Ua assicurazione obbligatoria, come in Germania

Due giorni di ferie in meno

di Augusto Battaglia*

Innanzitutto vorrei ringraziare l'Associazione Luca Coscioni per questa occasione di riflessione che arriva in un momento davvero importante; Oggi, infatti, dopo una fase di stallo, si apre un capitolo nuovo nell'ambito dei problemi relativi alla disabilità, un ambito che, negli anni precedenti, ci ha visto profondamente impegnati, basti pensare alla legge 328, alla legge 162, alla legge 68, leggi che si adeguavano ai mutamenti in atto nella società, ciò che è necessario continui ad avvenire con il contributo di tutte le forze politiche.
In relazione a questa premessa, io voglio puntare l'attenzione sulla necessità di creare un fondo per la non autosufficienza, fondo di cui si parla già da un paio di legislature, senza, però, giungere ad una soluzione concreta, l'assistenza, infatti, è sempre stata un tema di poco peso in relazione alla attività dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni; Ora, se questo fondo si vuole fare, non basta operare una rimodulazione delle risorse, ma occorre che venga prevista un'assicurazione obbligatoria pubblica, non ci sono, di fatto, altre strade percorribili in un paese come l'Italia che, dopo il Giappone, risulta essere il paese "più vecchio" al mondo, ciò facendo aumentare, in maniera esponenziale, il numero dei disabili.
Bisogna, infatti, pensare che una famiglia spende per il mantenimento di una persona anziana in una residenza sanitario-assistenziale (RSA) circa 1500 euro mensili, pertanto, se vogliamo che l'invecchiamento non diventi un problema economico per i familiari, è ineludibile costituire una assicurazione obbligatoria, così come hanno fatto in Germania, dove, rinunciando a due giorni di ferie, i lavoratori dipendenti hanno ottenuto questo importantissimo risultato, di modo che, laddove intervenga una grave disabilità a uno dei loro familiari, la situazione che ne segue può essere affrontata in maniera serena, senza, cioè, dover investire grosse somme di denaro che possono essere fondamentali alla vita del nucleo familiare, questo, dunque, credo sia un passaggio imprescindibile in un paese come l'Italia.
Detto questo, voglio concludere con un ultima riflessione che faccio in qualità di Assessore Regionale; In particolare, per ciò che riguarda il problema dell'investimento delle risorse economiche, è chiaro che si cerca di impiegare al meglio i fondi disponibili, ma ciò non è sempre facile, in quanto, in ambito sanitario, si opera sempre in relazione a diritti protetti e garantiti dalla Costituzione, e, pertanto, non è pensabile effettuare una preferenza tra questi.
Al di là di questa difficoltà, abbiamo iniziato un percorso teso alla approvazione di una serie di delibere sull'integrazione sociosanitaria, questo progetto, che riguarda tutti i distretti sanitari del Lazio, prevede la costituzione dello sportello unico riservato ai servizi sanitari, la creazione di equipe multidiscipinari, l'assistenza domiciliare per il disabile. Ciò, da solo, non è però in grado di realizzare quel concetto di vita indipendente a cui aspiriamo, è anche necessario, dal mio punto di vista, effettuare maggiori controlli sui soggetti che prescrivono gli ausili contemplati nel nomenclatore, un maggior rigore, infatti, comporterebbe la possibilità per ogni persona disabile di avere a disposizione cosa gli è utile al fine di avere una esistenza autonoma.

*Augusto BAttaglia è Assessore alla Sanità della Regione Lazio

Mercoledì, 6 agosto, 2008 - 12:01

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