Blitz davanti al CNB contro imposizione di coscienza


01/03/2011
Annalisa Chirico

 'No a imposizioni di coscienza', 'Cnb vergogna, basta istigazioni all'aborto', 'No alla farmacia vaticana', 'Abolire la ricetta per la pillola': cosi' recitavano i cartelli indossati dagli esponenti dei Radicali che questa mattina hanno protestato davanti alla sede del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), dopo il suo parere favorevole all'obiezione di coscienza dei farmacisti per la pillola del giorno dopo.

"Il Cnb - afferma il senatore radicale Marco Perduca - si lava la coscienza a molto buon mercato. Col suo parere, per niente vincolante, ma ormai sbandierato su tutti i mezzi di informazione, il Comitato nazionale di bioetica riconosce l'obiezione di coscienza sulla pillola del giorno dopo. Non solo si tratta di una gravissima proposta di interruzione di pubblico servizio in un contesto come quello italiano dove manca totalmente l'informazione circa la contraccezione, ma si prefigura come vera e propria istigazione all'aborto. Basta citare il caso della città di Roma, dove i Radicali hanno dimostrato con un'inchiesta come ben il sessanta per cento dei consultori non fosse in grado, per varie cause, di fornire la pillola del giorno dopo nei tempi richiesti delle 72 ore".

 

Annalisa Chirico, esponente dell'Associazione Luca Coscioni, dichiara: "Il Cnb, da una parte, cerca di avallare un'illegalità, dal momento che il rifiuto di vendere un farmaco dietro regolare presentazione della ricetta medica costituisce reato per interruzione di pubblico servizio. Dall'altra,si pone al di sopra della scienza perché la comunità scientifica internazionale è unanime nel ritenere la pillola del giorno dopo un contraccettivo privo di alcun effetto abortivo".

"Ormai questo Cnb dovrebbe sciogliersi. I pochi membri laici sempre più a disagio dovrebbero dimettersi. Quanto alle farmacie, se intendono ingaggiare una battaglia per la liberalizzazione del settore, io sono con loro. A quel punto potranno scegliere che cosa vendere e che cosa no. Non possono, invece, pretendere di mantenere tutti i vantaggi del servizio pubblico e per di più imporre la loro coscienza sulle scelte altrui".

"Secondo i dati della Società italiana di Ginecologia e Ostetricia - conclude la Chirico - l'età media del primo rapporto si è abbassata a 15 anni, il 40% delle ragazzine non usa alcun metodo contraccettivo e un altro 20% si affida al coito interrotto. E' questo il risultato delle proibizioni. Bisogna puntare sull'informazione sessuale, già nelle scuole, e facilitare l'accesso alla contraccezione. Aboliamo la ricetta medica per la pillola del giorno dopo e mettiamoci al passo col resto d'Europa".

 

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Martedì, 1 marzo, 2011 - 15:12

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