Don Gallo: non astenersi. L’arcidiocesi di Genova: deve chiarire


Corriere della sera
02/06/2005

[inline:1]Dopo l'appello di Don Gallo apparso su l'Unità: «Informatevi e andate a votare», l'Arcidiocesi di Genova interviene: deve chiarire. Dal Corriere della sera

LA POLEMICA - L’atteggiamento verso i referendum sulla fecondazione assistita tenuto da don Andrea Gallo, fondatore della Comunità San Benedetto al Porto, non è piaciuto all’arcidiocesi di Genova, che ha chiesto al prete un chiarimento, e lo ha invitato a far sì che il suo «insegnamento sia conforme alla dottrina della Chiesa». «Io non ho mai sostenuto la tesi del sì - si è difeso don Gallo, che nei giorni scorsi è anche intervenuto in tv a una tribuna per conto della Lista Pannella - ma ribadisco: il genus della democrazia è il voto».

La curia fa riferimento, in particolare, alla partecipazione di don Gallo a una manifestazione a Reggio Emilia, durante la quale, afferma, «è stato duramente contestato dai fedeli». «A Reggio - ha ricordato il sacerdote - c’era un dibattito pubblico. Alcuni giovani di Cl sostenevano le tesi del no e invitavano a non andare a votare. Io dissi invece che bisogna esprimere il proprio parere nella cabina del voto. È doveroso e lecito che la Cei si esprima ma ai cristiani dico di non rifiutate il confronto: io non posso accettare che il mio vescovo mi ordini di non andare a votare».

Giovedì, 2 giugno, 2005 - 12:21

commenti

Complimenti Serafina un altro

Complimenti Serafina un altro, l'ennesimo, segno di grande libertà e democrazia. "menzogna del mondo scandalizzato"...non ho parole!! Ma quanto ti rode non essere vissuta durante l'inquisizione, dì la verità?!(beh consolati in fondo i tempi dell'inquisizione, in questi giorni, sembrano non essere così lontani)

no, nella nostra repubblica laica

I vescovi dovrebbero impicciarsi dei fatti propri, ovvero dei fatti della diocesi e della cura pastorale, e lasciare le questioni civili allo stato e ai cittadini. E se possono esprimersi orientando la morale del loro gregge, non possono farlo orientandone anche il comportamento elettorale o invitando all'astensione. Tanto meno se lo fanno nel corso della liturgia, come spesso avviene nelle parrocchie. Questa è un'ingerenza indebita, scorretta, immorale, e probabilmente illegale. Non c'era un tale che disse date a Cesare, etc.? Quanto alle voci di dissenso e di disobbedienza, è normale che vengano messe in rilievo in un clima come quello creato dalla Cei. Se le gerarchie fossero state al proprio posto, posso garantirvi che a nessuno sarebbe fregato granché di sapere se un prete andrà o no a votare. Non preoccupatevi, le sanzioni arriveranno. Lo stato etico è già cominciato.

Ma i vescovi e i preti sono c

Ma i vescovi e i preti sono cittadini o no? E se sono cittadini, hanno forse qualche diritto in meno, rispetto ai cittadini "normali", nel campo della libertà di espressione? Fino ad ora avevo sempre pensato che se un prete va oltre quelle che sono le sue attribuzioni spirituali, deve rispondere caso mai al suo superiore (il vescovo, un cardinale, il papa, e, in ultima analisi, al Padreterno), ma, se è anche cittadino di uno stato laico, ha tutti i doveri, ma anche i diritti, che hanno gli altri cittadini. Peraltro preti come l'abate Franzoni, don Mazzi (il parroco dell'Isolotto a Firenze), don Giovanni Gennari, don Baget Bozzo (che addirittura si candidò al parlamento europeo nelle liste del partito socialista di Craxi), mons. Gaillot e tanti altri della stessa corrente culturale, non mi risulta siano stati mai contestati per aver ficcato il naso nelle questioni civili: eppure il naso ce l'hanno ficcato, eccome! Ero convinto che la Costituzione della nostra bella Repubblica laica e democratica garantisse la libertà di espressione e la libertà religiosa. Ora scopro che il clero cattolico deve stare zitto riguardo a certe questioni, oppure può parlarne, ma solo in una certa direzione. Lo so, in questi ultimi tempi la Costituzione è stata modificata in tanti punti. Forse la copia che ho io è un'edizione vecchia. Devo essermi perso qualche passaggio. Vedrò di aggiornarmi. Grazie per avermene dato lo spunto.

Uhm...

commento a margine: non ho capito dove stava il contenuto offensivo dei commenti di Domenico Ferro e Serafina Tavella che sono stati 'oscurati' (ho letto da piu' parte commenti pieni di insulti e non 'oscurati')... ma va beh.. Ad ogni modo, non mi risulta che "laico" voglia dire "privo di etica". Che poi soggetti diversi possano avere ciascuno "principi etici" differenti, questo e' ovvio. Ad esempio, chi spara in mezzo agli occhi ad un uomo con il preciso intento di ucciderlo, evidentemente ha principi etici diversi da quelli dello Stato laico italiano, per il quale l'omicidio e' illegittimo. L'etica, a prescindere dai principi, riguarda comunque i comportamenti umani. Ora, Ruini, la CEI, il Papa, i vescovi, i tanto odiati preti in generale (odiati solo se per l'astensione, nota bene), sono intervenuti in merito ad un referendum che pone questioni etiche su un piano non solo cattolico, ma anche "laico". Negarlo, significa negare l'evidenza. Non stiamo parlando di fagioli: stiamo parlando di embrioni "umani". E "umani" non sono solo gli embrioni dei cattolici, ma anche quelli di chi si fa portatore di un qualsiasi credo religioso o di chi e' ateo. In questo senso, la presa di posizione della chiesa cattolica in difesa della vita dell'embrione e' una presa di posizione per la difesa della vita di tutti, compresi coloro che piu' o meno da sempre sono "contro" la chiesa stessa. Per inciso, l'"impicciarsi degli affari propri" chiusi in sagrestia non sarebbe coerente con la missione di annuncio del Vangelo.. e quelli in gioco sono comunque "affari" di tutti. Posto che non e' solo la chiesa cattolica a schierarsi in un certo modo, le considerazioni che tento di fare di seguito valgono indipendentemente dallo specifico soggetto che prende posizione in difesa dell'embrione. Se chi, secondo la propria etica, considera l'embrione umano un generico grumo di cellule (e quindi oggetto da usare e sui cui sperimentare almeno quanto si fa con un fagiolo, che ha molte piu' cellule, pur con un fine nobile) si batte dando tutto se' stesso, perche' allora stupirsi o indignarsi se con altrettanta, quando non maggiore, determinazione si batte chi ritiene la dignita' dell'Embrione tale da rendere inalienabile il suo diritto di vivere? Negare all'Embrione il diritto di vivere, significa negare il diritto di vivere al risultato di un processo di crescita continuo dell'Embrione stesso. Risultato che chiamiamo "Uomo", il cui diritto di vivere e' inalienabile (come sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, evidentemente oggi ritenuta obsoleta). Io mi domando questo: come posso dire che ogni individuo (come voi, come me) ha diritto di vivere, se nego questo diritto ad una qualunque delle "fasi" passate in cui quell'individuo si e' trovato ad essere? Quelle "fasi" non sono separabili, occorrono tutte, sono state ciascuna la conseguenza inevitabile di quelle che l'hanno preceduta, secondo un percorso di crescita unico e irripetibile. Ora, se non riconosco all'uomo il diritto inalienabile di vivere, che senso ha poi che io mi batta per il suo diritto di curarsi e di ricevere cure? Cari saluti, Renato Scotti p.s. continuo a domandarmi, come ho fatto altrove, cosa sarebbe accaduto se la chiesa cattolica si fosse schierata per il "sì". Anche se credo che nessuno me lo confermera' mai, resto dell'idea che proprio da coloro che oggi la criticano sarebbero giunti positivi commenti per la tanto attesa "apertura" alla societa' moderna...

principio laico

Cito dalla relazione di minoranza del sen. Del Pennino sulla L. 40: " Eppure genetisti, giuristi, bioetici e associazioni degli utenti, che erano stati ascoltati nel corso delle audizioni opportunamente promosse dal Presidente della 12ª Commissione, avevano sollevato una serie di obiezioni e di rilievi critici di cui non si poteva non tener conto. È invece prevalsa la logica della difesa aprioristica e cieca del principio del ne varietur rispetto al testo trasmesso dalla Camera, seguendo, fin troppo pedissequamente, le indicazioni e i richiami provenienti da Oltre Tevere." Che la legge l'abbia voluta la Cei non è un'illazione né un pettegolezzo: lo dice, nero su bianco, una relazione parlamentare di minoranza, firmata da un senatore che a quella legge ci ha lavorato. Quindi, per cortesia, guardiamoci negli occhi e smettiamo di prenderci in giro con la storia della legge laica. Laico non significa privo di etica. E nemmeno laicista significa questo. Ma l'etica di santa romanza chiesa non è l'unica esistente al mondo, né la misura assoluta di ogni altra etica. Anzi, se andiamo a guardare, anche tra le religioni è una vera anomalia: nessuna delle grandi religioni del mondo ritiene che un uovo fecondato sia un essere umano (men che meno quelle meno grandi). Ho domandato più volte, e nessuno mi ha mai risposto, perché questa etica che vede un uomo in 4 cellule dovrebbe essere superiore alla mia etica buddhista mahayana, che ritiene che uguale rispetto debba essere dato a ogni creatura vivente, dal moscerino al più saggio dei buddha. Eppure ho solo sentito sberleffi volgari verso il prof. Veronesi, che come me è vegetariano e animalista, e che ha affermato una vera ovvietà: e cioè che l'embione di uno scimpanze é uguale al 99% del patrimonio genetico all'embrione umano. L'annuncio del Vangelo non mi risulta abbia molto a che vedere con l'imposizione di una legge confessionale. Certo, nel Medioevo si convertivano forzatamente gli ebrei (che poi tornavano giustiamente alla propria religione). Ma non credo che questo fosse esattamente l'intento di Cristo, quando disse: andate e predicate. P.s.: I commenti pieni di insulti sono "resuscitati" ad arte da chi vuol male a questo sito. Anche questo ci tocca accettare.

Intervengo qui e non direttam

Intervengo qui e non direttamente dopo il tuo intervento del 5 Giugno 2005 - 17:25 perche' sta diventando un po' scomodo leggere. 1) "essere umano"... non so se mi sono spiegato, volevo dire questo: l'uomo e' uno "stato" (=condizione in uno o piu' istanti) dell'"essere" (=trovarsi in una condizione) "umano" (cromosomicamente umano), questo intendevo. Allora l'evidenza scientifica, secondo me, sta nel fatto che l'uomo adulto/bambino (particolare "stato" dell'essere cromosomicamente umano) proviene dall'embrione umano (altro particolare "stato" dell'essere cromosomicamente umano). Il cavallo proviene dall'embrione equino. Stando alla scienza, il cammino embrione umano -> cavallo non e' possibile. L'embrione (umano) sara' anche senza cervello e tutto il resto, ma da li' si deve passare per forza. O no? 2) ma in pratica, con cio' non stiamo di fattto attribuendo una qualche "superiorita'" all'uomo sulle altre creature viventi? 3) quelli che parlano di sperimentazione sulle staminali embrionali degli altri animali non so, francamente, se siano molti o pochi, maggioranza o minoranza. Pero', se fossero una minoranza questo basterebbe a renderli meno esperti e/o credibili degli altri? 4) beh, l'essere in disaccordo non vuol dire non prestare attenzione. pure tu e io siamo in disaccordo (mi pare) ma ti leggo con interesse. Comunque, il mio commento non era pro/contro l'aborto, e nemmeno quell'articolo lo e'. L'ho citato perche' vengono esposte alcune considerazioni che Bobbio fa partendo dalla legge sull'aborto (senza "condannarla", ma semplicemente accettandola) per arrivare alla legge 40 e tutto il resto. Se non l'hai letto, davvero, fallo anche solo per curiosita'. [parentesi sulla contraccezione: non voglio aprire qui la discussione in merito perche' esce dal seminato (ne possiamo parlare altrove), ma il punto di vista della chiesa cattolica non conduce al non porsi il problema di una maternita' consapevole. Richiede un diverso approccio alla sessualita', questo sì]. 5) qui salto io, ne faremmo una questione veramente fuori tema. Che la chiesa cattolica sia in crisi non c'e' dubbio. O meglio, sono in crisi alcuni valori che le sono propri. Quelli che saranno gli effetti a lungo termine di questa crisi di valori... li vedremo. Comunque, ripeto, non e' questo il luogo per discutere di cio'. Cari saluti, Renato Scotti

no problem

1) Il punto per me non è: tutti siamo stati embrioni (grande cavallo di battaglia astensionista); non è che un adulto sia stato prima un embrione e che l'embrione contenga i geni di quello che diverrà un adulto; pensare che un uomo e una donna siano riducibili ai propri geni mi pare molto riduttivo e svilente proprio per il principio di umanità, cui noi attibuiamo altre cose (cognizione, volizione, coscienza, perché no spiritualità). Ti cito dal manifesto Embrioni e Ricerca del marzo 2002: "La continuità del genoma dall’ovocita fecondato all’adulto non implica che, per una sorta di irradiazione retroattiva, tale dignità dell’individuo adulto riverberi all’ovocita fecondato di origine". 2) E' ovvio, infatti questo è il comune sentire, l'ho già detto. Non è invece un comune sentire che un topo abbia uguale dignità di un uomo. Ma anche che un oocita fecondato abbia uguale dignità di un uomo. E poi anche il buddismo ritiene l'incarnazione umana sia un privilegio; ma, almeno in questa tradizione, si crede che l'anima possa incarnarsi anche in forme di vita animali, che dunque vanno rispettate. Peraltro, si tratta di una religione in cui al centro c'è il senso di responsabilità personale: non colpe, non peccati, non dannazione, solo una reponsabilità ad esser migliori che impegna ciascuno. Se danneggi un'altra vita sarà un problema del tuo karma. Se fai qualcosa di buono acquisti dei meriti e se ne giova ugualmente il tuo karma. 3) Se in Scienza e Vita ci sono solo 2 genetisti (con ottimi rapporti finanziari e istituzionali con enti di ricerca legati al Vaticano), e tutti gli altri genetisti (e non ti so quantificare il numero esatto) stanno in Ricerca e Salute, qualche dubbio dovrebbe venire, no? 4)-5) Lo leggerò. Il punto è sempre che l'etica della chiesa va bene per i suoi fedeli, ma non può essere imposta a chi non vi si riconosce. E tra l'altro certi divieti e censure diventano assurdi e addirittura criminali nell'era dell'AIDS, soprattutto tenendo conto di quanto la Chiesa potrebbe fare con le missioni nel terzo e quarto mondo. Lasciamo stare pure la crisi della chiesa. Ciò che mi premeva dire è che persuadere e conquistare consenso è diverso dall'imporre.

scusa se insito

1) hmm... non riduco uomo e donna ai propri geni, ma nemmeno li escludo dalla loro storia. Sulla citazione che fai: il punto e' che non faccio nessuna "irradiazione retroattiva", direi piuttosto il contrario. Se non nego il diritto di vivere all'embrione (evitando anche di ostacolare la sua crescita), allora entro certi margini di probabilita' esso diventa individuo completo, trascinandosi dietro il diritto di vivere. Se io sopprimo l'embrione, riduco a zero le sue probabilita' di diventare uomo, impongo a priori che l'uomo che avrebbe potuto essere non sara' mai. Tra "uomo che non sara' perche' l'embrione e' morto" e "uomo che non sara' perche' IO ho soppresso l'embrione" mi pare che la differenza sia grande... 3) Il sospetto e' lecito. Potrei chiederti, anche solo per par condicio, con quali enti di ricerca hanno ottimi rapporti finanziari e istituzionali gli altri scienziati... sull'aspetto finanziario si parla poco. Mi domando in che rapporto stiano il fine "nobile" (dichiarato) e il fine "finanziario" (non dichiarato) di tutto cio' (non solo in un senso, ovvio). Mi domando soprattutto se e quando tale rapporto e' maggiore di 1... 4-5) Solo una nota: sull'AIDS apriremmo un'altro argomento fuori tema. Personalmente, "criminalizzare" la chiesa cattolica per la questione AIDS mi sembra sbagliato. Non mi sottraggo alla discussione, ma non facciamola qui. Cari saluti, Renato Scotti

par condicio

Parto da 3). Perché chiedere a me? Dai tu la risposta. Se puoi avanzare fondati sospetti di interessi personali su 200 scienziati, 78 Nobel e 58 accademici dei Lincei, sta a te argomentare. Posso dirti che per alcuni di essi qualunque sospetto mi parrebbe solo ridicolo: che interessi da difendere vuoi che abbiano Montalcini e Dulbecco, quasi centenrari e vincitori di Nobel? Per tutti gli altri, non comprendo proprio cosa continuino a fare nei laboratori nostrani e non siano ancora scappati all'estero, dove ricevono ben migliori trattamenti: come ha fatto Roger Pedersen che, quando in USA hanno non proibito la ricerca ma tagliato i finanziamenti federali, è fuggito nel Regno Unito. 1) Dimentichi che quell'embrione di cui non vuoi ostacolare la crescita non esisterebbe affatto se la scienza, per aiutare una famiglia disposta a sacrifici e dolore per soddisfare un legittimo e naturalissimo bisogno di genitorialità, non lo avesse prodotto. L'uovo fecondato esiste perché c'è stato un progetto di genitorialità, che va perseguito rispettando innanzi tutto i bisogni e le esigenze della coppia che ad esso ha dato corso. Senza la coppia e la scienza non ci sarebbe stato nulla, e senza la coppia di fatto non c'è nulla, se non un agglomerato di cellule senza alcun progetto e potenzialità di vita in proprio. Non è, come vorresti far credere, intervenire bloccando una vita nascente. E' il contrario: far nascere una vita, facendo in modo che l'intervento sia efficace allo scopo e rispettoso della madre che consentirà a questa vita di nascere. 4-5) Personalmente, mi sembra correttissimo criminalizzare la chiesa per l'AIDS e per innumerevoli altre questioni legate all'appoggio attivo alle più sanguinarie dittature del sud del mondo, agli affari loschissimi dello IOR, e quant'altro.E' giusto, andremmo fuori tema, ma non mi pare che la chiesa abbia i titoli per ergersi a custode della moralità universale. Questo ovviamente vale per la chiesa gerarchica prodotta dall'ultimo pontificato. Non ho nulla contro l'Ecclesia come comunità dei fedeli, almeno finché non cerca di impormi per legge quanto per essa è un peccato.

solo sul punto 1...

...tanto per restare in tema. La tua osservazione e' giusta quando dici "far nascere una vita". Ma mi sembra palesemente sbagliata quando dici "Non è (...) intervenire bloccando una vita nascente". La fecondazione artificiale sostituisce quella naturale (che non avviene per varie ragioni) dalla quale ha inizio una vita. "far nascere una vita", appunto. Se cio' e' bello, molto brutto mi sembra invece il sostituirsi, con effetto certo, al processo che quella vita la stronca. Mantengo le distanze da questa linea di pensiero. Faccio nascere una vita, sopprimo una vita. Faccio, e disfo. A me sembra una forma di disprezzo per la vita stessa. E mi riferisco al "quando disfo", come faccio con un qualunque oggetto venuto male o che non uso piu'. Cari saluti, Renato Scotti

non comprendo

Davvero non comprendo. Pare che una donna che si sottopone a stimolazione ormonale, si fa prelevare oociti con interventi chirurgici, si sottopone a pratiche dolorose e invasive sul proprio corpo, si lacera tra speranze e angosce, faccia tutto questo per consumismo, per smodato desiderio, per sfizio. Per restare al punto 1), questa donna e questa coppia, che affronta tutte queste sofferenze, deve avere e ha diritto di avere, e la scienza e la medicina hanno il dovere di dare, l'intervento medico più appropriato, più rispettoso, più capace di giungere al risultato: che è quello che si chiama "il figlio in braccio". Solo la mente contorta di gente come Ruini o Ratzinger e dei loro opportunisti vassalli del Parlamento italiano può pensare che una coppia produca "embrioni" per poi allegramente distruggerli. La scienza deve aiutare a fare le cose nel modo migliore. Esattamente come fa la natura, che fa morire dal 70 all'80 % delle uova fecondate perché prive di prospettive di vita. Nella fecondazione in vitro, dato che la coppia ha dei problemi, ne muoiono di più, circa il 90%. Il medico che sceglie un embrione piuttosto che un altro non fa selezione eugenetica, né è un immondo assassino: sceglie l'uovo fecondato che ha maggiori prospettive di sopravvivere nell'utero. Impiantarne tre, o impiantarne malati, può dare solo molti guai, alla donna, alla coppia, agli eventuali feti. Quindi, il paradosso è che per difendere la vita in una cellula, si stroncano davvero progetti di vita e di futuro per molte coppie e molti bambini che potrebbero nascere.

Provo a spiegarmi meglio. Qua

Provo a spiegarmi meglio. Quando ho parlato dell'annuncio del Vangelo non parlavo di "imposizione". Mi riferivo al fatto che l'annuncio del Vangelo lasciato a mezz'aria, senza "impicciarsi" del sociale, e' qualcosa di piuttosto sterile e inutile, un po' come parlare da soli. Non mi pare che Cristo intendesse l'annunciare e il predicare senza curarsi di quello che succede nel mondo. Ad ogni modo, il nocciolo della questione e' un altro, se restiamo focalizzati sul tema centrale. Del tuo intervento mi interessa molto una frase che hai scritto e che riporto qui: "Ho domandato più volte, e nessuno mi ha mai risposto, perché questa etica [cattolica] che vede un uomo in 4 cellule dovrebbe essere superiore alla mia etica buddhista mahayana, che ritiene che uguale rispetto debba essere dato a ogni creatura vivente, dal moscerino al più saggio dei buddha." Provo a rispondere. Forse, questa etica e' considerata superiore perche' ritiene l'uomo superiore rispetto agli altri esseri viventi, senza tuttavia rendere lecita ogni sua azione verso i suoi simili e non. Che nei fatti il comportamento dell'uomo lo renda spesso "inferiore" e' tragica verita'. Questo comunque vìola sovente, se non sempre, l'etica stessa di cui sopra e, in un certo senso, e' prova della piena liberta' dell'uomo. La tua etica, che rispetto, mette sullo stesso piano, dandogli eguale rispetto, ogni creatura vivente. Non sapendone pero' nulla, ti devo fare delle domande. Cos'e' una creatura vivente, per la tua etica? Come si colloca in essa l'embrione umano? E' considerato creatura vivente anch'esso? Vale meno di un moscerino? Se vale meno di un moscerino, mi pare di capire che per te non sarebbe etico, facendo un'ipotesi, cercare la cura ad una malattia dell'uomo, magari grave, basata sulla soppressione di moscerini; ma sarebbe etico se fosse basata sulla soppressione di embrioni umani. Se ho ben interpretato la tua opinione, leggendo i tuoi interventi, suppongo che un embrione umano, per te, valga meno di un moscerino. Altrimenti, se valesse tanto quanto un moscerino, perche' sacrificarlo a vantaggio del piu' saggio dei buddha che merita lo stesso rispetto del moscerino stesso? Senza astio ne' polemica... ho fatto tante domande, e ho tratto qualche conclusione forse affrettata, solo per capire. Mi piacerebbe pero' capire meglio (e forse non interessa solo a me), se vuoi. Cari saluti, Renato Scotti

hai colto il punto

Nessuna grande relgione (tranne la confessione denominata chiesa cattolica romana) ritiene che un uovo fecondato sia un essere umano. La filosofia buddista parla di esseri senzienti, cioè esseri dotati di una mente. In questa classe include anche gli animali. Un embrione di qualunque specie non vi appartiene, invece. Allora, il motivo di ritenere un embrione superiore a un moscerino è questione di una scelta regliosa che non è unanimemente, né a maggioranza condivisa. Però, ripeto, da quanti assurgono a difensori della vita umana (di 4 cellule) ho inteso solo crassi e volgari insulti sul prof. Veronesi. Consci, evidentemente, di essere gli unici depositari autorizzati della Verità unica e sovrana.

Quindi, se ho capito bene, i

Quindi, se ho capito bene, il motivo per cui tu ritieni che l'embrione valga meno di un moscerino e' questione della tua personale scelta religiosa. E' corretto? Faccio pero' un po' fatica a convincermi che la scelta di superiorita' tra moscerino ed embrione (presi ad esempio come termine di paragone) sia da ricondurre ad una scelta religiosa. La mia scelta personale (embrione superiore a moscerino) ritengo sia anteriore a quella di essere consapevolemente cattolico... non penso che questo sia dovuto ad una sorta di auto-convincimento, ma potrei sbagliarmi. Pero' allora penso a chi si dichiara ateo e tuttavia su questo aspetto la pensa come me. O come te. Sempre con riferimento alla tua domanda mi viene in mente questo. La legge italiana riguarda in primo luogo l'"animale uomo" e certamente lo pone in posizione di superiorita' rispetto agli altri animali... non vieta il consumo di carne di vitello, tanto per fare un esempio. O ancora, e forse questo e' piu' pertinente, non vieta la sperimentazione animale, pur regolandola. In questo senso, allora, potremmo dire che l'etica "cattolica" e' piu vicina alla legge dello stato italiano di quanto lo sia l'etica "buddhista mahayana", e questo potrebbe essere d'aiuto per rispondere alla tua domanda. O no? Cosa ne pensi? Cari saluti, Renato Scotti

giusto: scelta religiosa (io preferisco dire filosofica)

E' corretto. Come è corretto dire che un uovo fecondato è considerato un essere umano in virtù di una scelta religiosa, non universalmente né concordemente condivisa. E nessuno, che sia davvero onesto, può seriamente affermare che questa sia una visione laica e tantomeno avvalorata dalla scienza. Per il resto, sono ben consapevole che le scelte di uno stato sono frutto di mediazione tra diverse visioni filosofiche, religiose, etiche, e che debbono tenere conto di altri principi, come quello di beneficialità. Quindi, pur cercando di rispettare ogni forma vivente, mi guarderei bene dal dire che non occorre sperimentare sui topi o che occorre vietarlo per per legge. Diverso è se dicessi, per convalidare il mio principio etico: la sperimentazione è inutile, superata, priva di prospettive etc. Questo è quanto fanno rozzamente quanti vogliono che la sperimentazione sulle cellule embrionali resti vietata. Quanto alla legge dello stato italiano, ha anche stabilito che non possono essere date uguali tutele a chi è già persona e a chi persona deve ancora diventare. Peraltro, io auspico una legge italiana che non sia né vicina al cattolicesimo né al buddhismo mahayana, ma una legge laica capace di mediare tra le diverse posizioni senza farsi paladina di nessuna, e che lasci tutti i cittadini liberi di seguire la propria coscienza senza imposizioni dettate da un diritto succube del Magistero.

ok, scelta filosofica

Alcuni commenti e interrogativi. "E' corretto. Come è corretto dire [...] dalla scienza." Non riesco ancora a convincermene. Parlando di "essere umano" (e non solo), secondo me andrebbe sottolineato il significato piu' ampio che gli si dovrebbe dare. "Essere umano" non inteso semplicemente come "uomo" o "donna" (per intenderci, noi che stiamo qui a leggere e scrivere), ma come "essere" differente, ad esempio, dall'"essere equino". L'embrione umano (che e' allora una forma di "essere umano") e' ben diverso dall'embrione di cavallo (che e' allora una forma di "essere equino") e non crescera' mai fino a diventare un cavallo (che e' una forma di "essere equino"), ma crescera' invece fino ad diventare uomo o donna (che e' una forma di "essere umano"). Questo e' un ragionamento basato su evidenze scientifiche e che mi sembra non sconfini dall'ambito puramente scientifico. Oppure no? "Per il resto [...] beneficialità. Quindi [...] per legge." Mi sembra un ragionamento sensato e sono d'accordo. Pero' ti devo chiedere un'altra cosa: nel momento in cui dai eguale rispetto, in accordo alla tua etica, tanto al topo quanto all'uomo (in quanto entrambi creature viventi), allora cosi' come sei favorevole alla sperimentazione sul topo a favore dell'uomo, sei favorevole alla sperimentazione sull'uomo a favore del topo? "Diverso è se dicessi [...] resti vietata." Hmm.. non e' esattamente come dici tu. Non mi pare che chi la pensa come me abbia detto che "la sperimentazione è inutile, superata, priva di prospettive etc." Abbiamo detto, al pari di chi la pensa come te, che la ricerca sulle staminali embrionali richiede ancora molto lavoro (altrimenti non si spiegherebbe l'intenzione di fare ricerca) per verificare e dimostrare se e in quale misura le staminali embrionali sono concretamente utili (alla luce anche di effetti negativi derivanti dal loro uso), lasciando quindi alle spalle il probabilistico "potrebbero essere utili". Questo non significa, e lo ribadisco, che le staminali embrionali non potrebbero essere effettivamente piu' utili delle staminali adulte (sulle quali pero' tutti concordano che la ricerca non e' finita). Il freno che viene posto non e' alla ricerca/sperimentazione in se', ma alla ricerca fatta a spese dell'embrione _umano_ (con tutto cio' che ne potrebbe conseguire, non ultimo la futura produzione in serie di embrioni umani per cure ben definite e validate). Il tutto dovuto al valore che noi diamo all'embrione umano; non ripeto considerazioni gia' fatte, esposte chiaramente in piu' parti anche in queste pagine, anche da me. Per altro, vi sono ricercatori che sostengono che il lavoro che si vorrebbe fare sulle staminali embrionali si puo' fare avvalendosi di embrioni di altre specie animali. Questa direzione non metterebbe d'accordo un po' tutti? Teniamo presente che, ad oggi, parlando di staminali embrionali siamo tutti vincolati dal condizionale "potrebbero essere utili", nessuno ancora puo' dare certezze... nel dubbio, non e' meglio sperimentare su "esseri animali" diversi dagli "esseri umani"? "Quanto alla legge dello stato italiano [...] ancora diventare" Ti riferisci a tutto cio' che ruota attorno al tema dell'aborto? Se sì, a questo proposito ti segnalo un articolo che probabilmente gia' conosci. L'ho letto con interesse perche' proprio alla luce di quanto e' stato legiferato sull'aborto fa delle considerazioni relative alla legge 40, e alla sua parziale abrogazione, che secondo me sono tutt'altro che banali e meritano di essere meditate. Mi limito a indicare uno dei link che portano a questo articolo. "Peraltro, io auspico [...] del Magistero." Eh, qui potremmo trascorrere giorni e mesi a discutere. In linea di principio sono d'accordo su quello che hai scritto, ma vedo una pericolosa "deriva" del principio a livello pratico. Sulla liberta' di coscienza sono d'accordo, pero' mi domando se non esista un limite assoluto, per quanto sfuggente e non condiviso. Ad esempio, secondo la mia coscienza che si ritrova a condividere l'etica di un ipotetico (ma non impossibile) credo/filosofia, io potrei ritenermi libero di uccidere chi mi fa un torto; pero' lo stato italiano me lo impedisce, vincolandomi di fatto ad una imposizione... e' sbagliato?. O ancora: in virtu' dello stesso credo, potrei ritenere che la mia vecchia mamma, anziana, non autosufficiente, che se la fa addosso e che mi tocca pulire ogni giorno, sia ormai ridotta ad un mero costo sociale (oltre che mio) e che sottragga buona parte del mio tempo che potrei invece dedicare ad altro. Potrei quindi decidere di sopprimerla. Ad oggi (e sottolineo: ad oggi), lo stato italiano me lo impedisce. E' sbagliato? In virtu' di un altro credo, tuttavia, potreri ritenere sbagliate le azioni appena portate ad esempio, e scoprire quindi che lo stato italiano, di fatto, e' allineato (succube?) a questo mio credo... di nuovo, e' sbagliato? Ora, non voglio metterla sul piano del "la mia filosofia sì, la tua filosofia no", pero' questo discorso, che merita molta attenzione, ho l'impressione che in termini relativistici conduca ad un vicolo cieco, a meno che non si imponga per legge che ogni cosa e' permessa, o che si rinunci a qualsiasi forma di legge. Chiedo scusa per l'ennesimo lungo intervento. Cari saluti, Renato Scotti

scusa, sarò breve per motivi di tempo

1) Se l'"embrione umano" dovesse esser ritenuto pari a un essere umano per la sua "umanità" che è altro dalla "cavallinità" di un cavallo non staremmo qui a discuterne. Non c'è nessuna etica naturale in questo, nessuna evidenza universale, c'è un assunto che discende da una precisa posizione ideologica. Intorno a questo si gioca tutto. 2) E' evidente di no. E' infatti un valore universalmente condiviso che una sperimentazione su un essere umano non è lecita. Solo un pazzo come Mengele poteva ritenere di sì, ma solo perché riteneva le sue vittime un po' meno umane di lui. Personalmente, preferisco non arrecare sofferenza a nessuna creatura, per scelta etica. Se però fossi una scienziata e dovessi sperimentare sulle cavie, troverei un reale dilemma. Non sono una scienziata e quindi posso permettermi essere fedele al mio principio. 3) Molti lo hanno detto, anche citando dal Foglio e altra spazzatura simile. Per molti (?) scienziati che dicono che si può sperimentare su embrioni animali (che per me sono lo stesso degli embrioni umani, ribadisco) ve ne sono molti di più che dicono che la ricerca va fatta fin da adesso. Sono loro gli esperti e io ho il dovere di crederci. 4) Salto perché sono in evidente disaccordo con Socci. Nessuno esalta l'aborto, è evidentemente una scelta di sofferenza, ma tra un aborto e la condanna a una maternità indesiderata preferisco sempre il primo. Inoltre l'aborto è diminuito dopo che esiste una legge: evidentemente portare allo scoperto un fenomeno consente delle forme di prevenzione e controllo impossibili quando tutto è relegato alla clandestinità. Inoltre mi pare che la chiesa continui a negare la liceità della contraccezione, contrariamente a chi si pone realmente il problema di una maternità consapevole. 5) Ho già detto. Ci sono valori che sono universalmente condivisi e non ci vuole nessuna chiesa per affermarli. L'unica deriva che vedo è quella di un clericalismo arrogante che cerca di appropriarsi delle nsotre vite. L'annuncio del Vangelo, per chi ci crede, dovrebbe persuadere, non imporre. Se la chiesa non è più in grado di convincere e deve ricorrere alla spada di Cesare per affermare il suo potere è gravemente in crisi.

Cara Mara, quanto sei pagata?

Cara Mara, mi piacerebbe sapere quanto sei pagata per stare tutto il giorno collegata a questo sito a rispondere a chi interviene. Comunque, complimenti per la tua enciclopedicità d'altri tempi. Direi rinascimentale. Buon Lavoro.

caro Lupus

Sono pagata (poco) per insegnare all'università, e a causa dei miei impegni accademici dovrò anche rinunciare ad alcune partecipazioni ai dibattiti referendari. Non solo nessuno mi paga, ma ho pagato io iscrivendomi all'associazione l'associazione Luca Coscioni come socio sostenitore. Questa battaglia mi sta a cuore perché sono familiare di un malato, e vedere menzogne diffuse ad arte da chi difende una cellula inseminata e non fa una piega dinanzi a 12 milioni di malati mi sta francamente sulle scatole. E' così difficile da capire? Amerei invece sapere quanto sono pagati quanti non solo stanno qui 24 ore al giorno, ma provvedono a far sparire tutti i miei messaggi, assolutamente corretti e civili, cui non hanno argomenti per ribattere. La mia enciclopedicità d'altri tempi non mi impedisce d'esser ritenuta, nell'ambiente accademico, una studiosa originale e di qualche valore. In tutta modestia. Forse preferirebbe una discussione di più basso profilo ma vede, non è nel mio stile.

Rev. Don Gallo,

Rev. Don Gallo, sono addolorata perché un sacerdote della Chiesa Cattolica, che dovrebbe guidare alla Verità, si unisce alla menzogna del mondo scandalizzando i suoi figli e andando contro quella unità in Cristo senza la quale non possiamo dirci cristiani. Se Lei non capisce questo, Le suggerisco di togliersi l'abito e andare a servire altro.

Io non sono incardinato nelle

Io non sono incardinato nelle strutture della Chiesa cattolica, sono laico, e quindi il Vescovo non mi può ordinare di non andare a votare. Ma nella mia qualità di cittadino italiano elettore non posso accettare che 800.000 elettori (meno del 2% del totale) mi ordinino di andare a votare.

osservazione

il vescovo della sua diocesi,come qualciasi vescovo italiano,non vuole obbligare nessuno a fare qualcosa, l'indicazione del non voto è una indicazione che lei può seguire o meno, per la seconda parte del suo comment sono pienamente d'accordo!

Forse mi sono espresso male.

Forse mi sono espresso male. Con la mia frase dal tono fra il polemico e l'ironico volevo dire proprio quello che, più esplicitamente, ha detto Lei: cioè che quella dei Vescovi è solo un'indicazione che nessuno è obbligato a seguire. Tanto è vero che non esistono sanzioni per chi non la rispetta. E fermo rerstando che nessuno può pretendere che i Vescovi stiano zitti, su questo e su qualunque altro tema. O forse nella nostra bella Republica laica la libertà di espressione esiste solo per alcuni e a seconda di quello che dicono?

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