Bioetica, Filomena Gallo, Segretario Associazione Coscioni: gravissime le affermazioni della CEI


09/11/2011
Associazione Luca Coscioni

Dichiarazione dell’avvocato Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

Le dichiarazioni espresse nel messaggio della Cei per la 34.esima Giornata nazionale per la vita sono di una gravità estrema. 

Aborto ed eutanasia vengono considerati i mali del mondo e la vita è considerata un bene non negoziabile. Questo può essere vero all’interno di una etica cristiana e nutro massimo rispetto per coloro che ritengono la vita non disponibile all’essere umano.

Ma la Cei dovrebbe rispettare in egual modo coloro che invece ritengono intangibile un altro bene: quella dell’autodeterminazione e del proprio concetto di dignità umana.

Sono libero di compiere le mie scelte durante tutta la mia vita – i precetti ecclesiastici per fortuna non sono ancora legge – ma non posso decidere, secondo i prelati, in materia di inizio e fine vita. Quale contraddizione!!!

In assenza di una definizione definitiva di vita e morte in senso scientifico e morale, i vescovi non possono svilire le scelte di una gran parte dell’Italia che la pensa in maniera diversa. Concezioni diverse di vita e morte possono continuare a convivere, senza che la Chiesa scomunichi e intimorisca gli ‘eretici’.

Concludo con una frase di Indro Motanelli: “Ritengo che tra i diritti dell’uomo ci sia anche, anzi soprattutto quello di congedarsi dalla vita quando questa sia diventata per lui soltanto un calvario di sofferenze senza speranza e, mettendolo alla mercé degli altri, gli abbia tolto anche la possibilità di difendere il proprio pudore, e quindi la propria dignità. L’obiezione dei cattolici è che, la vita essendo un dono del Signore, solo Lui ha il diritto di toglierla alle sue creature. Ed è su questo punto che io voglio dissentire. Io non sono (purtroppo) un credente. Ma se lo fossi troverei sacrilego attribuire al Signore tanta crudeltà verso le sue creature".

 

Mercoledì, 9 novembre, 2011 - 13:51

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