Stamina: intervenga Ministro sulle dichiarazioni di Mantovani

Stamina: intervenga Ministro sulle dichiarazioni di Mantovani

Filomena Gallo e Michele De Luca
5 Mag 2014

Dichiarazione di Filomena Gallo e Michele De Luca, rispettivamente Segretario e co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni

Le dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Mario Mantovani, che ha lanciato un vero e proprio appello  “a tutti i dirigenti delle Aziende ospedaliere chiedendo se c’'e'' qualche medico disponibile a fare le infusioni", sono gravissime. Siamo dinanzi ad una politica schizofrenica, con un membro della Giunta Lombarda che anziché cercare di fare chiarezza contribuisce a peggiorare il già inammissibile far west che la vicenda Stamina ha creato. Perché proprio l’Assessore alla Salute chiede ai medici della sua regione di agire in contrasto con il codice deontologico della loro professione che all’articolo 13 cita ‘Sono vietate l’ adozione e la diffusione di terapie e di presidi diagnostici non provati scientificamente o non supportati da adeguata sperimentazione e documentazione clinico scientifica, nonché di terapie segrete”, come ribadito dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale?  Perché Mantovani, che proprio qualche mese fa aveva dichiarato che dalla Regione Lombardia non era giunto nessun ok all’entrata di Stamina agli Spedali civili di Brescia, ora, si mette a fare il battitore d’asta dei medici favorevoli alle infusioni con il cosiddetto “metodo Stamina”? Mantovani ignora il blocco alle infusioni deciso dall'Aifa nel maggio 2012? Mantovani ignora il pericolo per la salute pubblico sotteso alle infusioni?

Siamo dinanzi ad una politica che si fa ricattare da ‘chiunque’ pretenda ‘qualsiasi cosa’ (incluse cure che cure non sono e su cui, ricordiamolo, sta indagando la magistratura con accuse pesantissime)  urlandolo nelle piazze e davanti alle telecamere.
Chiediamo l’immediato intervento del Ministro Lorenzin per fermare questa iniziativa di Mantovani e mostrare rispetto per gli Spedali civili di Brescia e per i medici che, come ha ricordato poco fa Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) sono, dopo i pazienti, le seconde vittime di questa assurda situazione.