Lettera aperta alla stampa di Valentina 'Non si parli del mio aborto ma della legge 40'

Lettera aperta alla stampa di Valentina 'Non si parli del mio aborto ma della legge 40'

Associazione Luca Coscioni
12 Mar 2014

A seguito delle numerose richieste di interviste arrivate presso la nostra Associazione da effettuare a Valentina, la ragazza romana, intervenuta lunedì nella nostra conferenza stampa sull’ulteriore decisione del tribunale di Roma in materia di fecondazione assistita, diffondiamo la lettera che lei stessa ci ha chiesto di inviare alla stampa, per fermare il clamore nato sulla vicenda del suo aborto all’ospedale Pertini. 

Mi chiamo Valentina, la ragazza di cui tanto si parla in questi giorni.

Ho deciso, insieme a mio marito, di non rilasciare alcuna intervista, ne video né scritta, a nessuna testata giornalistica e nessun programma tv, per due ragioni.
La prima è che quello che dovevo dire l'ho già detto, e perché ripercorrere quel dolore fa ancora molto male. Quello che ho raccontato durante  la conferenza stampa  di lunedì 10 marzo indetta dall’Associazione Luca Coscioni spero possa servire affinché tutti sappiano che se non ci fosse stata la legge 40 con i suoi assurdi divieti tutto quello che ha riguardato me e la mia famiglia in questi anni non sarebbe mai successo.

Prima della conferenza stampa ero stata ospite, insieme a mio marito Fabrizio, di altre due trasmissioni televisive: una l’anno scorso, un’altra registrata a febbraio di quest’anno, prima dunque che si verificasse tutto l’interesse mediatico per quanto successo quattro anni fa al Pertini.

Ora, dunque, preferisco rimanere in silenzio, con l’eccezione di queste poche righe.

Per quanto riguarda l’obiezione di coscienza:  i dati provenienti dalle regioni italiane e la decisione del Consiglio d'Europa parlano chiaro, non sono certo io e non voglio essere io il pretesto per sollevare agli occhi di stampa e politica la questione, che dovrebbe essere affrontata a prescindere dai casi come quello mio.

La seconda ragione è che tutta l'attenzione si è concentrata sulla vicenda dell'aborto, mentre per me è importante che ci si occupi seriamente del vero problema alla base della mia storia, che è la legge 40, e anche delle conquiste che sono state annunciate in conferenza stampa. Ora spetterà alla Corte Costituzionale decidere se abbiamo ragione oppure no.

Vorrei, da cittadina italiana, che si parlasse di questo. 

Il mio dolore svanirà quando tutti i cittadini avranno gli stessi diritti”.

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Puoi leggere sul sito dell'associazione  quanto detto detto da Filomena Gallo e Angelo Calandrini in relazione alle denunce giuridiche effettuate e le pronunce giurisdizionali che finora l'Associazione Luca Coscioni è riuscita ad ottenere grazie al coraggio di molte coppie, e in particolare di molte donne.

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