Stamina: lettera dell'Ass. Coscioni alla commissione ministeriale di esperti

Stamina: lettera dell'Ass. Coscioni alla commissione ministeriale di esperti

29 Ago 2013

Gentilissimi,

da oltre dieci anni l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica si batte affinché anche in Italia si affermino i valori conoscitivi e morali che l’uso del metodo scientifico porta nella ricerca e nello sviluppo di nuove terapie;  ritiene, altresì, che gli avanzamenti della ricerca, insieme alla sensibilizzazione della politica e delle istituzioni, siano il presupposto per garantire il diritto fondamentale dei malati e dei disabili alle cure e ai mezzi necessari per condurre una vita dignitosa.

L'Associazione Luca Coscioni è  dalla parte dei malati, degli scienziati e dei medici impegnati a sviluppare terapie sicure ed efficaci, e che chiedono normative rigide per impedire abusi ai danni dei pazienti sulla base di illusioni mascherate da mistificata compassione.

Per questo sin dall’inizio l’Associazione ha seguito la questione Stamina, facendo anche numerosi appelli prima al Ministro Balduzzi affinché fossero chiesti i dati scientifici necessari, e poi al Ministro Lorenzin affinché si facesse piena chiarezza, rispettando metodo scientifico e norme italiane ed europee vigenti, su questo ancora misterioso metodo.

 E’ certo che non esiste "un metodo Stamina" in nessuna pubblicazione scientifica. C’è una inchiesta in corso da parte della procura di Torino. La comunità scientifica nazionale ed internazionale si è espressa contro la sperimentazione di tale metodo, di cui al momento non si conosce nulla e che ha creato un pericoloso precedente  in violazione di norme italiane e comunitarie,   subendo anche un’ordinanza di blocco da parte dell’organismo competente l’AIFA, a seguito di una ispezione dei Nas.

Da non sottovalutare che la prescrizione del metodo da parte dei medici vìola l’art. 13 del Codice deontologico medico; e che l’intervento  dei Tribunali che ordinano l’applicazione del metodo è assolutamente inappropriato perché non supportato da conoscenze scientifiche.

Sabato 24 agosto, proprio Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, è stato intervistato durante la trasmissione il Maratoneta, condotta su Radio Radicale da Mirella Parachini e Valentina Stella. Egli, tra l’altro, ha riferito che il protocollo su cui avverrà la sperimentazione non è lo stesso della metodologia utilizzata agli Spedali civili di Brescia ma è una forma semplificata e che ha preteso che il protocollo venisse secretato perchè di proprietà di Stamina e perchè non ha brevetto. Ha aggiunto che la produzione delle cellule è a carico di Stamina Foundantion e della piccola società farmaceutica Medestea e che i costi per il Sistema Sanitario Nazionale sono solo di poche centinaia di euro a paziente. Ha precisato che Stamina sta dimostrando che si riescono a produrre linee cellulari anche in un laboratorio non farmaceutico e che non si arriverà mai alla fase 3 perché un membro della Commissione istituita dal Ministero della Salute  gli avrebbe detto che non ci saranno i soldi necessari, oltre i 3 milioni stanziati ora. Ha esplicitamente dichiarato che lo Stato poteva risparmiarsi i 3 milioni di euro.

Preso atto di tutto questo, come Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, chiediamo:

·         precisi chiarimenti alla Commissione su quanto da lui dichiarato nel rispetto della legge e della trasparenza;

·         che il Sistema Sanitario Nazionale non si faccia carico di tale sperimentazione.

 

Cordiali saluti

Filomena Gallo,

Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

 

Giulio Cossu

 

Co-presidente Associazione Luca Coscioni