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Il corpo omo fa sempre scandalo

di angiolo bandinelli

Non esiste un corpo omo. Il corpo o è maschile o femminile.Può esistere un sentimento omo,non un corpo.Credo che questo sia indiscutibile.Su che basi si parla di un corpo omo? Che cosa vuol dire? Tommasop

Sull'ultimo numero della "Agenda Coscioni" avevamo dedicato un intervento al tema del corpo "omo". Intendevamo vedere se per caso non sia giusto porre il corpo "omo" a fianco del corpo del malato, quali oggetti, quello e questo, di una sorta di drammatica e amara repulsione da parte della società dei "normali", e insieme quali possibili soggetti di un comune impegno per il loro riscatto, umano, civile ed etico. A emblema di questo riscatto avevamo preso la vicenda di Alison Lapper, la donna inglese focomelica che si è fatta ritrarre dallo scultore Marc Quinn nuda, con bene in vista i moncherini degli arti ma anche la pancia di una gravidanza all'ottavo mese. Quella donna ha riscattato la propria infelicità, ha fatto del proprio corpo una bandiera di "normalità". Pensavamo che lo stesso processo liberatorio fosse possibile e urgente per il corpo "omo". Un gentile, attento lettore ci aveva contestato che esista un corpo specificamente "omo" (esiste semmai, sosteneva, un "sentimento omo") mettendo in discussione lo stesso assunto del nostro intervento. Non ci ha convinto, la nostra tesi ci pare ancora valida: riteniamo che l'"omo" viva il suo corpo in un modo che è del tutto specifico e particolare, un po' come personale problema psicologico un po' come oggetto destinato alla condanna e alla rimozione sociale. Siamo convinti che, ancor più che il corpo del malato e del diverso, del "deforme" (come il corpo della Lapper) il corpo "omo" faccia paura, venga rimosso dalla società: non lo si deve mostrare, tanto meno esibire. E' infatti su queste convinzioni che a Milano è stata vietata e chiusa, ancor prima che aprisse, la mostra su "arte e omosessaualità" messa in piedi da Vittorio Sgarbi. Anche Napoli si rifiuta oggi, del tutto pretestuosamente, di accoglierla, vedremo se in Italia esiste ancora qualche posto, qualche città le cui autorità siano capaci, se non altro, di un briciolo di tolleranza. La mostra presentava opere nelle quali il corpo "omo" si esibiva, non sappiamo dire se ironicamente, sfacciatamente o anche oscenamente. Era esposta (ma è stata subito ritirata) una scultura di Paolo Schmidlin, un quasi nudo maschile intitolato "Miss Kitty", con l'effigie, riconoscibilissima, di Papa Ratzinger. Possiamo convenire che fosse un'opera quanto meno imbarazzante. Ma il problema è altro. La mostra, anche senza quest'opera "blasfema" non è stata nemmeno aperta, il sindaco Moratti l'ha vietata a priori. Il corpo "omo" (che dunque esiste) non può essere esposto, desta orrore o imbarazzo, è cosa di cui ci si deve vergognare. La lotta dei disabili, dei diversamente abili, dei Coscioni o dei Welby, per ottenere che il corpo dell'uomo, non meno che l'anima, venga liberato da divieti, nascondimenti, proibizioni, censure, frustrazioni e quant'altro sa escogitare la crudeltà sociale, è forse il vero nuovo capitolo della lotta per i diritti civili delle nostre generazioni. In quest'ambito devono interessarci, dobbiamo tener presenti, le lotte degli "altri" corpi - ad esempio il corpo dell'omo" - per conquistare gli stessi obiettivi. Come dire: dal corpo dell'uomo al cuore della politica. Su tali questioni occorrerà ritornare.

Martedì, 31 luglio, 2007 - 17:55

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