Fecondazione: dichiarazioni inesatte usate come pretesti

Fecondazione: dichiarazioni inesatte usate come pretesti

Filomena Gallo
7 Lug 2014

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, in merito all’intervista rilasciata dal Ministro della Salute oggi al Corrieredella Sera

Lorenzin:  «Per partire con la fecondazione eterologa bisogna aspettare le linee guida e alcuni passaggi in Parlamento. I Centri devono aspettare»

FALSO perché nella sentenza 162 del 2014 la Corte Costituzionale è chiara nelle motivazioni della sentenza come lo fu già nel 2005: nell’ammettere il quesito referendario per l’abrogazione del divieto di eterologa, affermò che non si creava vuoto normativo. La cancellazione del divieto non fa venir meno nessuna tutela. Ancor più con questa ultima decisione ha affermato che il sistema normativo italiano è idoneo al ripristino della tecnica e ha affermato il principio di non discriminazione tra cittadini nell’accesso alle cure e il rispetto delle libertà individuali, diritti questi costituzionalmente rilevanti.

Invece, perché il Ministro non sta rispettando l’obbligo previsto all'art. 15 della legge 40 che impone al Ministro di presentare entro il 30 giugno una relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40?

Lorenzin sul numero di donazioni «Un limite è necessario per evitare che nascano troppi bambini da uno stesso genitore biologico. Tra i 5 e i 10 è un’ipotesi»

LA RISPOSTA E’ GIA’ NELLA SENTENZA E NELLA LEGGE 40

Il Ministro della Salute secondo le procedure previste della legge 40, "avvalendosi dell'Istituto superiore di sanità , e previo parere del Consiglio superiore di  sanità",   quando deciderà, "in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica" (art. 7 della legge 40) e delle sentenze della Corte Costituzionale (151 del 2009 e 162 del 2014) di procedere con l’aggiornamento delle Linee Guida, atto vincolante per le strutture di PMA, dovrà tener conto di quanto i Giudici della Corte in ultimo hanno scritto : “in relazione al numero delle donazioni è, poi, possibile un aggiornamento delle Linee guida, eventualmente anche alla luce delle discipline stabilite in altri Paesi europei (quali, ad esempio, la Francia e il Regno Unito), ma tenendo conto dell’esigenza di consentirle entro un limite ragionevolmente ridotto”. I Giudici della Corte prendono in considerazione Francia e Regno Unito dove non si superano le 7 donazioni per donatore. Inoltre prima dell’entrata in vigore della legge 40 il massimo delle donazioni era 6. Il Ministro non confonda donazioni con gravidanze.

Lorenzin sulla scelta del donatore: «Assolutamente no. Niente cataloghi con le caratteristiche estetiche di chi da i gameti»

FALSO ALLARMISMO

Non c’è mai stato un catalogo dei donatori. L’abbinamento donatore/paziente è fatto dal medico in base alle caratteristiche biologiche

Lorenzin sulla selezione dei donatori: «Saranno più stringenti i test infettivi, ad esempio per Aids e epatite»

Questo tipo di test è già applicato per le coppie omologhe. E’ bene specificare che i centri hanno già iniziato e a breve ci sarà notizia delle prime gravidanze con tecnica eterologa.

Lorenzin su origini genitori biologici e adozione degli embrioni:  «un punto fondamentale che andrà approfondito e sarà incluso nel consenso informato. Legislazioni straniere tendono sempre più a garantire il diritto a conoscere la propria identità e il diritto all’anonimato dei donatori è caduto in diversi Paesi in seguito a contenziosi legali»

La legge 40 - al capo terzo articoli 8 e 9 -  prevede che i figli nati da eterologa sono figli legittimi della coppia; non hanno alcun rapporto giuridico con i donatori dei gameti; la coppia che accede alla donazione dei gameti non può disconoscere il nato; il donatore è anonimo. In questo modo sono affermate  le tutele per tutti i soggetti coinvolti nelle tecniche di procreazione medicalmente assistita come previsto dalla legge stessa.

Il DLGS 191/07- 16/10 e success. prevede che i dati sanitari/ genetici siano conservati presso i centri fecondazione medicalmente assistita oggi identificati come istituti dei tessuti e siano conservati per almeno 30 anni dopo l'uso. 

Da tutto questo sembra che il Ministro Lorenzin stia trovando dei pretesti inutili con l'intenzione di voler ritardare l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale che invece di fatto è già tecnicamente applicata.