dei giovani nelle famiglie di origine fino all'età adulta, la scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, la ancora non raggiunta parità tra i sessi nella conduzione del lavoro domestico. L'assenza di queste problematiche dall'agenda del Family Day è la prova del fatto che il vero obiettivo di quella manifestazione non è sostenere la famiglia, ma opporsi per ragioni di stampo ideologico e clericale al riconoscimento delle convivenze di fatto e delle unioni omosessuali. La Chiesa torna a combattere la sua battaglia di sempre, e si sente oggi, dopo il riuscito sabotaggio del referendum sulla fecondazione assistita, più forte che mai, in grado di riprendersi la rivincita sulle conquiste laiche della stagione dei diritti civili che vide come protagonisti i radicali. Ancora una volta il nodo intorno a cui ruota l'intera impalcatura ideologica è rappresentato dal legame, che ha poco di spirituale e molto di riduzionismo biologico, della sessualità con la riproduzione. E' questa la reale ragione dell'opposi

Venerdì, 29 giugno, 2007 - 12:45

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