I viaggi della speranza

Gentile redazione, mi chiamo Simona e vi contatto in quanto mio fratello Fausto è affetto da SLA da circa un anno. Le sue capacità motorie sono rapidamente diminuite e sta seguendo le ordinarie cure di queste casistiche. Abbiamo saputo, tramite ricerche su internet e presso vari istituti di ricerca, dell'esistenza di terapie con l'ausilio di cellule staminali, soprattutto in Cina e forse negli U.S.A. In particolare abbiamo trovato un sito, www.XXXXX.com, laddove sono evidenziati gli sviluppi di tali ricerche e la possibilità di cure con cellule staminali a Pechino, pare con notevoli risultati positivi. Vi sarei molto grata se poteste darmi alcune delucidazioni circa la veridicità di queste affermazioni e l'eventualità se in taluni istituti italiani questi procedimenti vengano applicati. Cordiali saluti e grazie anticipatamente. Simona P.

Cara Simona,il principale problema con questi centri è la mancanza di qualsiasi pubblicazione scientifica seria che permetta di capire cosa effettivamente viene fatto.Non si sa quali cellule siano utilizzate,nemmeno se siano umane e se umana la loro fonte; il sospetto di traffico di embrioni,feti o addirittura neonati,è perlomeno lecito. Il protocollo terapeutico non è noto e quindi non valutabile.Non esiste una casistica: si ascoltano le testimonianze dei miracolati ma non si sa nulla del destino di tutti quelli che hanno intrapreso il viaggio della speranza. La mia personale opinione è che iniettando cellule staminali embrionali - che non esprimono antigeni di istocompatibilità e quindi non sono rigettate dal sistema immunitario - si ottenga un duplice beneficio. In primis queste cellule producono dei fattori di crescita che migliorano la sopravvivenza delle cellule malate. Inoltre il paziente,sapendo di essere trattato con staminali,reagisce positivamente e si sente meglio: il famoso effetto placebo. Il problema è che nessuno sa come queste cellule siano preparate, come sia controllato il loro differenziamento (praticamente sono usate allo stesso modo per tutte le malattie), quali criteri di sicurezza (contaminazioni da agenti infettivi; possibilità che formino tumori etc.) siano stati adottati.Quando poi le cellule differenziano in qualche cosa diventano visibili al sistema immune e sono rigettate, altrimenti muoiono o peggio si trasformano in cellule tumorali (cosa nota per le staminali embrionali). Se ciò accadesse,o fosse già accaduto,certo non lo verremmo a sapere almeno subito. A fronte di tutto ciò vengono richieste cifre molto elevate vendendo di fatto una speranza e senza possibilità di verifica. Io sconsiglio fermamente questo protocollo,non fosse altro perché non verificabile dalla comunità scientifica internazionale. Purtroppo la storia di queste malattie è piena di figure simili e nessuno è mai arrivato a risultati duraturi e soddisfacenti.

Giulio Cossu Direttore dell'istituto cellule staminali del San Raffaele di Milano, è anche membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni.

Venerdì, 4 gennaio, 2008 - 17:25

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