Un primo buon passo


25/08/2011
Franco Fois

nocalabro23 agosto, martedi, 32 gradi, afa a mille, nonostante queste condizioni non certo favorevoli trenta persone scelgono di dover esserci, di partecipare alla prima riuonione del coordinameto per fermare la legge "contro" il testamento biologico. Il primo passo di questa avventura promette bene, sopprattutto perché chi c'era non si è limitato da ascoltare ma ha partecipato con proposte, idee su cosa e come fare. Da una revisione per rendere più efficace l'appello per una grande iniziativa pubblica da far sottoscrivere ai cittadini, alla mobilitazione attraverso la rete dei blog e delle petizioni online, dalla necessità di prepare un testo che evidenzi gli articoli più dannosi della legge (praticamente tutti…), alla realizzazione di un volantino, dalla ricerca di adesioni tra gruppi, associazioni, circoli i più vari, alla ricerca di un logo e un nome efficace….

Due ore di dialogo ed ascolto tra persone anche diverse politicamente, presenti infatti esponenti politici di schieramenti contrapposti ma che sull'obiettivo di fermare questa pessima legge convergono senza nessuna difficoltà. Ora ci aspettano alcuni primi momenti pubblici per portare avanti le nostre idee, già il 1 settembre cercheremo di essere in piazza a Mestre, poi il 2 disponibiltà umane permettendo saremo a Padova alla festa provinciale del PD, il 3 un incontro al campo sportivo di Zelarino (mestre) con i giovani del PD e forse un tavolo di raccolta firme, un primo grande dibattitto pubblico da organizzare entro settembre. Naturalmente bisogna moltiplicare per cento queste occasioni,  ciascuno deve farsi carico personalmente di questa battaglia cercando e inventando opportunità per far camminare l'iniziativa, perché possa essere conosciuta dai cittadini in modo che questi si mobilitino con noi e tutti insieme si possa chiedere a chi avrà il compito di discutere questa legge al Senato di sostenerci e aiutarci a organizzare una grande iniziativa per fermare questa legge. Una legge che i cittadini non vogliono, che nega la libertà di scelta,  che aumenta la sofferenza di quanti già ogni giorno convivono e lottano con il dolore.

Il primo passo è stato fatto, ora dobbiamo tutti impegnarci a dare gambe perché si possa fare il secondo e tutti i passi necessari per riaffermare che: sulla mia vita decido io!

Giovedì, 25 agosto, 2011 - 12:37

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