Le interviste ai parlamentari iscritti Coscioni

Giachetti: dalla Margherita, laicamente

di Gaia Carretta

Le interviste ai parlamentari iscritti Coscioni

Ha cominciato a fare politica nel movimento studentesco a 16 anni. Nel '79 si è avvicinato ai radicali con i referendum e alla fine dello stesso anno è entrato nella segreteria di Francesco Rutelli, dove è rimasto fino al 1993, quando ha seguito l'allora neo eletto sindaco di Roma, appunto, Rutelli, di cui è stato prima capo della segreteria e poi capo gabinetto. Roberto Giachetti, 46 anni, che i più fedeli ed antichi ascoltatori di Radio Radicale sicuramente conoscono come una delle voci degli '80 è tra i parlamentari che hanno deciso di iscriversi all'Associazione Coscioni. Nel 2001 approda alla Margherita e viene eletto alla Camera. Confermato poi nel 2006 e nel 2008, oggi milita con il Partito democratico.
"Faccio parte dell'area laica, anche se ho sempre seguito Rutelli. Ma lui da qualche anno ha fatto una scelta personale diversa" racconta ad Agenda Coscioni Giachetti e tiene a specificare che non ha "nulla a che vedere con i Teodem" anzi, dice, "mi spaventano certi atteggiamenti, perché trovo che siano forme estreme di integralismo che non mi sono mai piaciute". Non cade nel tranello di contrapporre all'aera di estremismo cattolico i radicali "io sono uno di quelli che si è adoperato perché si chiudesse l'accordo con il Pd. Loro sono una risorsa e mi trovo spesso a essere d'accordo sulle loro posizione, ma se ho scelto un'altra strada una ragione ci sarà. Credo però - prosegue Giachetti - che l'azione radicale sia fondamentale per le istituzioni e per questo mi ero battuto perché Pannella potesse partecipare alle primarie".
E' critico sul sistema delle primarie all'italiana, anche se ammette che sono e sono state un sistema rivoluzionario: "Credo che fare un partito nuovo sia una cosa complicata e scrollarsi di dosso il vecchio è difficile, ma, come dice il compagno Pannella, la durata è la forma delle cose". A proposito di primarie, il 18 ottobre ci sono quelle per eleggere il segretario nazionale dei giovani del Pd e, a correre per la vittoria, c'è anche Giulia Innocenzi, dell'Associazione Coscioni. Il deput a t o del Pd giudica la candidatura di Giulia un segnale positivo, perché "ci vuole un cambiamento culturale anche attraverso la crescita dei giovani, che spesso manca". Per Giachetti sarà l'occasione perché anche dentro al Pd "si aprano discussioni sulle tematiche che porta avanti l'Associazione Coscioni. Oggi tra i giovani non c'è un'iniziativa specifica su questi argomenti, ma è sicuro che loro sono più liberi di affrontare certi temi". Ad esempio il testamento biologico, all'ordine del giorno del dibattito parlamentare: "Il principio da salvaguardare è quello di libertà di scelta delle persone - spiega Giachetti - ma sono anche consapevole che siamo in un Parlamento con persone che non la pensano in questo modo".
Per questo il testo Marino "è un buon punto di sintesi e un buon compromesso. Dobbiamo evitare che si scateni il dibattito ideologico, perché siamo in una fase storica in cui c'è la tendenza a mettere paletti su tutto". Come è successo con i Dico "vogliamo trovare quattro stracci di diritti per quelle persone che hanno scelto di non sposarsi? Occuparsi solo di chi dà il voto non è giusto, dobbiamo pensare anche a quei fenomeni che vogliono solo vedersi riconosciuto un diritto".

Lunedì, 13 ottobre, 2008 - 12:53

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