Dibattito e strategie per crescere


Sommario: 

Possiamo davvero puntare al modello Emergency per la nostra crescita? Discutiamo degli obiettivi e delle forme associative per guadagnarci la visibilità e il sostegno e ripartiamo dalla base. L'associazione è uno strumento vitale per affrontare i problemi e organizzare l'alternativa.

Testo Intervento: 

Vorrei cominciare l’intervento al congresso online con un pensiero a chi, per una marea di ragioni, non è o non può essere online. Se da un lato questa sperimentazione mi intriga, dall’altro mi rendo conto che, conoscendo i dati sugli utilizzatori di internet, rischiamo di presentarci e di dialogare solo con un settore della popolazione tendenzialmente giovane, istruito, benestante, rinunciando ad inseguire una fetta che forse costituisce la maggioranza degli italiani. Forse, con piccoli ritocchi, possiamo già da subito fare conoscere il dibattito ad altri: con una rubrica fissa su Radio Radicale che riassuma il dibattito del giorno o con un numero di telefono che chiunque possa chiamare per registrare il proprio intervento o, ancora, organizzando dei piccoli gruppi di discussione sul territorio, dove si possano raccogliere e registrare gli interventi.
Non costerebbe molto.  Quello che costerebbe di più, forse troppo, sarebbe invece l’aquisto di pubblicità, molto off line, per il nostro congresso on line. Vero è che ci rivolgiamo prima di tutto agli iscritti, ma i congressi sono anche delle occasioni vetrina da far conoscere anche sui mezzi tradizionali, specialmente un appuntamento innovativo come il nostro.
Ho pensato a questo anche stimolato dalle osservazioni del Tesoriere Rocco Berardo quando parla dell’Associazione Coscioni come di Emergency. Le analogie ci sono. Ci si occupa entrambi di temi sociali, entrambi con uno sguardo alla politica: Emergency non ha legami formali con alcun partito, ma i giudizi e le azioni di politica estera che esprime la fanno preferire a un certo elettorato di sinistra (Ragione per cui io, per esempio, ho sempre preferito donare a Medici senza Frontiere). Cosa ha fatto Emergency? Ha investito tutto sul Marketing più deciso e organizzato: Logo, attività virali, gadget, cooperazioni, sponsorizzazioni, semplificazione del messaggio. Forse non sono esattamente le nostre priorità ma, se si parla di Emergency, si parla di questo (andate a vedere il sito www.emergency.it). Hanno saputo costruire una reputazione che spesso prescinde dalle reali attività della ong, perché vengono comunque percepiti come qualcosa di giusto, positivo.
Non sono contrario a una nostra evoluzione di questo genere, mi limito a inquadrarne le problematicità, che a mio avviso sono due:
La nostra parzialità politica. Da un certo punto di vista è un elemento qualificante, perché si basa sulla concretezza del metodo radicale e sul costante contatto tra malati, ricercatori e decisori come elemento operativo di successo. Tuttavia, sebbene le istanze dell’associazione siano di per sé stesse parziali e politiche, resta ineluso, e in parte indipendente dalle scelte dell’associazione, il dibattito su cosa significhi essere radicali, con tutte le implicazioni parlamentari ed elettorali che ciò comporta. Non dimentichiamoci che l’Associazione Luca Coscioni non ha solo appoggiato la Rosa nel Pugno nel corso delle elezioni politiche del 2006, ma ne è stata uno dei quattro soggetti costituenti. Non sempre questo aiuta ad aggregare maggioranze trasversali, seppur su temi specifici.
La complessità del messaggio. Ancora una volta, se da un lato l’associazione “per la libertà di ricerca scientifica” ha saputo declinare la sua missione in un insieme sempre più articolato di proposte e iniziative, è vero anche che oggi i nostri interessi spaziano dalle cellule staminali, agli ogm, dai comunicatori, alla droga, fino al regime partitocratico. Emergency offre solo “assistenza medico chirurgica gratuita”.
Non credo che dovremmo rinunciare ad alcuna delle nostre campagne, ma che dovremmo strutturarci per poterle gestire, dal punto di vista di bilancio, dell’impegno militante e della comunicazione, in modo autonomo. Lasciando agli iscritti e militanti, anche quelli nuovi da raggiungere, la possibilità di scegliere la direzione del proprio impegno e determinare le priorità.
Guardare quanto è stato fatto, la moltitudine di temi centrali, condivisi, che abbiamo lambito fa impressione. Per questo io credo che non ci dobbiamo scoraggiare. Il nostro dibattito non è involuto, come dice Corbellini: le tematiche esistono e siamo qui per affrontarle, consapevoli che per i malati, per la ricerca, per l’università, per la laicità dello stato c’è molto da fare.
Sullo sfondo agisce un clima di antipolitica che, oltre all’indignazione e al qualunquismo, spinge al disimpegno, al disinteresse. Parlare di leggi, firme, tessere oggi non è solo difficile. È malvisto. Le reazioni sono di stanchezza e fastidio. La strada è a mio avviso quella dell’informazione ancora prima che quella dell’azione. Non informazione generalista, noiosa, sui soliti mezzi che non ci vogliono. Ma specifica, nei luoghi propri frequentati dalle maggioranze, spesso rassegnate, da chi viene danneggiato dalle politiche liberticide di questo governo e suicide di questa opposizione: davanti alle scuole, nelle università, negli ospedali.
Abbiamo le energie, la voglia e la capacità per aggregare altri che la pensino come noi, a partire dalle Cellule, da moltiplicare e da reinquadrare con strumenti associativi che permettano loro di autofinanziarsi ma anche ai loro iscritti di essere pienamente parte della vita dell’associazione.
Ricordandoci che anche il gesto di un contributo è per noi vitale e ugualmente indicativo di una condivisione di intenti importante, anche a prescindere dall’iscrizione, livello più alto e diverso di adesione ad una causa.
Continuare e ripartire dalle persone, dai malati come da tutti i cittadini, meticolosamente, per conquistare l’alternativa.
 

1 commento

Commento

- Sulle proposte di coinvolgimento per chi non usa molto internet: gruppi di discussione sul territorio potrebbero essere utili, ma devi comunque considerare che questo congresso online  e' un esperimento che ovviamente potera' a molti miglioramenti per la prossima volta.

- Sul parallelo con Emergency, concordo. Occorre inoltre ricordare che, lavorando principalmente all'estero, i risultati di Emergency non sono visibili chiaramente ai cittadini ed ai suoi finanziatori, che in un certo modo sostengono Emergency "a scatola chiusa". L'Associazione Luca Coscioni invece promuove principalmente campagne nazionali.

- Sulla parzialita' politica, occcorrerebbe rilanciare il messaggio d'organizzazione transpartitica con iscritti di centrodestra e centrosinistra.

- Sulla complessita' del messaggio, hai ahime' ragione. Ma alcune delle nostre battaglie effettivamente sono culturalmente difficili da spiegare... che soluzioni proponi?

 -- Davide Chicco

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