Fecondazione: dopo sentenza del Tar Veneto, il Ministro emani subito le linee guida

Fecondazione: dopo sentenza del Tar Veneto, il Ministro emani subito le linee guida

Filomena Gallo
11 Mag 2015

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente del Partito radicale A pochi giorni dalla sentenza del Tar del Veneto che ha annullato la delibera della Giunta Regionale del Veneto che prevedeva il limite dei 43 anni per l'accesso alla tecnica eterologa nelle strutture pubbliche, a differenza dell'omologa a cui si può accedere con un'età superiore, chiediamo al Ministro della Salute l’immediato aggiornamento delle Linee Guida sulla legge 40/2004, che aboliscano il limite illegittimo dei 43 anni introdotto con le linee guida della conferenza stato regioni per l’accesso all’eterologa con pagamento di ticket nel pubblico e nel privato convenzionato: nessuno deve essere discriminato da un limite così arbitrario, non contemplato nella stessa legge 40, e che proprio il Ministro aveva considerato contrario con la legge 40 ma che di fatto non aveva visto atti conseguenti per correggere le indicazioni già fornite. Ricordo che tra non molto scadranno i termini per rispondere alla diffida dell’Associazione Luca Coscioni nei confronti del Ministero della Salute, nella persona del Ministro pro tempore, per non aver aggiornato le Linee Guida della legge 40 del 2004, come previsto dall’art. 7 della legge stessa che prevede: “1. Il Ministro della salute, avvalendosi dell'Istituto superiore di sanità, e previo parere del Consiglio superiore di sanità, definisce, con proprio decreto, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, linee guida contenenti l'indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. 2. Le linee guida di cui al comma 1 sono vincolanti per tutte le strutture autorizzate. 3. Le linee guida sono aggiornate periodicamente, almeno ogni tre anni, in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica, con le medesime procedure di cui al comma 1.”. Se entro 90 giorni dalla notifica della diffida il ministero non agirà a norma di legge e quindi non emanerà nuove linee guida si procederà alla tutela dei diritti e degli interessi dei propri  associati dinanzi alle competenti autorità giudiziarie per l’affermazione di un obbligo in capo al Ministro Lorenzin che risulta disatteso, come con i precedenti Ministri Balduzzi e Fazio.