Con noi le associazioni di pazienti e 46 Parlamentari in Corte EDU contro la legge 40

Con noi le associazioni di pazienti e 46 Parlamentari in Corte EDU contro la legge 40

Filomena Gallo, Marco Cappato
23 Apr 2014

Dichiarazione Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

 

L' Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica con le associazioni Cerco un bimbo, L'altra cicogna e Amica Cicogna, è stata ammessa a depositare un amicus curiae e invitati a fornire anche ulteriori memorie in vista dell'udienza del prossimo 18 giugno dinanzi la Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ,  nel procedimento promosso da  Adele Parrillo c/ Italia a seguito del divieto imposto dalla legge 40 all'art. 13 di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica. 

Abbiamo ottenuto anche l'adesione all'atto depositato contro i divieti della legge 40/04 di 46 Parlamentari italiani ed europei, tra cui il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, il Sottosegretario alle riforme costituzionali e ai rapporti con il Parlamento Ivan Scalfarotto, la senatrice a vita Elena Cattaneo,  la Presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Anna Finocchiaro, il Segretario della Commissione Permanente Giustizia del Senato Rosaria Capacchione,  il Presidente della Commissione diritti umani al Senato Luigi Manconi, e gli iscritti all’Associazione Luca Coscioni: il capogruppo di Sel alla Camera Gennaro Migliore,  il Presidente della Commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan, i senatori Sergio Lo Giudice, Francesco Palermo, Carlo Pegorer, e l’onorevole Andrea Vecchio.

Dinanzi alla Corte Edu abbiamo evidenziato quanto privo di fondamento giuridico sia il divieto imposto dalla legge 40 e quanto la ricerca sulle cellule embrionali non sia ancora sostituibile. E’ bene precisare che nel nostro Paese non sono mai stati prodotti embrioni per solo utilizzo scientifico ma che fino al 2004 – anno di entrata in vigore della legge 40 -  erano utilizzabili per la ricerca  quelli  non idonei per una gravidanza.

Il divieto introdotto dalla legge sulla procreazione medicalmente assistita ha provocato da un lato l’abbandono nei centri di fecondazione assistita di circa 2.527 embrioni (relazione al Parlamento del 2005) che potrebbero essere utili alla ricerca, e dall’altro l'impossibilità di donare embrioni per finalità scientifiche da parte dei proprietari  che non possono avere più una gravidanza, come per la signora Parrillo che ha perso il compagno in Iraq nel 2003.

A  breve il divieto di cui all'art. 13 sarà discusso anche  in Corte Costituzionale a seguito d'incidente di costituzionalità.